SABATOBLOGGER 55 – I blog che seguo

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Un cielo vispo di stelle (Paolo): Come tanti, sottrae tempo ad altro per dedicarsi alle sue vere passioni. Fra queste la letteratura.
Scrivere per lui è “prima di tutto un atto necessario. Il quale può anche trasformarsi in una forma di piacere che, come ogni altra, richiede una commisurata dose di narcisismo, fatica e dedizione”.  Paolo ha stampato alcune opere in self-publishing ma prima di cercare un editore vuole avere qualcosa per cui valga le pena di “investire tempo e fatica”. Il che mi sembra indice di quella modestia “buona” che implica la cura e anche il legittimo orgoglio (in prospettiva) per qualcosa a cui si pensa di dedicare il meglio di sé, prima di esporsi a pareri professionali e al grande pubblico. Per quel che può valere, a me piace molto come scrive e trovo interessanti i temi degli scritti stampati finora, dalla solitudine di chi “entra in se stesso” e così facendo inevitabilmente si estrania dal mondo, alla nostalgia, il senso di incompletezza, fino all’amore inteso come “quello che della vita pare essere, se non l’unico, il più autentico assertore”. Le poesie sono tutte riunite in una categoria, ma ho voluto inserirle perché mi sembrano molto belle, a me personalmente basterebbero questi versi, in cui in larga misura mi riconosco: “Scrivo e non mi raggiungo, non sfioro le parole / che di te sulla pelle mi dicono“. Déjeuner sur l’herbe è invece un racconto. L’incontro tra un ex fotografo, che della professione ha mantenuto l’abitudine a osservare senza farsi vedere, e una ragazza dai modi, dal viso e dalla figura molto particolari, un volto “i cui difetti erano tenuti insieme da uno sguardo“. Una ragazza che sembra averlo osservato per tanto tempo come avrebbe dovuto fare lui, senza farsi notare, e che “Affermando la propria esistenza (…) rivelava al mondo quella di lui“. Orrido, infine, è una riflessione che sembra in qualche modo dettata dalla strada che si percorre, da ogni sua curva, dalle sue fratture, gli sbocchi, l’acqua, le pietre, le paure che si fanno tutt’uno.

Parole d’ottobre (Juana R.) Finita a Londra per sua decisione, a Manchester per uno scherzo del Karma, che forse potrebbe anche essersi rivelato, alla fine, “il bacio in fronte della Vita”, Juana ha pubblicato nel 2007 Vita di Coppia, ovvero “184 pagine su una coppia di pazzi esauriti”, e da allora oltre a scrivere, “clima inglese permettendo”, esplora il suo Paese d’adozione, o prova a trovare angoli fotografabili di Manchester, o si infila in qualche bookclub. Scrive cose serie, poesie, o cose più rilassanti. Ha imparato, conclude, “ad essere mutevole quanto il clima che c’è fuori dalle finestre”. Scrivere significa tante cose per Juana: è un po’ come prendere una medicina. “Una liberazione, un mezzo per sfogare i propri sentimenti”. “Riversare in parole questo fluido emotivo, plasmandolo ai ritmi delle storie, sfruttandolo per fortificarle, ampliarle, renderle più vere e vive e reali, lascia smarriti ed esausti e increduli”. Ciò che è infine uscito da noi sotto questa pressione dovrà essere poi riletto, rivisto, migliorato fino a che saremo infine “diversi, rigenerati, appagati”, perché in quello che abbiamo “scritto sotto la spinta dell’esasperazione e dell’ispirazione” ci sono pezzi di noi, forse le parti migliori, quella creatività a cui possiamo dare spazio, se vogliamo. E infatti, per esempio, come si può voler diventare uno scrittore e poi non farlo? Dev’essere un desiderio inarrestabile, una tale passione da poter stare in piedi metù della notte e poi ricominciare la giornata come se nulla fosse, pur di non rinunciare. La traccia di chi non c’è più è invece un bello scritto sugli incontri, sulla perdita e sui piccoli ricordi che sono, appunto, tracce delle altre persone che ci restano dentro. Mentre con Vivi come non lo sono mai stati torniamo a parlare di letteratura, di scrittura e di quanto “sentiamo” ciò che “sentono” i nostri personaggi, quanto ci immedesimiamo in loro al punto da non sapere più qual è il confine (oh sì, ne so decisamente qualcosa).

Idee in movimento Già solo per la scelta della frase che rappresenta il blog, non avrei potuto non seguirla. Un’idea improvvisa, senza necessariamente una spiegazione, se non la voglia di parlare di qualcosa, non importa sapere prima di che cosa: “cose serie e meno serie, passioni e idee, frivolezze e pensieri profondi”; senza tempi, regole o temi particolari “se non io, me stessa, cosa passa per la mia testa”. Troiverete dunque post dedicati, in una categoria intitolata semplicemente “A…”, dedicati di solito non a una persona specifica, ma a chi si trova in una particolare situazione, che sia la solitudine, la tristezza, un terremoto; oppure a tutta l’umanità. Poi ci sono gli articoli dedicati ai viaggi, e ho scelto questo perché sebbene il “mio” posto del cuore non sia (più) Londra, le sensazioni incredibili che dà il luogo che il nostro cuore ha scelto per noi le conosco molto bene e Tabita le descrive perfettamente. Tra le recensioni ho scelto invece La vita segreta delle api perché l’avevo letto anch’io e anche a me era piaciuto. L’ultimo articolo che propongo è una fiaba che forse spiega anche un po’ il nome che l’autrice del blog ha scelto per sé, Ali di farfalla.

Lady Nadia  Lady Nadia, libraia da sempre adora leggere, scrivere, vendere i libri. Prende spunto da personaggi o fatti del quotidiano e li trasforma in racconti o poesie. Le categorie del blog comprendono tra l’altro i “racconti di vita”, ma la vita è ovunque, nell’osservazione di piccoli gesti, di rapporti, di persone e cose che poi acquistano un’esistenza diversa, diventano parte di un mondo letterario senza perdere nulla della loro realtà. Lei è, più che un racconto, la descrizione di un personaggio, una donna che è come vetro, come uno di quei fiaschi antichi, scuri e spessi tanto da non poter vedere ciò che contenevano, e distribuisce una bevanda che può essere veleno, medicina o pozione, più pericolosa e inebriante di qualunque vino. Bungee Jumping Rewind è ciò che accade quando alla fine segue l’inizio di un’altra, è un inno di libertà. Trovate anche racconti noir, fantascienza (categoria “nel futuro”), un poco di magia, ma l’ultimo suggerimento che vi do è questa Leggenda del dragone perché ha il sapore di quelle storie antiche in cui il piccolo che cerca una vita fuori dai confini paga un prezzo alto, ma acquista il diritto al ricordo per tanto, tanto tempo.

Arte&Cultura (Pietro Barnabé) Un blog molto particolare, nato per condividere la passione e il mestiere dell’autore, “Restauratore artigiano di: opere d’arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico”. Da lì quindi ha origine una serie di articoli dedicati proprio al restauro, volti da una parte a dare informazioni ai lavoratori del settore su concorsi, nuove normative, ecc.; dall’altro a diffondere conoscenze quanto meno di base tra i “non addetti ai lavori”, come ad esempio questo Materiale etnografico – Definizione, che è parte della categoria “Laboratorio di restauro”. Non mancano le notizie sulle mostre, come questa che ho scelto per motivi del tutto campanilistici, perché si svolge a Genova: Animali, miti poesia: l’eleganza di Sinibaldo Scorza, purtroppo solo fino a domani 4 giugno (a Palazzo della Meridiana, se qualcuno si trovasse qui e fosse interessato). Altri post riguardano invece l’economia e la politica (non solo in rapporto all’arte). Come terzo post però ho preferito proporre ancora qualcosa di strettamente artistico, e sia pure insolito: la citazione di un articolo che tratta di opere realizzate da un artista filippino con la tecnica della “lente su legno“, andate a vederle perché sono belle davvero!

La cupa voliera del Conte Gracula Daniele dice che dietro l’inquietante maschera del Conte Gracula, si nasconde un “innocuo tizio nella media”. Sennonché, immediatamente dopo confessa di avere un carattere un po’ alieno in quanto “sardo da parte dei genitori, rettiliano da parte della vasca di clonazione” (e infatti sì, è noto che tutti gli innocui tizi nella media devono in parte il loro patrimonio genetico a una vasca di clonazione rettiliana). Comunque niente paura, il blog è protetto contro i mostri lovecraftiani!

Appassionato di storie “da quando ha memoria di essere vivo”, con una preferenza per i giochi di ruolo, quando riescono come si deve (del resto cerca anche di creali da sé) e le storie di genere fantastico: horror, fantascienza, fantasy e loro sottogeneri. Ben poco della “letteratura” che si studia a scuola, quasi solo le opere classificate come “realismo magico”, dato che hanno “un tocco di fantastico”. Qui si potrebbe pensare che ci sia poco in comune, se non fosse per: 1) l’amore per le storie (diversi i mezzi, diversi i generi, identica la passione); 2) lo studio della mitologia, delle leggende, del folklore (meno quello delle religioni del mondo, ma mi interessano comunque); 3) il dilettarsi come scrittore; 4) last but not least, il blog mi ha immediatamente quanto irrazionalmente conquistata (direi quasi “lovecraftianamente”, se conoscessi Lovecraft a sufficienza) benché non sappia un’acca di giochi di ruolo (ok, ho una passione preventiva per Zelda, ma questo è un discorso a parte), e pochissimo di più di fantascienza, horror, fantasy e sottogeneri. che volete che vi dica, di questo blog mi piacciono pure i titoli e il post sui cookies (nonché il banner). Tra le recensioni dei film ho scelto Descendants perché le stroncature, anche per me che non sono (quasi) capace di farne, sono più divertenti delle critiche positiveramica sulle mie passioni. I petalosi fiori del male è invece un accorato appello a non creare bagarre stupide perché amare una lingua non significa chiuderla in una riserva per specie protette in via di estinzione. O come in modo più erudito si esprime Daniele “Le lingue cambiano, come cambiano le persone che le parlano e scrivono. Panta rei, take it easy! e Carpe diem, trote gnam!”. bellissimo poi questo confronto tra due “Gemelli diversi”:  Castelli erranti a confronto. Ho amato tantissimo il Castello errante di Howl di Miyazaki, non ho letto il libro e non so se lo farò, ma l’analisi comparatistica è godibilissima e molto interessante!

Buon viaggio tra i blog, a sabato prossimo!

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18 Pensieri su &Idquo;SABATOBLOGGER 55 – I blog che seguo

  1. Onoratissima! Grazie grazie grazie infinite. Mi è venuta la pelle d’oca nel leggere la descrizione del mio blog (ed un po anche di me) … hai saputo leggere tra le righe … grazie ancora, infinitamente.

  2. Grazie di avermi dedicato il tuo tempo e di aver sapientemente interpretato i miei tentativi di esprimere un mondo interiore attraverso la parola. Nell’umiltà dei miei mezzi e della conoscenza del mondo dentro e fuori di me. Mi fa davvero piacere sapere che questa ricerca possa risultare condivisibile e interessante. E la tua lettura, il tuo parere sono attenti e preziosi. Grazie ancora. A presto!

  3. L’ha ribloggato su Idee in movimentoe ha commentato:
    Oggi voglio condividere con voi questo articolo in cui qualcuno ha deciso di parlare del mio blog.
    Mi ha fatto molto piacere questa menzione. Soprattutto perchè ha saputo cogliere appieno lo spirito del blog, e di me stessa.
    Grazie ancora per questa menzione, mi sento veramente onorata.

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