Vi sono in ciascuno di noi due nature contrapposte…

Un  altro film del 1920, regia di John Stuart Robinson e con quell’altro mostro sacro di John Barrymore (dove “quell’altro” è da intendersi come “oltre a Douglas Fairbanks Sr.”, star di The Mark of Zorro/ Il segno di Zorro di cui ho parlato in un altro post). Un altro horror ma in questo caso avevo letto il libro e mi era molto piaciuto. Il Dr. Jekyll è un integerrimo filantropo, dedito ad alleviare le miserie e le sofferenze soprattutto dei pazienti più poveri, una vita dedicata interamente agli altri e per nulla a se stesso. E qui sta il problema: per il buon dottore, dedicarsi agli altri significa anche sviluppare se stesso. Ma quale se stesso? Obietta il padre della sua fidanzata, Sir Carew. Ogni uomo è diviso in due parti, e come usare la propria mano destra non esclude certo di usare la sinistra, così non si dovrebbe dare spazio soltanto a una parte di sé, trascurando del tutto l’altro (quello forse che gli psicologi oggi chiamano il “sano egoismo). Nessuno può essere “soltanto” buono (nel racconto sir Carew è uno stimabilissimo gentiluomo settantenne; nel film è diventato un uomo di mondo cinico e amorale, ma la figlia è una fanciulla convenientemente svenevole, casta e morigerata; gli scopi di Carew non sono del tutto limpidi; tuttavia dice cose condivisibilissime e proprio per questo capaci di mettere in crisi il povero dottore). E poi il Dr. Jekyll ha anche una passione per la scienza e gli amici non vedono di buon occhio quella sua curiosità, quella mania di sperimentare, di allontanarsi dalla natura (sappiamo anche oggi quanto sia ancora diffusa l’idea che il pensiero scientifico sia un po’ pericoloso, anche se sulla definizione di ciò che è “naturale” potrebbero scriversi volumi – e probabilmente qualcuno lo ha fatto). Così decide di tentare questo esperimento rischiosissimo: separare le due nature in modo da poter cedere a ogni tentazione, salvando tuttavia la propria anima.

Barrymore veniva dal teatro e direi che si vede, si comprende la ragione per cui è stato considerato “l’attore più idolatrato del suo tempo”. Il trucco fa le veci degli effetti speciali e si può comprendere come all’epoca il film avesse tutti gli ingredienti per “sfondare”: sensualità, donne perdute, violenza, l’idea che il male renda anche fisicamente deforme chi lo pratica, ma al tempo stesso una certa fascinazione per il torbido. Nonostante il muto e la “vecchia scuola”, benché in alcune scene la recitazione appaia ai nostri occhi decisamente fuori dalle righe, questo non avviene tanto quanto mi sarei aspettata, anzi. Sono molto curiosa di vedere i film in cui Barrymore ha recitato dopo l’introduzione del sonoro.

In each of us, two natures are at war – the good and the evil. All our lives the fight goes on between them, and one of them must conquer. But in our own hands lies the power to choose – what we want most to be we are.

(Vi sono in ciascuno di noi due nature contrapposte – una buona, l’altra malvagia. Per tutta la vita esse conducono una battaglia l’una contro l’altra, e una delle due dovrà infine prevalere. Ma abbiamo nelle nostre mani il potere di scegliere – ciò che più vogliamo essere è ciò che siamo).

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7 Pensieri su &Idquo;Vi sono in ciascuno di noi due nature contrapposte…

  1. Non ricordo se ho visto questo film. Ricordo che a differenza del film, l’aspetto di Jekyll nel libro non variava, ma assumeva un’espressione ferale che, visto di sfuggita, lo faceva percepire come una persona diversa.

    Dovrei rileggerlo e cavarmi il dubbio, saranno passati 22 anni, ormai 😛

    • Anch’io l’ho letto anni fa e non mi ricordo se effettivamente l’aspetto cambiava o no, non so perché ho sempre avuto l’impressione nche fossero completamente diversi, ma in effetti non avrebbe avuto senso. in questo film l’aspetto cambia molto nel senso che grazie al trucco appare proprio come se Hyde fosse una “versione deforme” di Jekyll, con dipinta sul volto la sua vita depravata, per così dire 🙂

  2. Interessante trasposizione: in parte riprende scene del libro e in parte modifica ed inventa; una caratteristica del cinema che non è mai cambianta è proprio quest’infedeltà, che a volte è necessaria per i cambio di mezzo espressivo e altre volte danneggia la storia. In questo caso, l’insieme funziona abbastanza bene.

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