SABATOBLOGGER 37. I blog che seguo

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Pensieri di una lupa solitaria (Anubi) Un blog nato come sfogo, raccoglitore di pensieri che talvolta sembrano spaccarti la testa (già…). Anche per liberarsi del veleno, perché anche questo succede, che certi pensieri, o magari certi eventi esterni ti avvelenino dentro, qualche volta senza che ci se ne accorga. Scrivere è un modo per accorgersene e la consapevolezza è un passo importante per guarire, per rialzarsi anche quando si cade. Anche la curiosità, la voglia di fare domande, il desiderio di mettersi in gioco sono strumenti importanti. Infatti troverete tra l’altro post che sprizzano la voglia di condividere cose imparate a scuola o altrove, dalla storia all’informatica, dalla filosofia ai manga, al significato delle parole (quelle magari che toccano poi anche corde emotive particolari). E sono utili anche il silenzio e la tranquillità che si possono vivere ascoltando il mare in solitudine fuori stagione. Ho scelto Superpoteri perché credo che anch’io, se potessi sceglierne uno, vorrei le ali per volare (magari non da pipistrello, ma son dettagli), Colori perché anch’io sono dell’idea che l’amore debba arricchire la nostra vita di nuove, molteplici sfumature; infine il post sul linguaggio Java (il primo, ce ne sono poi diversi altri) perché anche se io e l’informatica non andiamo troppo d’accordo mi piace questa idea di divulgare informazioni che possono essere utili.

A mali estremi (Albucci) Con Albucci ho un debito, gli ho promesso una recensione del suo libro di racconti da tempo immemorabile e il bello è che sono racconti bellissimi; le mie impressioni riguardo agli Elefanti le ho riconfermate leggendo I giganti. Roberto ha scelto di raccontare il lato oscuro delle cose, ma i suoi pezzi sono scritti benissimo, e molto densi: di tristezza, di rabbia, di rimpianto, di divertita, amara ironia, insomma, le emozioni di chi vede quello che non va e non si rassegna. Sono scritti talmente bene da rappresentare un sollievo allo stesso male che descrivono. E negli uni e negli altri c’è questo elemento estraneo e che al tempo stesso ci appartiene, un elemento enorme, pesantissimo, esseri che condizionano le nostre vite non per loro volontà, ma perché noi non siamo capaci di scegliere altrimenti. La migrazione dei giganti è la prima puntata di questo percorso dentro la nostra fuga verso l’indifferenza, un andare altrove senza sapere dove né perché (da lì potete poi proseguire facilmente, io ho iniziato pensando di leggerne un paio e ne ho lette undici in un giorno…). Tra gli altri racconti ho scelto poi Il dato oggettivo, su come i fatti (e certe parole pesanti come macigni) possano essere e siano spesso usati per schiacciare, per soverchiare e togliere importanza non solo ai pensieri degli altri ma alla loro stessa esistenza. Questa storia non vale tre euro è un mirabile ritratto delle bancarelle dei libri e delle molte ragioni che un libro può avere per essere scelto.

Grafemi (Paolo Zardi): dal nome e dalla sua spiegazione risulta subito chiaro che Paolo Zardi è uno scrittore che ama giocare con le parole e i suoni. Questo non significa poi non soffrire su ogni singola frase, non significa che non scrivi per necessità e che non sia faticosissimo, fisicamente quanto mentalmente ed emotivamente. Ma è una fatica che fai per amore. Conosco persone che odiano scrivere e lo fanno perché non riescono a farne a meno ma detestano ogni aspetto di quella che vivono solo come una costrizione. Credo che ci sia anche un aspetto molto positivo in questa ‘necessità’, una spinta così forte a raccontare e raccontarsi da far sì che ciò che scrivi sia davvero parte di te. Conta però anche molto l’amore, appunto, per i segni grafici e per la musica della lingua e il modo in cui si possono dialogare tra loro, si possono unire e separare in infinite varianti, per dar vita a una passione ancora più profonda, per tutti i sentimenti che siamo in grado di provare, nel bene e nel male. Questo avverto nel blog di Paolo Zardi. Da tutti i suoi scritti traspare uno spirito di osservazione acuto che potrebbe sfociare nell’indagine quasi scientifica, se non fosse che l’osservazione è molto partecipe, mai distaccata. Anche il suo modo di riflettere su vari argomenti, non solo o non strettamente letterari mi piace molto. Ho scelto Sotto l’ombrelloneViaggio nel tempo e l’ultimo, da Nando, che per certi aspetti potrei definire ‘struggente’, per mancanza di un termine migliore, ma è anche in qualche modo allegro e pieno di sapori e profumi e cose da vedere in cui immergersi.

Un po’ di mondo (Marco) Il blog di una persona che si occupa di volontariato e associazionismo  per contribuire a un mondo che somigli di più a come lo vorrebbe per i suoi figli e appassionato di consumerismo, informatica e internet, lingue e viaggi, lettore onnivoro e sportivo non può non essere interessante.  Il ragazzino che camminava solo è una storia triste ma un omaggio pieno di tenerezza e in qualche modo di speranza. Le prugne del papa e le more di santambrogio mi piace perché racconta un’iniziativa che sarebbe bello ripetere altrove, di utilizzo di frutta “urbana” che altrimenti va persa ed è un peccato davvero; infine Contromano in bicicletta perché adoro la bicicletta, da tempo accarezzo l’idea di ritrovare la mia capacità di andarci (che dicono che non si disimpara mai…), e almeno in astratto, anche il concetto di contromano, che può essere inteso in più di un senso. Qui è inteso nel suo significato proprio, ma quello figurato mi piace di più 🙂

Susabiblog (65Luna) Sogni tramutati in immagini e parole, li chiama lei, e in effetti non saprei trovare definizione migliore: foto e immagini compongono quadri che dipingono la realtà con occhi diversi, quella capacità di stupirsi e di cogliere insolite prospettive che a me è molto cara. Basta un cubetto di ghiaccio in un bicchiere ad aprire porte che normalmente restano chiuse o al più lasciano solo brevi spiragli. Gli stessi titoli dati lasciano spesso intravedere una visione che non viene mai spiegata e che spinge non tanto a fare ma a farsi domande. Ci vuole curiosità da parte sua, certo, forse anche qualcosa di più, una sorta di sguardo avventuroso, mi verrebbe da chiamarlo, e anche una capacità di contemplazione che convive con la capacità di cogliere momenti, impressioni brevissime che scompaiono subito: e dunque un tempo che si accorcia e si allunga a seconda di ciò che serve, rapidità dell’occhio e della mano, e voglia di riassaporare lentamente. Difficile scegliere, andando un po’ indietro mi hanno colpito EludereErable e Scorre.

RosaVelata: qui davvero non posso dire nulla dell’autrice, forse l’unica cosa è proprio questo, che traspare (forse) già dal nome che si è scelta, un ri-velarsi, perché attraverso la poesia si può scoprire molto ma anche coprire due volte, sia pure con un tessuto leggero che  offusca senza nascondere del tutto. Va detto che le poesie, tutte appartenenti a generi brevissimi (minuscole poesie e immagini d’autore è il motto del blog), non sono tanto, in genere, viaggi  introspettivi, quanto percezioni dell’esterno attraverso i colori, i suoni, ciò che si tocca e si sente e si vede, persino quando si parla d’amore (con qualche eccezione). Ho scelto Alfabeti di luce anche perché già il titolo è bello; Sole all’alba in novembre: un sole quasi contraddittorio, ad accompagnare l’ultimo volo delle foglie; Foglia nell’acqua infine mi piace per quel riferimento al punto di vista dell’acqua.

Nel giardino segreto (Silvia): credo sia vero che ognuno di noi ha un giardino segreto, un luogo dove tiene la parte di sé che si tende a coltivare meno nella vita di tutti i giorni: non necessariamente chiuso, ma dove si sia liberi di dire di sé e dei propri pensieri, e naturalmente anche di non dire, un luogo dove si coltivano i propri spazi. Questo blog rappresenta per me soprattutto la musica: l’occasione ogni sera di riascoltare canzoni che amo e scoprire cantanti che non conoscevo o che avevo dimenticato o di cui magari ignoravo pezzi anche molto belli. Il suo Dolce notte è quindi un appuntamento musicale quotidiano molto gradevole che accompagna gentilmente le ore serali. Scelgo rigorosamente in base ai miei gusti (o capricci? visto che senso musicale ne ho proprio poco, anche se comunque la musica accompagna lavoro, svago, emozioni e insomma un po’ tutto): Hey You, Piunk Floyd, My first, My Last, My Everything, Barry White e They Dance Alone, Sting.

Una menzione per L’assassino è il maggiordomo, blog chiuso i cui post però sono ancora visibili. A me piaceva molto e penso valga sempre la pena di darci un’occhiata, è molto originale.

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12 Pensieri su &Idquo;SABATOBLOGGER 37. I blog che seguo

  1. Ti ringrazio davvero, molto carina la tua presentazione….ma detto tra noi…..nemmeno io ne capisco di musica, vado solo a gusto personale 😉
    Buon fine settimana 🙂

  2. Mi hai veramente emozionata, hai fatto una descrizione elegante e colto ogni singola cosa non solo del blog ma di me stessa, orgogliosa delle tue parole. Grazie di cuore e Abbraccio,65Luna.

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