SABATOBLOGGER 51. I blog che seguo

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Mammacomepiove (Arianna): Un “blog personale, nato dalla voglia di scrivere e condividere, ma anche di conoscere e leggere, perché le anime affini si cercano, si trovano. E si leggono”! Arianna ama la pioggia, il rumore, l’odore, fermarsi a guardarla. E allora ha scelto quel nome per il suo blog perché rappresenti una pausa, un momento in cui lei, e anche chi legge presumibilmente, possa smettere di fare quello che sta facendo e fermarsi a guardare. Tra le cose che ama condividiamo sicuramente la lingua inglese e tutto ciò che è “British” (l’inglese, come dicevo di recente, è la mia casa, una delle mie case. Che sono sempre meno, ma sempre più importanti). E poi anche il tè, i libri, il mare, viaggiare, i fiori bianchi, le favole, la neve (non sempre ma spesso), Harry Potter, fare dolci (qualche volta), i paesi scandinavi… insomma di cose in comune ne abbiamo un bel po’. E forse lo sapevamo già. E voi quante cose sapete di Wimbledon? Sapete per esempio del suo rapporto con le fragole? E conoscete il profumo della lentezza? E avete mai sentito la dolcissima leggenda che c’è dietro la festa delle stelle innamorate?

Il mestiere di scrivere Di questo solo un breve accenno, perché potrebbe essere interessante per chi ha deciso di scrivere ma non sa molto bene come muoversi e ha il desiderio di avere sul proprio lavoro l’opinione di un “addetto ai lavori”. Il blog infatti è legato a una “scuola di scrittura creativa online” che organizza “laboratori didattici e seminari in tutta italia”. Lo staff offre anche valutazioni di manoscritti con editing di base oppure “premium” più approfondito. Voglio però dire che io non ho utilizzato i loro servizi, chi vuole saperne di più potrà leggersi il sito in lungo e in largo ed eventualmente contattarli via email. Per questo non scelgo tre post in particolare, in questo caso non mi pare che abbia senso.

Il mio karma (Giorgia Biasini), romana, storica dell’arte, bibliotecaria, autrice di libri, dice: “Sono quella che guarda il mare, seduta ai piedi di un ulivo nel Santuario dei grandi dei di Samotracia. In questo blog ho raccontato di me, delle piccole e grandi cose che mi sono accadute, di mia figlia Lula e di mio marito Sten, della città in cui vivo, Roma, di politica, libri che leggo e film che guardo. E soprattutto, del mio decennale funamboleggiare con il cancro”. Scriverne fa bene, recita il titolo di un libro di Giorgia, tutti hanno bisogno di raccontare la propria storia e non solo le persone che hanno una malattia, qualcuno sa farlo personalmente, qualcuno ascolta la propria storia raccontata da altri e va bene anche così, ma Giorgia ama scrivere, si vede. Anche con lei condividiamo l’amore per i viaggi, e all’inizio di quest’anno quel desiderio per lei è diventato anche un proposito sfida, l’idea di continuare a sognare nonostante tutto un mondo senza confini da poter girare senza limitazioni. E poi sapete quanto mi piaccia chiunque parli bene di Genova. L’ultimo post che scelgo è Pensieri d’inverno, forse perché ho tanti file incompiuti nella categoria racconti e li lascio sempre lì, non si sa mai, qualche volta i fili di una storia si riannodano e quello che sembrava destinato a restare interrotto viene invece poi ripreso quando è il tempo giusto per completarlo.

Sartago Loquendi “Fritto misto” di parole, pensieri, poesie. Veturio, studente di Chimica e amante della poesia e della musica (tutta, jazz in primis). Si diletta a scrivere poesie e suonare il sassofono e pubblica alcuni componimenti sul blog “giusto per non lasciarli a loro stessi dentro una polverosa cartella sul Desktop che nessuno aprirà mai. Perlomeno qualcuno, seppur uno solo, un giorno, li leggerà. E questo mi basta. Scrivo per me, ma cosa sarebbe la poesia senza condivisione e senza lettori”? Ho scelto Ciliegi, e vi consiglio davvero di leggerla ascoltando il pezzo che Veturio ha scelto come accompagnamento, che è molto bello, e anche la poesia: i ciliegi, come certi amori, iniziano a sbocciare nonostante il gelo, qualcuno riuscirà anche a portare i suoi frutti. Pistone futurista è in puro “stile marinettiano”, mentre Due pezzetti di stoffa rossa racconta di nuvole serali, illuminate di rosso, di misteri e di ricuciture.

Serendipitsite Elisa, torinese, ha una “passione smodata per il viaggio” e adora la fotografia e la scrittura. A parte questo, che già ovviamente ci unisce, capisco perfettamente la contraddizione tra “un’agenda piena di cose da fare”, il tempo che manca e il prendere continuamente nuovi impegni, prenotare nuovi viaggi e ancor più fantasticare su nuovi progetti. Come lei amo “i tramonti sul mare, i viaggi in macchina [anche in treno e in aereo, nel mi9o caso], il venerdì pomeriggio tardi e sapere di avere un viaggio in programma ma non dirlo a nessuno. Anch’io odio il vittimismo anche se non sempre riesco a evitarlo, la fila all’aeroporto per il check in invece non mi dà particolare fastidio e non riesco a concepire che possa non piacere la pasta al pesto ma del resto sui gusti, diceva mio zio, non si discute 🙂 . i tre post che ho scelto sono Solo bagaglio a mano, please, recensione di un libro di viaggio – l’avreste detto? – di Gabriele Romagnoli. anche perché “viaggiare leggeri” in questi ultimi tempi sta diventando il mio motto e in effetti negli ultimi due viaggi avevo solo bagaglio a mano; Quando i genitori si lasciano perché non ci si pensa, ma anche separarsi può essere fatto con amore, amore per i figli, amore per quello che si è condiviso, amore per la propria strada futura che continuerà in altro modo, ma senza rancori e colpe scaricate e lanciate addosso l’uno all’altro come armi; e Il mio viaggio a Budapest (da sola) perché Budapest è una delle prossime mete che vorrei visitare (non necessariamente da sola) e perché viaggio da sola da quando avevo vent’anni, anch’io la prima volta ho dovuto superare timori (miei) e curiosità (altrui), si è trattato solo di tre giorni ma ho rotto il ghiaccio e in realtà oggi mi piace moltissimo viaggiare in compagnia e anche, per motivi diversi, da sola. Dipende dal viaggio, dal momento, dalle circostanze…

Rossella Pompeo descrive il suo blog come “un occhio narrativo sulla realtà contemporanea” che “racconta le storie di tutti in forma poetica e non”. Rossella è laureata in Diritto Internazionale e ha studiato anche a Bruxelles, ha una particolare passione per la cultura francese. È anche specializzata in regia e sceneggiatura cinematografiche (che meraviglia!) e collabora con alcune case editrici. Ha pubblicato tre raccolte di poesie. Il suo libro più recente è La donna che faceva crescere gli alberi, di cui al link troverete un brevissimo estratto, ma ce ne sono molti altri nel blog: è la storia Lidia, ma anche di vari altri personaggi che si muovono tra il presente e la Seconda Guerra mondiale in Australia; l’Italia del Po degli anni ’60; la Sardegna e la Parigi anni ’70, sino ad arrivare nell’Africa dei Griots, con gli alberi, le piante e i fiori come filo conduttore tra luoghi e tempi. Gli altri due post che ho scelto sono E’ il seme del nostro amore, una poesia, e Solo la fine del mondo, la recensione di un film  di Xavier Dolan.

Collettivo D – il punto di vista delle donne era un blog interessante, peccato non pubblichi più niente da un anno, speriamo che tornino. Alice è “una sarda espatriata a Roma”, laureata in Organizzazione di eventi culturali e dello spettacolo al Dams di Roma Tre e con specializzazione in Industria Culturale e Comunicazione digitale. Non so se nel frattempo abbia scoperto cosa vuole fare da grande (all’epoca della presentazione diceva di non aver ancora risposto alla domanda). Condividiamo l’odio per i cavoli (e per il ciclo, ma quello, beh…) e l’amore per Harry Potter e i dolci, la lettura, la scrittura, i tulipani, le maratone di film e telefilm, il tè e la cioccolata calda. Francesca, laureata in Comunicazione alla Sapienza di Roma, è appassionata di tecnologia (soprattutto Apple) e nuovi media! Ama molto le cose allineate e certi riti scaramantici. Condividiamo l’amore per il cinema, per i film dove muore qualcuno (nel mio caso anche se non muore nessuno va bene, però comunque mi commuovo facilmente), per i viaggi e per le fotografie. Anche per Londra, entro certi limiti nel mio caso. L’amavo di più un tempo, ma comunque resta una città dove ogni tanto mi fa piacere tornare. Io provo a segnalare i soliti tre post, poi vediamo…  Vi racconto i dischi dei miei vent’anni, post ovviamente musicale, La storia di Vivian Maier, su una straordinaria fotografa e Room – Il mondo in una stanza, recensione di un film.

L’ultimo di oggi è Parole come fili (creatività punto zero), un blog “didattico”, più precisamente: “dall’esperienza didattica reale, di chi la scuola la vive ormai da molto tempo, uno spazio che mette in comune materiali, idee, lavori fatti a scuola. E’ una pagina aperta a tutti gli insegnanti, a tutte le classi, a tutte le scuole che vorranno collaborare”. Vi scrivono tre blogger che seguo anche individualmente, Primula  (Ma Bohème), Mariangela (Nuvole sparse tra le dita) e Egeria Terza (inguaribile voglia di viaggiare). Si tratta di un blog “umanistico”, troverete letteratura, storia e grammatica soprattutto: idee per il latino, racconti storico-biografici (anche per approfondire temi al di là dei compiti scolastici) come questo su Costanza Del Carretto Doria, poeti, consigli per la composizione di testi (inclusa la tesina per la maturità), letture suggerite

Come sempre buon viaggio, e a sabato prossimo!

E visto il periodo, Buona Pasqua, anche 🙂

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25 Pensieri su &Idquo;SABATOBLOGGER 51. I blog che seguo

  1. È stato bello (e strano) rileggermi tramite te 🙂 rettifico per la pasta al pesto…tutti sanno che la odio (intendo il pesto comprato), ma gira che ti rigira, mi viene continuamente rifilata a pranzi e cene. Così, ho imparato anche ad apprezzarla – cosa non si fa quando si ha fame !!

  2. Apprezzo moltissimo il tuo impegno di segnalare a noi i blog che ti piacciono: io ne scopro tanti interessanti, ma in modo cadiate. Poi ci sei tu ed io, pian pianino, navigo con la tua bussola e spesso condivido ciò che ami e che segnali. Grazie, un regalo a tutta la comunità!
    Cristina

  3. Grazie, Alex
    Come sempre, con leggerezza e profondità, hai ancora una volta allargato l’orizzonte di questo cielo virtuale.
    Grazie di avermi ancora una volta segnalata.
    P.S.: scusa il ritardo, ma sono un po’ mal presa, molto incasinata, con un sacco di cose da fare…. ma se riesco a venire a Genova ci vediamo?

      • Leggendo la tua lettera, poi, mi viene voglia di incontrarti… Telefonami, quando vuoi, vieni un giorno con i ragazzi, magari cambiando ambiente, anche per poco, certi mali si assopiscono.
        Forza, ce la farai. Ce la faremo, e forse ricordi a cosa mi riferisco ( le cose purtroppo per mia sorella sono molto peggiorate.)
        Buona serata.

      • Potresti venire un pomeriggio sino qui, e farti un giro tra acquedotti romani e terme. Pensaci, mi farebbe molto piacere.
        Dai, Alex 🙂

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