Rincorrendo il cielo

È un continuo rincorrersi qui, tra nuvole e vento, e a me pare d’inseguire il cielo.  Ci sono momenti in cui sento più forte il peso delle alternative mai vissute, quelle strade che ho scartato quando di fronte a un qualche bivio mi sono trovata a scegliere. Quante volte è stato per paura più che per convinzione?

Stamattina mi perseguitava quel giorno di tanti anni fa, in cui ho avuto l’occasione di fermarmi a Londra, scegliere un lavoro che mi piaceva (e un uomo che mi piaceva), lasciando in cambio la sicurezza di una strada tracciata. Mi sono detta che non si può rimpiangere quello che non è mai stato, ma mentivo sapendo di mentire. Non si può sapere come sarebbe andata, è possibile, quasi certo che se avessi percorso l’altra strada, avrei comunque a un certo punto avuto qualche rimpianto per aver scelto quella invece di questa. Ma la verità è che la paura più grande non è tanto quella della morte, quanto di non aver vissuto, di non aver sfruttato tutte le nostre risorse. Così arriva un giorno di vento e pensi che avresti potuto lavorare coi bambini per mestiere, anche se allora sembrava un mestiere strano. E per tanti anni invece ho tenuto nel cuore quel desiderio e ancora adesso è lì che ogni tanto punge. Arriva un giorno che il cielo sembra raccontare una storia a immagini, potrebbe entrare in un film, e tu pensi che il talento per raccontare attraverso il cinema magari lo avresti anche avuto, chissà, forse no, forse anche sì, ma è il coraggio che faceva difetto. E quindi si rimpiange sì, non perché si è convinti che le cose sarebbero andate meglio, ma perché certe scelte troppo tranquille si fanno quando non si ha la forza di seguire il proprio sogno, costi quello che costi.

Poi tu sai che di scelte forti ne ho fatte, e di alcune sono davvero orgogliosa, e amo tanti pezzi della mia vita, ma senza un altrove non scriverei.

E siccome  un pensiero ne porta un altro, arriva l’idea che sarei stata più vicina a te, per lingua e per altro, che leggevo tanto, andavo al cinema e a teatro ogni volta che potevo più ancora di quanto abbia mai fatto qui e quasi tutto ciò che ti riguardava lo avrei saputo prima, al momento giusto, e che, last but not least, avrei vissuto in un Paese che non ti considera un personaggio “di nicchia”. Che poi chissà perché dovrebbe stupirmi, sentirti definire così, perché dovrebbe irritarmi. Ho sempre amato i personaggi “di nicchia”, quelli con un talento fuori dal comune, noti magari, ma che occorre comunque andare a scoprire un po’ da sé, senza essere imposti né da obblighi – scolastici o di altra natura – né da mode e capricci passeggeri. Tu sei sempre stato trasparente, fin troppo, dice chi ti voleva bene, quasi indifeso, ma senza mai importi, senza fare la star o assumere comportamenti studiati per strappare una foto o un articolo. Mai inseguito da orde di paparazzi assatanati, sempre cercato da chi voleva un punto di vista diverso su un film, su un avvenimento recente, su una comune emozione o sull’andamento del mondo. Suona strano in effetti, in quanti poi avranno voglia di conoscere questi lati riflessivi e intimi di qualcuno che si è abituati a giudicare sulla base della bontà della sua “performance“?

Dunque, chi dovrebbe prendersi cura del mio, del nostro libro, ha ragione ad essere preoccupato, dopotutto, ha ragione di porsi il problema di come non farlo “restare sugli scaffali”. Io che ho paura a volte anche della mia ombra, che amo tanto parole come rovesciamento e scompiglio, e poi nella pratica temo qualunque cambiamento, sempre con l’ansia di fare un passo troppo lungo, potrei forse non capire? Ma mi sembra di aver appena cominciato a vivere secondo quello che voglio, e ho anche paura che ora che ho cominciato finalmente a seguire i miei sogni, loro fuggano via e non si lascino acchiappare.

Ma quindi voglio condividerti col mondo? Per certi aspetti no, per altri sì, eccome. Immagino sia un po’ così per tutti gli amori, “gridare all’universo che ti amo” e tenere per sé quel tanto che basta. Mi pare così facile rispecchiarsi in te, amore mio, nel tuo essere fuori dal comune, mi sembri così “universale”, ma forse è solo perché io ho sentito da sempre che volevo assomigliarti, e in fondo questa potrebbe anche essere una storia d’amore qualunque, e arrivare al cuore di chi legge anche senza sapere nient’altro, se non che è una storia d’amore, una storia di luoghi e di scelte fatte e non fatte che ti portano a essere ciò che sei anche grazie agli incontri di anime. Chissà quanto sarà grande la nicchia di chi si può appassionare alla mia storia e ai miei sentimenti di donna che continua da una vita a rincorrere il cielo, per un uomo che forse più di chiunque altro ha rappresentato per me la distanza e la prossimità tra le stelle e la terra, il più forte e il più fragile di tutti i legami.

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