The Four Horsemen of the Apocalypse

Sto guardando The Four Horsemen of the Apocalypse (I quattro cavalieri dell’Apocalisse, regia di Rex Ingram): sembra quasi un film di propaganda da questa prima mezz’ora, ma è sorprendente per me, nella mia ignoranza, una propaganda così smaccatamente antitedesca e con riferimenti molto precisi all’arroganza di chi crede in una “cultura superiore”. Il film è del 1921 e per il momento la vicenda si svolge prima della Grande Guerra. Ricordo bene il Professore, ossia il “nazista ante litteram” del film The Secret Agent (ambientato addirittura a fine Ottocento), ma tutto sommato, nonostante Nietzsche, pensavo fosse una sorta di anacronismo o comunque un personaggio molto particolare e in qualche modo letto “col senno di poi”. Pensavo che magari certe idee esistessero ma fossero limitate ad ambienti molto ristretti. The Four Horsemen però è stato girato in un periodo in cui Hitler era ancora un emerito sconosciuto eppure questo personaggio altezzoso e convinto della propria superiorità sembra in qualche modo rappresentare il “Tedesco per antonomasia”, almeno nella concezione del regista, che evidentemente non era un’idea isolata.

A parte questo, il film ha consacrato al successo un allora ignoto Rodolfo Valentino, e in generale  ve ne parlerò più diffusamente se riuscirò a finire di vederlo (è lungherrimo!)

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7 Pensieri su &Idquo;The Four Horsemen of the Apocalypse

      • Mi ha colpito la tempistica, nel senso che ho sempre creduto che Hitler avesse sì raccolto anche il malcontento post-Versailles, ma che fosse anche un pazzo fanatico che in qualche modo aveva persuaso le folle a seguirlo col suo carisma (?) convincendole delle sue folli idee. In realtà, forse, aveva semplicemente anche in quel caso cavalcato un’onda che esisteva ben prima di lui, fin dagli ultimi anni dell’ottocento o i primi del novecento, appunto. Si potrebbe obiettare che è una visione di parte, ma appunto, che ragioni avrebbe dovuto avere Rex Ingram, regista dublinese naturalizzato americano, che evidentemente negli anni della lavorazione del film doveva beatamente ignorare l’esistenza di Hitler come quasi tutti gli altri, per fare un ritratto così impietoso di un popolo innamorato di sé e della propria superiorità, se non ci fossero stati dei segni premonitori ben marcati? E poi il Golem è dell’anno prima, il che fa pensare che gli ebrei si sentissero in qualche modo arrivare addosso la bufera già da un po’. Viene da concluderne che se pure Hitler era un pazzo, era un pazzo ben inserito in un sistema di pensiero, ecco. Molto più diffuso di quanto io fossi portata a credere.

      • Beh sì l’antisemitismo è un fenomeno storico ben più risalente e i primi massacri di massa di ebrei dell’età moderna, i pogrom, avvennero in Russia già nella seconda metà dell’Ottocento. Hitler ha “solo” sistematizzato scientificamente la logica dell’epurazione razziale, applicandovi tecniche da burocrate… Comunque un altro film che aiuta a capire il clima nelle zone di lingua tedesca agli inizi del novecento è il nastro bianco, che se non lo hai visto te lo consiglio

      • Certo, l’antisemitismo inizia con la storia degli ebrei, ma è come se venissero fuori i segni del collegamento tra la prossima persecuzione sistematica, l’idea della superiorità della propria gente e cultura e dunque in un certo senso del proprio diritto di dominare sugli altri. I nessi insomma, che in pochi forse avevano visto con tanto anticipo, e specialmente con così tanta chiarezza.
        Vedrò anche quello che mi consigli!

  1. Pingback: #Film 1921 – The Four Horsemen of the Apocalypse / I quattro cavalieri dell’apocalisse | intempestivoviandante's Blog

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