San Francisco – Diario di viaggio 9. 1.11.2016 (segue) Telegraph Hill e Russian Hill

Dopo Chinatown, Telegraph Hill. Che fatica, ma che splendore! Il panorama, gli scalini (i Filbert Steps, da non perdere!), il respiro che manca, le gambe doloranti, il colore del cielo, tutto quanto. In cima alla Coit Tower, 13 piani più due rampe di scale per guardare la meraviglia dall’alto, senza fiato per più di una ragione.

Una volta ridiscesi però mica poteva bastarmi, dovevo risalire dalla parte opposta, verso Russian Hill, la riproduzione della Porziuncola all’interno della chiesa gotica di St. Francis of Assisi, la famosa casa ottagonale vista da una prospettiva strana, e Halloween, un dialogo fra culto, tradizione e ironia, sdrammatizzare per alleggerire, sullo sfondo di una paura che è presente e reale ma con cui si fanno i conti senza lasciarsi mai sopraffare (e altri gradini! It’s not fair!).

Macondray Lane, poi… non ci si crede! Una mattonata in cui il profumo di una cascata di gelsomini e altri fiori sconosciuti sommerge di sensazioni, diventa parte del paesaggio, ti pare quasi di vederlo. E’ un posto magico, incantevole, sono proprio felice di aver fatto questa deviazione, pur dopo aver arrancato per tutta la mattina su salite ripide come credo di non averne mai viste prima e qualcosa come 400 o 500 scalini…

Sulla strada (è proprio il caso di dirlo), di passaggio da North Beach, uno sguardo al Museo Beat e alla Libreria City Lights, creata da Lawrence Ferlinghetti e battezzata in omaggio a un film di Chaplin.

Al ritorno abbiamo ripreso la Columbus, ci siamo offerti un treat in una pasticceria semi-italiana (che consiglierei); e infine, dopo aver chiuso il giro con la Church of St. Peter and Paul antistante il Washington Square Park…

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…abbiamo avuto qualche momento di esitazione, credendo di esserci persi, ma è durato poco. Questa città confonde e chiarisce, la struttura delle sue strade è fatta in modo che le rivedi 500 volte da prospettive diverse. Questo sembra complicare le cose e invece alla fine le semplifica: poche strade che si intersecano e che vanno ovunque. E ovunque tornano.

(segue)

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6 Pensieri su &Idquo;San Francisco – Diario di viaggio 9. 1.11.2016 (segue) Telegraph Hill e Russian Hill

    • La città è di una bellezza per me incomparabile, mai provato nulla del genere.
      Il costo è la nota dolente, direi alto, tendente al molto alto. Però penso ci siano modi di vivere con relativamente poco, come in tutte le città costose.

      • Genova non sfigura comunque. 🙂 penso che i salari e le opportunità siano consone con il costo della vita, però deve anche piacere lo stile di ora USA. O almeno credo, non conosco il luogo.

      • L’impressione è che San Francisco sia una città assolutamente a sé, molto americana per certi aspetti, pochissimo per altri, con un modo di vivere e una mentalità tutti suoi. E’ una città che respira, che sorride, una città libera, una città piccolissima (poco più della metà di Genova, che già non è una metropoli) capace di un’apertura tale da farti sentire come se non ci fossero muri e confini, e come se gli spazi fossero infinitamente più ampi. E’ la sensazione istintiva, però, per sapere se è vero ci si dovrebbe vivere. Io ci andrei anche subito, col primo volo disponibile… 🙂

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