#Film 1922 – Blood and Sand (Sangue e arena)

 

Conoscevo di fama la versione del ’41 con Tyrone Power, Linda Darnell e (soprattutto) l’esplosiva Rita Hayworth, forse l’avevo anche visto ma non ne sono sicura. Questo è considerato uno dei capolavori di Fred Niblo, regista anche (tra l’altro) del Segno di Zorro, dei Tre Moschettieri (entrambi questi con Douglas Fairbanks sr., quindi da vedere per principio, perché era davvero grande), di una versione del ’25 di Ben Hur con Ramon Novarro e di The Mysterious Woman (non so se il titolo italiano era letterale) con Greta Garbo. Nella versione che ho postato c’è una colonna sonora che io trovo splendida (anche se chi ha inserito il video su youtube non la pensa così), ma non credo sia l’originale, che trovate invece qui. A me piace più la prima, però il film è diviso in sette parti, mentre nella seconda è tutto intero in un unico video.

Qualche cenno sulla storia, anche se è abbastanza nota: Juan Gallardo, figlio di una povera vedova e apparentemente un perdigiorno senza arte né parte, combatte nell’arena contro il parere dei familiari. Presto però diventa famoso, acclamatissimo e ricco e a quel punto anche l’opinione dei familiari cambia, soprattutto quella del cognato, profittatore e gran bel marpione. La bedda matre, che non aveva voluto neanche augurargli buona fortuna, si commuove moltissimo, e Juan, che all’inizio aveva una meravigliosa cascata di riccioli ed era davvero carino, torna a impomatarsi come nella migliore tradizione degli anni ’20, perdendo ai miei occhi tre quarti del suo fascino e dimostrando una ventina d’anni in più. Comunque trova anche l’ammmore, nella persona della bella e casta Carmen. Solo che a un certo punto diventa un po’ troppo famoso e tra le tante belle che gli ronzano attorno, e che prima disprezzava, finisce nella rete di una maliarda, tale Doña Sol (beh, era Nita Naldi, femme fatale per antonomasia di quegli anni, subito dopo Theda Bara). In questa circostanza si dimostra tra l’altro piuttosto imbranato per essere un latin lover, ma sorvoliamo. Lei solletica biecamente il suo narcisismo (che meravigliose braccia hai, i tuoi muscoli sono di ferro, da notare qui la faccia di lui, la smorfia dell’uomo afflitto dalla coscienza, ma la cui carne è ahimè debolissima), e gli improvvisa persino una serenata con l’arpa in quasi-deshabillé (per i tempi almeno); il pover’uomo è bello che fritto. Dopo un po’ vorrebbe sganciarsi, ma lei non gradisce affatto e gli pianta una bella grana.

Il film ha contribuito moltissimo a lanciare ulteriormente Rudolph Valentino, già noto per film come Lo Sceicco e I quattro cavalieri dell’apocalisse. Come credo si intuisca, non ha secondo me nella storia il suo punto di forza. Cinematograficamente però, per quel poco che ne capisco, mi pare davvero bello. La costruzione delle scene in particolare. Che tra l’altro è in gran parte opera, mi par di capire, di Dorothy Arzner, editor del film (sarebbe “montatrice”, ma mi pareva brutto) e che in seguito sarebbe diventata nota come una delle prime registe donne della storia.

Una frase mi ha colpito:

The wide world over, cruelty is disguised as sport to gratify man’s lust for excitement. From the early ages, humanity has congregated to watch the combating forces of man and beast.

In tutto il mondo, la crudeltà si traveste da sport per gratificare la sete di eccitazione dell’uomo. Fin da tempi remoti, la gente si affolla per vedere la forza dell’uomo contro quella dell’animale.

Mi pare una visione piuttosto moderna, credevo che le polemiche contro lo spettacolo della corrida e la sua crudeltà fossero cosa dei nostri tempi, ma a quanto pare non è così.

Annunci

5 Pensieri su &Idquo;#Film 1922 – Blood and Sand (Sangue e arena)

    • Sì, alla fine probabilmente il fatto è che comunque tutte le nostre opinioni si formano sulla base di cose che abbiamo già in qualche modo dentro dal passato, magari semplici intuizioni, o pensieri in origine isolati o comunque minoritari, che però sono entrati poi a far parte di una cultura che abbiamo “respirato”, per così dire

    • Certo che sta cosa che in italiano i nomi siano quasi sempre maschili o femminili e non ci sia il neutro è fastidiosa. E’ brutto, per dire, che “sindaca” o “ministra” non siano termini d’uso comune e suonino brutti alle orecchie di tanti (comprese le mie), mentre con “mayor” e “minister” il problema non si pone proprio. In questo caso il mio dubbio riguardava più che altro possibili doppi sensi non propriamente eleganti (o forse sono io ad avere la mente contorta) 😛

      • L’ho intuito (il senso della montatrice) ma se posso tirare una stilettata a chi vuol forzare l’evoluzione della lingua… insomma, l’eufonia è la causa di tre quarti delle eccezioni dell’italiano, ormai andare contro questo fenomeno non ha senso, specie se si creano suoni così alieni per la nostra lingua.
        La mancanza del neutro la sento pure io, mi sa che il nostro neutro diventeranno le parole inglesi, continuando così…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...