La forza di non cercare la sicurezza

Sono appena tornata da un luogo luminoso, pieno di senso di ariosità, di apertura mentale e non solo, un posto caldo e gentile dove vieni accolto con un sorriso almeno fino a quando il tuo comportamento ti faccia meritare diffidenza, e non il contrario. Dove l’esigenza di salvaguardare la Terra è presa tanto più sul serio perché la sua fragilità la si vive sulla propria pelle quasi ogni giorno, e quella fragilità non viene combattuta e meno ancora negata, ma amata e accudita. Dove i muri, quando non si può farne a meno, sono colorati di mosaici pieni di uccelli e farfalle, tanto perché non vada mai perduta l’idea che se davvero lo si vuole, li si può oltrepassare. Dove si potrebbe, probabilmente, fare di più per i tanti homeless, ma certo a pochissimi o a nessuno viene in mente di lanciare campagne per l’ordine e la sicurezza basate sul cacciare via qualcuno, e deportazione resta una parola orrenda e forse quasi impronunciabile. Dove il diritto di amare chi si vuole come si vuole, matrimonio compreso, non è solo accettato ma sostenuto, fatto proprio da chi non ha bisogno di sentirsi personalmente minacciato dalla perdita di un diritto, per riconoscerne l’importanza per tutti. Un posto così orgoglioso della propria storia, del proprio cammino e della propria personalità da non avere timore di confrontarsi e mettersi in discussione, e certo mai della molteplicità e multiformità delle radici, che se sono davvero profondamente sentite non negano le ali, ma le rafforzano; e comunque sono costituite da tanti strati ed elementi diversi in continua evoluzione. Questo luogo è sopravvissuto a due terremoti violentissimi e a un incendio tra i più devastanti della storia, altro che miti machisti, qui la forza è vitale, vera e alimentata da solidarietà ed empatia. Questo luogo continua a esserci. Sopravvive, anzi, fa di più: vive a fondo, facendo, del senso di precarietà ineliminabile dalla vita, un motivo in più per amarla. Trovo particolare conforto oggi in questo luogo, in questo pensiero.

I’m just back from a bright place with a sense of airiness and openness, not only of mind. A warm, kind place, where you’re welcomed with a smile, at least until your behaviour deserves distrust, rather than the other way round. Where the need to protect the Earth is taken so much more seriously because you have personal experience of its fragility almost every day, and that fragility is not combated or even less denied, but loved and cared for. Where the walls, when you cannot do without, are colored by mosaics full of birds and butterflies, so as never to lose sight of the idea that if you really want, you can get over them. Where something more could be done, perhaps, for the many homeless people, but certainly very few, or no one, would think of launching order and safety campaigns based on throwing someone out, and deportation remains an awful, almost unspeakable word. Where the right to love whoever you want, however you want, marriage included, is not only accepted, but supported, endorsed by those who need not be personally threatened by the loss of a right to understand its importance for everyone. A place that is so proud of its history, of the journey traveled so far and of its own personality that it is not afraid of relating to others and even putting itself at stake, and certainly not of the multiplicity and multiformity of its roots. Indeed, when roots are deeply felt, they do not contradict but strengthen wings and, however, they consist of several constantly evolving layers and elements. This place has survived two extremely violent earthquakes and a fire among the most devastating in history, never mind the macho myths, this is vital, real strength fed by solidarity and empathy. This place is still there. It survives, indeed, it does more than that: it lives life to the fullest, it embraces the uncertainty inherent in life as just one more reason to love it. I find particular comfort today in this place, in this thought.

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10 Pensieri su &Idquo;La forza di non cercare la sicurezza

    • Grazie carissima amica mia ❤ . Forse io sono un "tantino" di parte, ma l'impressione è stata quella, un luogo non perfetto, però magico sì, di quella magia che è forse prima di tutto voglia e capacità di godersi le cose buone e di affrontare i problemi reali nel modo migliore, senza farsi travolgere da paure e senza affidarsi a soluzioni semplicistiche. L'Academy of Sciences, per esempio, da questo punto di vista è rivelatrice: i bambini vengono messi a confronto con la bellezza e la fragilità dell'ambiente in cui vivono in un modo naturale che è quasi una gioia vederlo, ce n'erano tantissimi e curiosi, interessati, senza assolutamente perdere l'allegria che non è in contrasto con l'attenzione… lì davvero ho percepito la speranza nelle prossime generazioni, per dire 🙂

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