-8 Ascolto

Questa poesia non c’entra tanto con il mio viaggio e il relativo conto alla rovescia. Beh, un po’ sì. Poi c’entra con Tom Waits, che ascoltavo quando ho scritto i primi versi, e c’entra con le mie labbra che tremano, e che ascolto perché so che riportano un messaggio muto, e c’entra con un dolore di cui già sapevo, senza però avere idea di quanto grande fosse. C’entra con molto di quello che sono, che non sono, che avrei voluto e che vorrei essere e che sarò. 

 Penso che c’è un’ingiustizia feroce
in questa dolcezza ruvida che scuote tutte le fibre
senza neanche il bene di un tradimento, un amore finito.
Ma mentre la strada si accorcia ti chiedo
cos’è questa vita che mi viene incontro,
frammenti di specchi e spine che affilano le armi
e chi non abbassa la testa paga il prezzo più alto,
chi si lascia incendiare le viscere dalla notte degli altri
ché la propria l’ha dimenticata troppe volte.
Vero che più di tutti è perduto chi ubbidisce
e si ferma a contare le stelle e le spighe di grano
chi non rischia mai il passo più lungo, il salto nel vuoto
o un sole troppo grande per lasciarsi abbagliare,
chi mai si avvicina troppo al cielo o agli abissi.
Ma anima e pensieri di cristallo non si perdonano a nessuno,
non si perdona l’amore dell’ombra e della luce,
la limpidezza che s’infanga perché non si sporchi il respiro.
Non c’è cura, nessuna cura per la memoria che si perde;
nessuna terapia per chi ha guardato oltre l’orizzonte
e visto la sua nave tornare con la bandiera listata a lutto.
Io sì, vedrò il tuo cielo, adesso, avrò in tasca la tua nebbia
come un talismano, come l’urlo indomabile dei sogni
quando tutto si fa immobile e si fermano i rumori.
Non si guarisce dal sale, dalle stelle fredde,
ma le scintille sull’oceano conteranno le onde
al ritmo delle lacrime che hai asciugato in silenzio;
bruciano le mie labbra, ora so che anche con la bocca
si ascolta; annaspo tra parole sgraziate
ma mi farò vuoto, mi riempirò di te, lo giuro.
Perché volevo esserti casa e giardino e il tuo dolore
strappartelo dalle mani e prenderlo nelle mie.
Sono brava, sai col dolore degli altri, e persino con il mio
ho imparato anch’io a sorridere, mentre il vento guarda
fingere che tutto sia uguale, se c’è una bicicletta
e un mare in cui nascondere il tramonto,
finché ti basta il cuore, e dopo bruciare quello
e il resto, per non smettere mai di essere chi sei,
perché bisogna, dopotutto, morire senza perdersi,
e farlo finché si è vivi.

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18 Pensieri su &Idquo;-8 Ascolto

  1. sa leggere tutta d’un fiato, altrimenti se ne perde il senso. Veramente complimenti. Intensa e profonda coinvolge con le tue parole.
    Un ottimo motivo per togliere un giorno al conto alla rovescia.

    • Grazie di cuore. Tom Waits l’ho scoperto tardi sai… ma per una ragione che l’ha fatto entrare nel mio cuore immediatamente e credo che lì resterà sempre.
      Sono passata dal tuo blog e ho provato a lasciare un commento ma mi è partito prima che riuscissi a finirlo e non so se è scomparso proprio o finito nello spam (ultimamente mi capita spesso). Ho visto che la musica ha uno spazio importante. grazie di essere passato da qui, tornerò a trovarti 🙂
      Alexandra

      • Io vivo di musica si, in ogni situazione c’è una qualche canzone giusta per quel momento.
        Io l’ho scoperto in un momento di tristezza pesante, quindi boh…la sua voce mi distrugge.
        Tranquilla per il commento, se c’è bene, se no va bene lo stesso.
        Tanti saluti,
        Francesco

      • Io vivo di musica a intermittenza, a volte non ne ascolto per giorni e poi all’improvviso mi sembra di non poterne fare senza. Ma so che è uno dei doni che ci sono stati fatti, o che ci facciamo, per illuminare quello che è buio e alleggerire quello che è pesante. Non l’unico, ma uno dei più preziosi. Anche quando sembra distruggere, in realtà costruisce, almeno, per me è così.
        Ricambio i saluti, a presto

      • Certamente, è proprio così…un ascolto catartico insomma. Non saprei definirlo diversamente.. amo alla follia la sua voce e le sensazioni che trasmette

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