La vulnerabilità del tempo

Credo nel potere primitivo della semina
che nutre l’uva e il pane, l’albero e le lacrime,
nei cuori bagnati dalla pioggia,
nel silenzio che fa l’acqua quando dorme,
credo nell’anima del cielo, nella meraviglia,
nelle salite, nelle strade secondarie,
nella terra, nella sua ferita di madre,
nel sangue di tutto ciò che ci vive e muore dentro,
nelle tue impronte, nel sale, nelle spine dell’istrice,
nei sogni quieti, che si realizzano piano,
nel solco lieve che lasciano sulle creste dei monti,
credo nell’ombra nascosta tra le rughe,
nella vulnerabilità del tempo, nell’ombra fragile
che nasconde la luce tra le pieghe della pelle.
Io il mio dolore me lo costruisco pezzo a pezzo,
goccia a goccia, raccogliendolo dal mare;
bevo ogni sera il mio bicchiere di solitudine
come un vizio, un peccato segreto per andare avanti
quando il giorno ti si perde in mano e le cicatrici
ardono come stelle tristi. E’ difficile, sai,
sentirsi frontiera, quando da una terra all’altra
anche le nuvole faticano a passare.
Mi rispecchiano, nel cielo che arde in attesa della notte,
le rosee ali di un incantesimo di uccelli in volo,
le rossastre piume e i capelli d’oro dell’autunno delle siepi;
abito un paese migrante, terra dal molteplice sguardo,
il mio paese di inappartenenza, che mi brucia in bocca
una lingua distratta, senza grammatica né accento.
Io poi ci vivo bene in tutto ciò che è indefinito:
la sera guardo il tuo posto, e non è mai vuoto,
lì è la mia patria, la mia geografia notturna,
la rotta tracciata da un indocile vento sulla sabbia,
ché tanto, lo sai, da sempre la mia Itaca ha il tuo nome.

 

16 Pensieri su &Idquo;La vulnerabilità del tempo

  1. “…il mio paese di inappartenenza, che mi brucia in bocca
    una lingua distratta, senza grammatica né accento.
    Io poi ci vivo bene in tutto ciò che è indefinito…
    la rotta tracciata da un indocile vento sulla sabbia,
    ché tanto, lo sai, da sempre la mia Itaca ha il tuo nome.”

    un plauso per questi bellissimi passaggi che disegnano confini assenti e un faro di luce cui puntare…

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