Ancora qualche film del 1924

Ecco i film che sono riuscita a vedere in questi giorni, tutti del 1924, ne manca ancora qualcuno che vorrei vedere, ma direi non più di due o tre perché poi devo passare ai successivi, altrimenti non ci arrivo più. Se siete curiosi di trovarne altri, inclusi quelli cecoslovacchi e quelli di Murnau e altri che non ho neanche il coraggio di provare a vedere, la mia fonte è questa.

America, di D.W. Griffith: Griffith è considerato uno dei padri del cinema, da questa pellicola mi parrebbe anche uno dei padri del mito fondativo americano. La rivolta contro la madrepatria, che condurrà alla Dichiarazione d’indipendenza, è anche l’occasione per buttar li un paio di valori, veri o presunti, e di tratti del carattere che si vorrebbero caratteristici degli Americani, appunto. Quindi la libertà in primo luogo, lo spirito di iniziativa, l’amore e la fede nella giustizia che danno forza tale da vincere su un nemico più forte e meglio armato, la cavalleria che arriva all’ultimo momento a salvare la situazione, ecc. Coraggio, romanticismo e libera impresa. E un bel po’ di razzismo. Neanche a quell’epoca tutti accettavano l’idea di considerare gli Indiani solo come dei selvaggi. Però è un film che tiene benissimo la tensione, con una storia avvincente, una famiglia divisa da opposti ideali, un amore contrastato per via della diversa condizione dei due giovani in questione, ambizioni personali, tradimenti… Grande cinema, e anche visivamente notevole.

A proposito di Griffith e di iniziativa personale, ci sarebbe anche Isn’t Life Wonderful, ma non sono riuscita a trovare la versione completa, solo questa:

che arriva a meno di metà. È la romantica storia di un amore in tempo di guerra.

The Navigator, con Buster Keaton: un incanto, ho già cambiato idea su di lui, il primo che avevo visto non mi aveva divertito molto, questo è delizioso, un gioiellino. Storia di un ragazzo un po’ sciocco e molto innamorato che per una serie di vicende si trova su una nave alla deriva con la ragazza dei suoi sogni. I due dovranno ingegnarsi, novelli Robinson Crusoe, e si troveranno persino ad affrontare i cannibali, ma la fortuna spesso aiuta gli ingenui alla Giufa’…

E altrettanto delizioso è Sherlock jr. (La Palla n. 13 in italiano),

buffa storia di un giovane che si improvvisa investigatore per ingenuo spirito di avventura, per amore e per difendersi da un’accusa ingiusta.

Poi c’è Erich Von Stroheim. Ho voluto vedere questo suo “Greed“, considerato tra i massimi capolavori della storia del cinema, tra l’altro nella versione del 1999,  che ha cercato di ricostruire il film vicino a com’era in origine, senza i tagli imposti dalla produzione, che lo avevano ridotto quasi della metà.

Ero dell’idea che non mi sarebbe piaciuto, quindi potete pure considerarsi prevenuta, ma in questo caso non l’ho cambiata affatto. Nonostante una tecnica sicuramente da grande cinema, nonostante il racconto dipanato con maestria prevalentemente attraverso scene statiche come fotografie, ma che in molti casi hanno l’espressività di quadri.

Detesto però cordialmente il suo moralismo. Alla madre del protagonista, inizialmente un minatore nelle cave della California, si rimprovera di aver avuto per il figlio l’ambizione di qualcosa di meglio. Il padre del ragazzo è un alcolizzato della peggior specie. Il giovane riesce a farsi assumere come assistente di un dentista che sembra in realtà più un ciarlatano, e in seguito apre un suo studio. Conosce Trina e se ne innamora, ma “sotto a tutto ciò che c’era di buono in lui, scorreva il male ereditario”. What??!!

Quasi tutti i personaggi sono tremendi, in alcuni casi sembrano più maschere grottesche che persone, esemplari di una miseria morale infinita, e non sarebbe un male se non fosse che si vede solo quella, come se fosse l’unico aspetto umano esistente, o l’unico degno di essere raccontato. Fortemente melodrammatico e al tempo stesso stranamente freddo, i suoi personaggi non escono dal ruolo di esemplari da laboratorio. Non l’ho ancora finito, non so in effetti se lo finirò.

Infine ho provato con Ridolini, in particolare questo

che in effetti è del 1922, ma non ho trovato a quale corrisponde “Il re della risata” che dovrebbe essere del 1924. Poco male. Non so se ritenterò, probabilmente no.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti, a voi la scelta!

9 Pensieri su &Idquo;Ancora qualche film del 1924

    • Dici che è obbligatorio? Si può anche saltare, volendo, tanto non si riuscirà mai a vedere tutto ciò che esiste di potenzialmente interessante.
      Li guardo la sera, mentre il resto della famiglia guarda la tv. In realtà la casa ne risente un po’, ma il mio equilibrio psicofisico ne beneficia grandemente 😀
      Bacio
      Ale

    • Grazie! Sì, sì, continua e continuerà, il cinema muto mi ha riservato sorprese notevoli, davvero non credevo ci fossero film così coinvolgenti, tutt’altro che “mattonosi” come temevo. Però lo ammetto, non vedo l’ora di arrivare agli anni del sonoro. Chissà come sarà rivedere a distanza di anni tanti film con cui sono cresciuta, e vederli con alle spalle un po’ di storia di quello che è venuto prima. Mi aspetto cose inaspettate!

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