62. Happy Feet 2

A cinque anni di distanza dal primo Happy Feet, ritornano i miei amati pinguini ballerini (e canterini). Robin, superata l’operazione al cuore, si è risposato ed è felice. Il lavoro che ama quasi più di ogni altra cosa al mondo è lì ad aspettarlo come e più di prima, come sempre instaura con tutto il cast un bellissimo rapporto perché a sentirlo parlare degli altri si capisce bene la sua umiltà, la capacità e il piacere di dare. E’ una persona con cui si lavora sempre meravigliosamente bene perché lui vuole lavorare bene con gli altri e fa di tutto perché questo accada. Vede sempre il meglio in tutti, non prova  e non suscita invidia, non ha alcun senso di superiorità né di inferiorità. Con Susan c’è stato un incontro di sguardi, un ballo e la rinascita. Nonostante gli strascichi dell’intervento, riprende la sua tournée con Weapons of self-Destruction e ritrova il suo pinguino interiore. In verità i suoi due pinguini interiori, perché Ramon, il meraviglioso Adelian latino, piccolo ma fiero e con una voce tale da compensare tutto ciò che gli manca in altezza, è sicuramente un personaggio che ha amato molto. Ma anche Lovelace (Adone), il Barry White dei pinguini. Robin dice che se avesse cantato per sua moglie l’avrebbe persa. Io non credo proprio, no, proprio no. Come si potrebbe mai amare lui e non la sua voce?

In questo nuovo episodio Mumble (Mambo in italiano), il pinguino Imperatore che voleva ballare quando tutti i suoi compagni avevano sempre solo cantato, è diventato adulto, ha avuto un figlio, Erik, ed è integrato a tutti gli effetti nella sua comunità. Erik però non sembra voler cantare né ballare e non ha la più pallida idea di quale sia il suo talento e di cosa gli piaccia fare. Quando Ramon, che nel frattempo si è stabilito nella terra degli Imperatore con l’amico Mumble, decide di tornare tra gli Adelian, Erik lo segue con due piccoli amici.
Ramon spera di trovare l’amore tra i suoi compagni, dove pure è il più piccolo, ma non così tanto più piccolo come tra gli Imperatore. Da quando lui è andato via, però, uno strano personaggio si è fatto strada nel suo mondo: Sven (il meraviglioso Hank Azaria, che aveva tra l’altro lavorato con Robin in The Birdcage), che Lovelace ha conosciuto quando era stato raccolto e salvato dagli alieni (ossia gli umani), è uno strano pinguino volante (un pulcinella di mare, in effetti), per cui tutti hanno una specie di venerazione. Lo stesso Lovelace ha in buona parte ceduto a lui il suo ruolo di guru, riducendosi a fargli da portavoce.
Nel frattempo, i pinguini sono anche alle prese con il disgelo, mentre due minuscoli krill, il coraggioso e curioso Will (Brad Pitt) e il timido Bill (Matt Damon), partono per una grande avventura per vedere cosa mai ci sia oltre lo sciame.
Ancora una volta, visivamente stupendo. Io adoro tutti i personaggi di contorno. Vi lascio questa battuta, secondo me più sottile di quanto appaia a prima vista.

Bill: Will, please, come back, I fear the worst
Will: I fear the worst too, Bill, because fearing the best is a complete waste of time.

[Will, ti prego, torna indietro, temo il peggio
Anch’io temo il peggio, Bill, infatti temere il meglio è una totale perdita di tempo]

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