Pioggia

Considerate l’amore un crimine contro l’ordine imperturbabile dell’umanità, mi promettete non so più cosa in cambio della mia abiura, un’ammissione di colpa e la promessa solenne di rinunciare alla mia follia.

Non sapete nulla della bellezza di un corpo che si piega per prendere la forma del cuore di un altro, dei passi che si incidono a poco a poco nella pelle, lasciando segni dapprima leggeri, poi sempre più profondi ad ogni mattina che ci si alza dal letto insieme, di quando si ride accanto al mare e si ascoltano le storie migliori e le peggiori con le stesse orecchie, di quando si chiede al cielo di proteggere ciò che è stato e ciò che sarà dietro una cortina d’acqua spessa come fumo, che cada magnifica a violenta e prendersela tutta addosso per asciugare le cicatrici, potreste forse comprendere la rabbia di aspettare tutta la notte per accogliere al portone chi arriva non prima del mattino, scalzo, senza neanche sapere dove si trova? Di uno tanto diverso da me ho fatto il mio compagno, ho accolto con la stessa naturalezza il suo bisogno di serate a chiacchierare con gli amici e l’insopprimibile propensione alla solitudine, le strade ripercorse mille volte in compagnia solo di se stesso, in cerca di nulla se non del piacere di riviverle all’infinito; le ore del silenzio e quelle di troppe parole a coprire la forza dell’amarezza; il sale delle rocce disciolte nell’oceano e i fiori di campo, gli alti alberi secolari delle foreste contemplate da lontano, le vigne cresciute per dispetto e sfida e i modesti frutteti con i loro ben più celati tesori. L’ironia e le intemperanze, i momenti in cui le stelle non brillavano e quelle in cui erano capaci di nascondere il sole, la dolcezza e la collera e persino l’odio, che in misura infinitesimale se volete, ma è presente nell’amore come un veleno in un farmaco salvavita. Anche l’amore si impara e si decide, si uccide e rinasce continuamente ed è un gioco, sapete, sì, voi che parlate di maturazione e di diventare adulti, di calcoli e pro e contro, sì, l’amore è un gioco, duro e sporco ma non conosco meraviglia al mondo che possa lontanamente paragonarsi allo stupore di un’appartenenza nata da un lancio di dadi e accudita con la seria allegria dei bambini che sanno come si cresce.

Dite che questo errore dovrà essere punito, questo è il vostro territorio, sono le vostre leggi e io non posso sottrarmi. Eppure dentro di voi, se guardate a fondo, siete consapevoli che qualunque castigo possiate concepire, non cancellerà neppure la più lieve delle orme lasciate dal nostro respiro nel cielo che avvolge questi luoghi, quando la nebbia del pomeriggio riprenderà a tessere i suoi racconti. L’amore è un premio, un privilegio e un onore.

La pioggia si è fatta intensa, e come sempre di questi tempi un senso di conforto e quiete si accompagna a un’ansia nuova. Le foglie arancio-dorato dell’albero di fronte a casa portano il senso dell’autunno anche qui in città. Quanto abbiamo pregato perché la pioggia arrivasse in tempo e adesso pare che i nostri desideri siano stati esauditi. Non in tempo per noi, forse, ma chi può saperlo, dopotutto?

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foto presa da qui

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20 Pensieri su &Idquo;Pioggia

  1. Io sono colpevole di amare.
    Sono colpevole di mettere l’amore sopra ogni altra cosa.
    Sono colpevole di essere felice solo quando sto con chi amo, e di essere triste quando sono solo.
    Sono colpevole di aver fame di tutta la torta, perché le briciole non possono saziarmi.

    Sto leggendo il “Simposio” di Platone, quindi presto scriverò anche io qualcosa sull’amore.

    • E’ una colpa di cui vorrei sapermi macchiare anche più di quello che faccio. Ho l’impressione che sia umano cercare l’assoluto e non saperlo mettere in pratica, e per questo crearsi uno spazio nella poesia e nell’arte per capire cosa realmente si vuole e cercare quanto meno di avvicinarcisi

      • L’assoluto va cercato solo se non si ha paura di esso, se se ne sente una reale necessità, altrimenti è meglio starne alla larga, perché non ci può essere una via di mezzo in amore.

        Non per farmi pubblicità, ma se hai la pazienza (è molto lungo, per certi standard) di leggere il mio ultimo articolo, puoi farti un’idea di quello che io chiamo “amore”; un piccolo commento anche lì, vista la tua argomentazione, non mi spiacerebbe.

    • Penso che entrambi rendano tutto più intenso, ma come tutto ciò che travolge, spaventa e inquieta. Questo brano è nato di notte perché non riuscivo a dormire e ho immaginato un mondo in cui l’amore fosse proibito severamente e punito, quindi questo racconto potrebbe essere parte di altro o semplicemente un delirio notturno (credo di aver avuto anche la febbre).

  2. Brano intenso, sentito e audace. Eppure la cosa più bella e definitiva l’hai scritta in un commento: (l’amore) è una colpa di cui vorrei sapermi macchiare di più di quello che faccio.
    Dopo queste tue parole non c’è altro da aggiungere
    ml

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