SABATOBLOGGER 46. I blog che seguo

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Traslocando è un luogo dove collocare i pensier. Pensieri scritti molto bene, aggiungo, anche se talvolta malinconici, ma a chi non succede, del resto? Ho scelto Nata libera perché condivido l’idea: la libertà, anche quella apparentemente più quotidiana, implica sempre qualche dose di coraggio e sicuramente anche responsabilità e impegno. Non è “fare quello che si vuole”, ma la soddisfazione di trovare le proprie chiavi e decidere se e quando aprire una porta o tenerla chiusa è impagabile. Fango perché non so, non l’ho ancora capito, se sono le donne a essere complicate o se tutti gli esseri umani lo sono, ma anche a me capita di fare confronti e pensare che dovrei, che farò, che ho sbagliato, che se avessi… Poi però so che amo la strada che ho fatto e che tra l’altro, tanto per ricollegarsi all’altro post, il fango che si incontra quando si prendono strade non troppo battute non fa bene solo alla pelle ma anche alla libertà. Tempo perduto e un racconto su una bottega che sa di antico e che diventa simbolo del rapporto irrisolto tra tempo, battito del cuore e vita.

Dovesei E’ un blog-diario, aggiornato ogni tanto, non necessariamente quando succede qualcosa di importante, a volte importante è solo il desiderio di raccontare pensieri e desideri, un trasloco, una gita. Riassunto delle puntate precedenti, ovvero gli ultimi 15 anni della vista di una donna con le sue passioni che non sempre l’hanno fatta stare bene, la serenità affettiva ritrovata, le preoccupazioni quotidiane, specialmente rivolte ai figli: tutti vorremmo che non dovessero penare tanto per trovare la loro strada (anche se poi sappiamo che è inevitabile e forse anche necessario. Di questo Bilancio di fine anno (del 2015 mi sono piaciuti i ringraziamenti per le piccole cose che io ho a volte anche ben presenti ma non riesco poi a mettere nero su bianco, perdendomi un po’ nelle grandi domande e negli interstizi tra la poesia e la realtà. Anche gli Appuntamenti appartengono a questo mondo di piaceri che sembrano pause dalle fatiche della vita e in realtà sono tra le cose più vive che ci siano.

Viaggio per viandanti pazienti Visto che il motto del blog è “My life in books, the books of my life” direi che l’amore per i libri è la prima cosa che ci accomuna. Dalla sua presentazione Luna sembra una persona che non ama forse la folla ma comunque non solitaria, e con delle belle passioni (cantare, andare a cavallo, i viaggi, la natura), un paio delle quali ancora una volta le abbiamo in comune. Le sue recensioni sono particolari, hanno qualcosa del quadro impressionista, qualcosa anche di poetico, sono sensazioni, appunti che compongono però immagini coerenti e complete, mosaici di parole, racconti a loro volta, come delle piccole storie che parlano di altre storie. la scelta qui è forse più arbitraria del solito, perché il suo stile permea tutti i suoi scritti, diciamo che l’occhio mi è caduto su Vento & Flipper, un racconto sul rapporto di Murakami Haruki con la scrittura, se ho ben capito; Lo straniero di Camus, libro che a suo tempo ho letto e anche apprezzato senza, credo, capirlo mai del tutto; e Fahrenheit 451 che devo ancora leggere, so che voglio farlo e non mi decido mai.

Viaggiare è sognare Viaggiare per me è quasi essenziale come scrivere (no, senza quasi), è tornato a esserlo ancora di più ultimamente, la tensione verso l’altrove va un po’ di pari passo con la tensione verso la ricerca delle parole. Questo blog poi ha un motto che io, amando molto le Vie dei Canti di Chatwin, trovo particolarmente bello, e cioè: “i sentieri si costruiscono viaggiando”. Perché sempre di più mi rendo conto che viaggiare è anche costruire, che c’è uno scambio tra il viaggiatore e il luogo che percorre, il viaggio cambia noi e cambia anche i posti che vediamo. Anche per Federica infatti il viaggio è sogno, passione, scoperta, voglia di “uscire da se stessi, continuando a restarci”, per adoperare una frase da lei citata. Ha da poco avuto un bimbo al quale mi pare stia trasmettendo già, fin da subito, la curiosità e l’amore per le storie. Anche per i blog di viaggi la scelta dei post è un po’ “a capriccio”, persino in parte casuale (sempre che il caso esista). Ecco allora Palmarola, nell’arcipelago laziale delle Isole Pontine; Rouen e la Normandia e tanto per parlare di viaggi anche in modo diverso, la storia di Nellie Bly, prima reporter viaggiatrice donna della storia.

Anche Narrabondo, come il nome già rivela, narra e viaggia, con la particolarità di cercare di farlo soprattutto a piedi. Ama particolarmente la Spagna e la Campania però non ha preclusioni e quindi potrete spaziare da Londra alla Lucania, da Lisbona al Perù (su quest’ultimo ci sono naturalmente vari “capitoli”: qui il primo da cui eventualmente potete partire per il vostro personale percorso attraverso le altre puntate). Parto dal primo capitolo anche qui, l’Andalusia stavolta non l’ho affatto scelta a caso, è uno dei luoghi di cui sono innamorata. Non sono pochissimi a dire il vero, forse un giorno ve ne parlerò, anche se poi uno solo mi ha catturato il cuore definitivamente tanto da sognare di andarci a vivere. Ma senza smettere di viaggiare, comunque! E infine neanche la scelta dell’Irlanda è casuale perché è vero che ho fatto un brevissimo passaggio e Dublino, ma per il resto è un Paese che non ho mai visto e che vorrei tantissimo vedere (Narrabondo per giunta l’ha girata in bicicletta, altro mio sogno da realizzare).

Me and Alaska Eh, purtroppo anche lei scrive poco, ma si sa che tutto nella vita non si può fare e magari ci sono periodi in cui ci si dedica ad altro. Questo non toglie che sia una persona da tenere d’occhio, andate a vedervi nella sua presentazione le cose che non pe piacciono. Beh, anche Vecchi propositi non è male, si può essere originali anche nel raccontare cosa in un anno è cambiato (inclusa la laurea), cosa è rimasto uguale e gli obiettivi per l’anno nuovo. Chissà, mi incuriosisce perché nel suo blog sento un sapore di rabbia poetica, di grinta ironica ma con un che di affettuoso, ad esempio leggendo Milano è deserta le sere di gennaio; mentre in Accumuli su accumuli di infinito nei tuoi occhi, che è una sorta di inno appassionato e anche molto dolce, pure c’è molto di particolare, un’osservazione minuziosa e al tempo stesso un “reinventare” ciò che si osserva, rendendo emotivi anche i dettagli. Insomma, affetto nella grinta e grinta nell’affetto, un bel connubio!

Artificiosa Rota   La Ruota dell’Arte, un blog tutt’altro che facile ma di grande ambizione e bellezza, dedicato all’arte in tutte le sue accezioni e ispirato particolarmente al Rinascimento come epoca di passaggio in cui dalla conoscenza dei Classici si tendeva all’apertura verso le culture del mondo e si creava l’utopia di una “Eldorado della Conoscenza”, la condivisione, attraverso lo scambio, di un patrimonio comune che permetta di giungere a “un futuro di pace e prosperità”. Un’utopia non è altro che un sogno non ancora realizzato, diceva qualcuno, e se davvero credessimo che questo sia irrealizzabile, l’arte non esisterebbe. Condivido in particolare il fascino di Giordano Bruno, a cui avevo dedicato anche un racconto perché è davvero un personaggio che si presta alla “narrativa”, e condivido allo stesso modo l’idea che scienza, tecnica e arte, rivolte le prima al miglioramento dell’uomo e l’ultima al desiderio di perfezione, siano in fondo legate dallo stesso desiderio di libertà che ne costituisce guida e anche tratto comune. Ho scelto una poesia, Nella crepa del tempo, una particolarissima e a tratti struggente carrellata di rappresentazioni dell’uomo, Dal ritratto alle caramelle e questo Siate eretici, un bellissimo elogio di alcune delle caratteristiche che secondo me più contribuiscono a renderci umani.

Il mio blog per caso (Alessia) Ale è fantastica, ha quel suo modo  “assoluto” di vivere le cose, distribuisce commenti, sorrisi, abbracci, sembra sempre allegra e solare e positiva e in effetti di solito il suo entusiasmo è splendido e contagioso, poi d’improvviso… sbam, ti colpisce con un’emozione, ti commuove, probabilmente perché poi chi si lascia andare alle emozioni lo fa comunque, anche quando fa un po’ male. Tutto con la leggerezza di una piuma che vola nel vento, si ferma, guarda, osserva il mondo, viaggia nel tempo e nello spazio, accompagna la fantasia, rende tutto un po’ più magico, anche quello che apparentemente lo è di meno Infiniti mondi a cui apparteniamo e Piccole bolle sospese possono darvi un’idea in più della vitalità e degli interessi di questa inarrestabile ragazza/mamma che potrete poi conoscere come Babbo Natale, Befana, Strega, travolgente lettrice di altri blog, che sempre si lascia dietro una scia di vitalità, gioia di vivere, tenerezza e affetto. Sarà anche una piuma, ma le sue impronte si vedono e restano!

Napoli Sotterranea (CLF) ha lo scopo di diffondere le proprie opere (appartenenti a tutte le arti visive) direttamente e gratuitamente, a anche di diffondere opere e testi altrui, come scrive nel più ampio Manifesto del suo blog, che io ho qui riassunto. Ho scelto Di nuovo ai poetiI miei occhi e A Giordano Bruno, tre poesie molto brevi che mi hanno però colpito, difficile sempre per me spiegare “la ragione” per cui mi piace una poesia, essendo di solito legata piuttosto “all’istinto”, soprattutto per le prime due. In pratica CLF affigge (clandestinamente) manifesti con immagini, frasi tratte da un suo racconto e testi poetici in una sorta di “letteratura d’assalto”, militante, una forma di protesta, anche, contro il mondo dell’editoria e quello culturale in senso più ampio, però ancor più, forse, la ricerca di una interazione in forma insolita: “Ho deciso di prendermi lo spazio che mi spetta. Cioè i muri, l’attenzione dei passanti, riflessioni e/o emozioni. Il pubblico diventa parte attiva del capolavoro. Si tratta, armato di colla e fogli, di riappropriazione territoriale e culturale.”, per usare le sue parole.

Tiz On the Train  Tiz è una pendolare napoletana e credo che questo dica molte cose. Se poi leggete la sua presentazione ne dice ancora di più, perché risulta tra l’altro che un pendolare napoletano prima di tutto sa quando parte (ma vista la situazione dei treni in generale e non solo a Napoli, mi chiedo se lo sappia prima dell’ultimissimo secondo) e comunque non sa quando arriva. E poi deve affrontare una serie di ostacoli tale che le battaglie degli Avengers sono bazzecole. Ci vuole pazienza, determinazione, una voce alta e chiara, resistenza a ogni tipo di disagio, velocità nella corsa e soprattutto l’abbigliamento adatto. Una volta che uno ha acquistato una certa esperienza e sviluppato la giusta dose di indifferenza alle avversità della sorte, poi forse può persino divertirsi. Magari guardando un delizioso cortometraggio a cartoni animati come Paperman – Love is alive in cui i treni c’entrano eccome; o semplicemente guardandosi intorno, che a volte la realtà è teatro e può capitarti ad esempio di incontrare L’uomo dalle tre lauree. Di storie e incontri qualunque viaggio è piano, Magris direbbe anche quello per andare dalla tua stanza alla cucina, figuriamoci un viaggio, pur breve, in treno. Ma a volte per (ri-)trovare l’amore del viaggio basta un libro, che so, magari Le braci di Márai. Certo, a leggere Tiz ci si diverte e altrettanto spesso, o anche di più, ci si incanta proprio.

Come vedete, blog davvero diversissimi uno dall’altro questa volta, ce n’è per tutti i gusti! Percorreteli a vostro piacimento, la rubrica torna sabato prossimo!

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11 Pensieri su &Idquo;SABATOBLOGGER 46. I blog che seguo

  1. Urka!!!!! Vabbe che tu sai benissimo che io son un po labiluccia e facilmente emozionabile… ma ti ringrazio prima di tutto per avermi inserito con questi compagni di viaggio, sai che ne seguo solo uno…. narrabondo!
    Devo visitare gli altri!
    Mi hai descritto benissimo… e grazie per l’affetto! E mi sono emozionata!
    La capretta si vergognuccia un po, lo sai!!!
    Eh… lo so che sto periodo non riesco ad entrare spesso… ma quando posso sai che mi piace tanto leggere e commentare I miei amici di blog! Sbaciuzz e notte notte mon tresor!!!

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