La svolta / Turning point

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La mia Belva 🙂

Giorni fa ho scritto di aver “rotto il ghiaccio”, riprendendo ad andare in bicicletta, dopo molti anni e su una mountain bike, invece del carrarmato da passeggio che era il veicolo della mia infanzia e adolescenza. I miei primi approcci erano molto goffi e lo sono ancora, ma per la prima volta oggi ho sentito la bicicletta come una potenziale amica. Siamo ancora semplici conoscenti, ma iniziamo a esserci reciprocamente simpatiche. Prima c’era più che altro la determinazione a imparare, oggi è nato il piacere di andarci. Ho iniziato la giornata di buon umore!

A few days ago I wrote that I had “broken the ice”, as I’ve begun cycling again after many years, and on a mountain bike at that, instead of the chopper-like velocipede I used as a child and teenager. I was very clumsy at first, I still am, but today for the first time I’ve felt my bike may actually become my friend. We’re still just acquaintances at the moment, but I think we’re beginning to like each other. Initially, it was rather a matter of determination to learn, but from today on, cycling will be a pleasure. I’ve started my day in a good mood!

24 Pensieri su &Idquo;La svolta / Turning point

  1. non immagini quanto ti invidio! Io abito in collina e qui è quasi impossibile andare in bici perché è tutto un susseguirsi di salite spaccacuore e discese spaccafreni… e poi sudi per la fatica e poi prendi freddo in discesa..no, non ce la posso fare..e allora tapis roulant e via 🙂

    • Pensa che io posso andarci solo quando sono in campagna, in collina, perché a Genova tra il traffico, la mancanza di vie ciclabili e le salite e discese che comunque sono altrettanto spaccacuore e spaccafreni, non posso. Dovrò trovare un modo, devo arrivare sul mare, poi lì c’è un bel tratto in piano e un sacco di gente che va in bici, solo che per arrivarci… Qui in campagna ho fatto così: me la sono portata a mano per il tratto di salita più duro, poi c’è uno stradone che non è lunghissimo ma permette comunque di andare un po’ su e giù e prenderci la mano. Quando sarò più allenata, forse riuscirò a fare anche la salita, certo che però è bella ripida 😀

      • Ormai in inglese you non si può definire “voi”. Naturalmente ci sono altre sfumature che danno il senso della maggiore o minore confidenza. E che consentono, ad esempio, in una traduzione, di passare dal lei al tu. Ma a me piace molto quella pur limitata rimozione di una delle distinzioni. Sono timida, e a volte, soprattutto in passato, questa cosa del tu e del lei mi ha fatto apparire goffa, o troppo formale, o come se volessi starmene suile mie. Per questo non la amo troppo e preferisco l’universale “you”

      • Sì, ti capisco benissimo, a volte mi sento così socialmente inadeguata… e adesso è niente, da ragazzina ero peggio, una specie di nerd che a 15 anni dava del lei ai ragazzi di 18 (faccina che arrossisce) 🙂

  2. Dovrei scrivere un post sul mio rapporto con la bicicletta, ne nascerebbe qualcosa di tragicomico… ti basti sapere che sono risalita quest’anno su una bici noleggiata in Grecia, dopo sette otto anni di divorzio 😅

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