La lettrice della domenica – citazione dal Pittore di Battaglie

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Ho già recensito questo libro, e come dicevo allora, qualcosa mi attrae molto, soprattutto a livello cerebrale, qualcosa mi respinge, a livello del cuore. È un libro freddo in maniera per me quasi insopportabile, eppure ci torno e ritorno sopra. Credo sia proprio la distanza rispetto a un punto di vista così diverso dal mio, che lo rende interessante ma anche ostico. Comunque, vi presento un’altra citazione, uno dei frammenti che più mi hanno colpito e che sono andata a ricercarmi, forse uno dei pochi in cui una certa emozione si percepisce:

A proposito di posti, commentò Markovic, non so se la pensa come me. In guerra sopravvivi grazie agli accidenti del terreno. E la cosa lascia un senso speciale del paesaggio. Non le sembra?  Il ricordo del posto da cui sei passato non si cancella mai, anche se si dimenticano altri particolari. Parlo del prato che osservi sperando di vedere apparire il nemico, della forma della collina che risali sotto il fuoco, del fondo del fossato che protegge da un bombardamento… Capisce quello che dico, signor Falques?

“Perfettamente.”

Il croato rimase un momento in silenzio. La brace della sigaretta brillò per l’ultima volta prima che lui la spegnesse.

“Ci sono posti” aggiunse “da cui non si torna mai.” 

(Arturo Pérez-Reverte, Il pittore di battaglie, Tropea, traduzione di Roberta Bovaia)

6 Pensieri su &Idquo;La lettrice della domenica – citazione dal Pittore di Battaglie

  1. Bella l’ultima frase: “Ci sono posti da cui non si torna mai”… soprattutto, immagino, quando si ha a che fare col dramma della guerra. Credo, anzi, che dalle guerre non torni mai nessuno, anche chi apparentemente ne è uscito vivo. Sono cose che segnano, e forse anche da questo dipende la freddezza dello stile.

    • Sì, credo che l’idea sia che l’orrore sta nei fatti, che quindi vanno raccontati come sono, senza aggiungere niente, senza sentimentalismo. Però mi mette a disagio, perché quell’atteggiamento da entomologo che nel romanzo viene attribuito al protagonista io lo sento nell’autore, e non mi ci ritrovo.

      • In effetti è dura riuscire a fare della cronaca un romanzo, a meno che non vi si aggiungano quei sentimenti che nel puro resoconto mancano. Qui starebbe di solito la differenza fra lo storico e lo scrittore che dalla Storia trae la materia prima: che lo scrittore può indagare sull’interiorità, che la scienza storica non può prendere in considerazione.

      • In effetti è difficile da spiegare, l’interiorità c’è, se si intendono i pensieri, il modo di vedere le cose soggettivo (e molto particolare) dei due personaggi principali, rivelato non solo attraverso i dialoghi, ma anche raccontando proprio le riflessioni del protagonista Faulques (il pittore di battaglie, appunto). Però sono riflessioni molto cerebrali, mi viene da dire geometriche, la geometria c’entra in effetti molto. Comunque ha sicuramente un suo fascino.

  2. wow… una citazione che è una freddura. Mi fa pensare quella specifica quasi pedante sul fatto che abbia spento lui la brace. Viene da pensare ai cecchini e alla superstizione delle tre sigarette che non andrebbero mai accese di notte (bisognerebbe fumare in 2 o 4)… bello!

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