Le stelle devono fare rumore

Oggi è difficile, è uno di quei giorni in cui mi manchi di più. Mi manchi, che poi vuol dire mi manca non aver potuto imparare con la memoria tattile la forma delle tue dita, non aver avuto la tua voce sulle mie labbra, il mio nome sulle tue. Mi manchi vuol dire non abbiamo viaggiato insieme, magari quando giravi l’America in picareschi tour fai-da-te; non conosco il tuo modo di stare seduto in macchina, non ti ho mai visto addormentarti su un’inospitale poltrona d’aereo durante un volo low cost. Un sorriso come una ferita che passa, un treno in partenza, qualcosa che si alza in volo. Guardarti. Dritto negli occhi con il coraggio dell’abitudine senza abituarmi mai, uno sguardo lentissimo, interrotto da piccole pause per dimenticarti solo un istante, e poterti reimparare di nuovo. Accogliere ogni istante, tener dentro ogni cosa senza stringere nulla, non un nodo, una corda, uno spago, neppure il filo più sottile, nulla. Offrire tutto sapendo che niente andrà perduto, che un solo giorno varrebbe una vita intera. Renderti lieve la solitudine senza sottrartela. Irritarmi, perché non andiamo mai in bici insieme e se lo facciamo, tu parti alla tua velocità e mi lasci indietro, dimenticando che non potrei mai stare al tuo ritmo. Minuzie. Ma sono le minuzie che mancano. Quel lieve movimento della testa, quando stai per dire qualcosa di dolce. La posizione dei gomiti e delle sopracciglia, quando poggi la mano tutta intera sul viso, prendendo mento, mascella e tempia, e resti pensoso per un tempo indefinito, immemore del mondo a cui di solito dedichi tutta la tua attenzione. Il modo di orientarti, guardando in alto, il viso rivolto al cielo con aria concentrata, come a captare la direzione del vento, anche quando il vento non c’è, forse in ascolto, invece, del tuo istinto, che ti ha quasi sempre indicato la via giusta. Ma poi niente, mi manchi vuol dire che non ci sei, e che io odio l’idea che tu non ci sia. Le stelle devono far rumore anche col loro silenzio, illuminare le scarpe con cui camminiamo, sia pure lasciando al buio il sentiero da prendere, perché resti sempre uno spazio di libertà, di immaginazione, di meraviglia, lo spazio in cui i desideri e la vita sono una cosa sola.

15 Pensieri su &Idquo;Le stelle devono fare rumore

  1. Hai ragione, chi non c’è più manca fisicamente, ma ciò che manca ancora di più forse è la condivisione di piccole o grandi cose. Oppure a far male è proprio la consapevolezza di non poterle condividere più.
    (Tu quando scrivi cose così mi emozioni ogni volta ❤️)

    • Il tuo emozionarti commuove me ❤
      Una volta avrei pensato che per sentire davvero la mancanza nella carne, bisognava aver condiviso la quotidianità, e sicuramente in parte è così, ma ho capito che puoi sentire nella carne anche il fatto di non averla mai potuta condividere. C'è comunque uno strappo, da qualche parte, che non si può ricucire

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