10 cose che ho imparato dalla mia breve gita a Londra

  1. Adoro viaggiare in aereo. Non so perché ma è così; anche il treno mi piace, ma non è la stessa cosa. Forse è quello sfiorare le cose da lontano, e in un certo senso capovolgerle, guardandole da sopra le nuvole, fa sì che poi, una volta atterrate, poterle toccare prenda un significato diverso.
  2. L’inglese è la mia casa. Non sono ancora soddisfatta di come lo parlo e lo capisco, ma resta comunque almeno una delle mie due “case linguistiche”, e sempre più amata;
  3. Londra, invece, non la sento più come casa mia. Lo è stata e potrebbe forse ancora esserlo, ma in questo momento no. Mi piace, ci sto bene, potrei soggiornarci per qualche tempo, se necessario, e anche volentieri, ma non ci vivrei. Mai, credo.
  4. Mai fare una gita di due-tre giorni in una città come Londra
  5. Mi è capitato di dire che San Francisco è costosa? Ritiro tutto.
  6. Bisogna organizzarsi per tempo (no, questa non è una cosa che ho imparato, è una cosa che sapevo, ma che non riesco a mettere in pratica. Forse, un giorno…).
  7. L’insegnamento più importante non è nuovo, ma mi viene rafforzato giorno per giorno dai viaggi, dai pensieri, da ciò che faccio: voglio viaggiare leggera, e non parlo delle valigie (che poi, forse, questo del viaggiare leggera fa un po’ a pugni con l’organizzarsi…).
  8. Viaggiare leggera è la condizione essenziale per portare dentro il viaggio tutta me stessa, il peso delle mie emozioni e delle mie aspettative, e il coraggio di lasciare che possano essere confermate o rafforzate, ma anche contraddette.
  9. Amo viaggiare (anche) perché quando si torna, si torna in un luogo diverso da quello che si era lasciato.
  10. Ogni viaggio è un passo verso casa, la casa a cui voglio tornare, la casa in cui voglio vivere, con l’intensità di tutto quello che ho visto e fatto e sentito e assaporato in tutti gli altri luoghi. Stabilirmi lì e portarmi il viaggio dentro (oh, magari anche fuori, ogni tanto; ma tenendo il ritorno stretto al cuore).
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32 Pensieri su &Idquo;10 cose che ho imparato dalla mia breve gita a Londra

  1. Che belle queste cose… anche io amo l’aereo anche se sono andata pochissimo… londra è carissima! Beh se l’inglese nn è casa tua allora di chi è?! Ragione sul bagaglio leggero…! Sbaciuzz!

  2. Ci sono stati anni in cui ho volato tanto e il viaggio aereo è particolare e diverso dagli altri mezzi di trasporto e gli aeroporti sono uno spettacolo.
    Il viaggio è leggero se ti distacchi da ciò che lasci.

      • Credo che ci si volti sempre a guardare, almeno, per me è così. Ho nostalgia di quello che lascio quando parto e ho nostalgia di quello che lascio quando torno. Ma sono un caso particolare, penso che la nostalgia sia un po’ la mia dimensione. Non perché non mi goda il momento presente, ma perché nel momento presente e nella sua bellezza entra tutto quello che c’è stato prima, tutto quello che avresti voluto, tutti i tuoi desideri per il futuro. In realtà è una sensazione che amo molto

  3. L’importante non e’ la meta, a volte, ma il viaggio. E’ durante il trasferimento dal punto A al punto B che, personalmente, partorisco le idee e faccio le riflessioni piu’ interessanti. C’e’ una sorta di stato mentale di relax misto ad eccitazione, nel mentre che si viaggia, anche quando lo si fa per lavoro. C’e’ chi preferisce un armadio pieno di scarpe e borse firmate; io, da sempre, lo preferisco pieno di libri e di souvenir.

    Mi ritrovo d’accordo con te su quel che dici di Londra. Per anni ho cercato / sperato di tornarci a vivere, ma adesso la vedo un weekend ogni paio d’anni al massimo. Troppo caos, troppa frenesia, troppo cara. Si cresce, si cambia e si realizza che, a volte, ci sono posti che semplicemente vanno contro il nostro benessere mentale. Detto questo se mi offrono un lavoro da 80k l’anno nella capitale inglese non e’ che dico di no, anzi! 🙂

    • Come dicevo in un commento su un altro blog, non sono sicura che tra viaggio e meta uno sia più importante dell’altro, si completano e sono l’uno il senso dell’esistenza dell’altro. Ma mi rispecchio perfettamente in quel mix di eccitazione e relax che aiuta la mente a lavorare meglio (e nel contenuto dell’armadio, of course) 🙂
      Nemmeno io direi di no, eh… però sempre di più avverto che la mia casa del cuore non è più a Londra e neanche in Inghilterra. I left my heart in san Francisco… 😀

  4. parli con uno che di viaggi ne ha fatti molti e che si è spostato anche molto.
    Quello che hai scritto è tutto vero. Viaggiando si impara ma in dettaglio si impara a conoscere gli altri, come pensano e come vivono.

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