Due film del 1920

Ieri sera ho finito di lavorare un po’ prima ma ero troppo stanca per leggere, così ho deciso di cominciare a farmi una “vera” cultura cinematografica (per quanto possibile) dall’origine o quasi. Diciamo che sono partita arbitrariamente dal 1920, che già mi sembra abbastanza indietro nel tempo.

L’horror non è nelle mie corde, però questo film  di Robert Wiene mi aveva incuriosita ed effettivamente potrebbe valere un’occhiata anche solo per le scenografie, cupe, ossessionanti, anticonvenzionalmente geometriche, e che pare abbiano influenzato non poco i film successivi del genere. Il film appartiene al filone dell’espressionismo tedesco e si basa molto sulla difficoltà di stabilire ciò che reale e ciò che è frutto di immaginazione, nonché il confine tra sanità e follia. Sembra però che avesse in origine un carattere molto più libertario, di denuncia contro ogni forma di dittatura, che venne in seguito edulcorato. La regia era stata inizialmente affidata a Fritz Lang che tuttavia successivamente l’abbandonò.

Di Zorro ho visto al momento solo un pezzettino, ma è una delizia. Regia di Fred Niblo, protagonista niente meno che Douglas Fairbanks (senior, ovviamente), che ha firmato anche la sceneggiatura (con uno pseudonimo). Lo trovo incantevole, mi ha riportata all’infanzia e a quelle scene di duelli che sembrano danze, di insospettabili eroi che vincono con l’ìronia prima che con la spada.

Sono felice di aver intrapreso questo viaggio! Ed entrambi i film naturalmente sono oggi di dominio pubblico.

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18 Pensieri su &Idquo;Due film del 1920

  1. Il poco che ho visto dell’espressionismo al cinema mi ha sempre mandato in visibilio – anche le scenografie, così finte, hanno un fascino assassino, su di me 🙂
    Sai che con questa strada, prima o poi finirai alla corazzata Potëmkin? 😛 è dai tempi di Fantozzi che vorrei vederlo, so che dura un’oretta…

    Comunque, un giorno ti copierò 😉

  2. beh, un ottimo modo per iniziare a costruirsi una cultura cinematografica!!… soprattutto per Caligari, manifesto dell’espressionismo tedesco, per alcuni l’unico film realmente espressionista…
    la corazzata è un capolavoro, bisogna solo superare lo scoglio di avvicinamento e i pregiudizi fantozziani, che però hanno fatto più bene che male a questo film…
    se posso consigliarti due titoli che non dovrebbero mancare nel tuo percorso, proseguendo sul cinema tedesco di (circa) quegli anni, ci sono due film di Lang, Metropolis e M. Il mostro di Dusseldorf…
    bravi, cinefilizzatevi (detto da un cinefilo)…
    ciao

    • Beh, sulla Corazzata un po’ ci scherzo un po’ no. La battuta fantozziana è talmente entrata nella cultura generale che la conosco anch’io che (non scherzo) non ho mai visto un film di Fantozzi in vita mia. Solo qualche scena e direi che mi bastano per la vita. Piano piano a Metropolis ci arrivo, per adesso resto al 1920 e ho appena finito di guardarmi “Dr Jehyll e Mr. Hyde” con John Barrymore. chapeau! Ne parlerò nel prossimo post 🙂
      E cinefilizziamoci, cinefilizziamoci 😀

      • I primi due Fantozzi non erano male, con la comicità che impera oggi, passerebbero per humour britannico 😛
        La scena della corazzata è comprensibile: mi costringessero a vedere sempre le stesse cose, impedendomi di rigenerarmi dopo una giornata di fatiche… anche io cercherei di scatenare la rivoluzione!

      • Sulla comicità ho i miei punti fermi e sono di gusti abbastanza difficili (forse anche molto, direi).
        In Fantozzi credo ci fossero alcune brillanti intuizioni (quella della corazzata sicuramente è una di quelle) ma proprio non mi è mai piaciuto. Mi mette proprio tristezza, a dire la verità.

      • Anche a me, Fantozzi metteva una certa tristezza: ricordo che da ragazzino, vedendo che i mobili del salotto avevano ancora la plastica, pensavo che non sapesse godersi la vita!
        Però, levata certa tristezza, c’erano gag surreali e incredibili.

      • Sai, credo che la mia tristezza derivasse dalla sua visione pessimistica e da una certa meschinità di fondo del personaggio. Un po’ come Mr. Bean, un altro che non sopporto, ci vedo molti punti in comune. Ma come ho detto, io in fatto di comicità ho gusti… non strani però… me ne piacciono cinque o sei al massimo, diciamo 🙂

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