Il tempo lento

Scrivo per queste luci serali,
perché non le spenga il mio urlo silenzioso,
per il pavimento verde del vagone,
memoria della solitudine dell’erba.
È sera amore mio, a quest’ora chiudo le finestre
e ascolto il brivido del mondo scorrermi nei piedi;
tu, se passi, non guardare in alto,
io non guarderò in basso,
non m’innamorerò di un solo sguardo:
avrò cura di ogni scelta, della tua schiena arresa,
e delle tue cinture, sì, nessuna esclusa, anche di quella
che non aveva più nulla da chiudere o tenere
e ti ha stretto nella gola l’ultimo coraggio.
Amore mio, la tua mancanza è un impegno quotidiano,
l’opera eterna dello scalpellino
che scava il marmo per trovarvi forme;
l’indelebile impronta di chi scolpisce, e sa, e vede
fin dall’inizio nella pietra il fuoco vivo del dolore.
Molti, nello specchio della notte,
guardano il tempo che non hanno avuto;
ma il mio specchio, vedi, è rotto,
ed io non riconosco più altro riflesso se non quello
delle cose che vengono dal mare.
Sappiamo che i giorni e gli anni hanno le ali:
pare d’addormentarci bimbi per risvegliarci vecchi;
ma quante cose abbiamo accumulato, voluto, costruito,
quante case e amori, quante nostalgie,
quanti rimpianti e voci, e pensieri, e pagine,
quante voglie e scritti, e viaggi e lunghe ombre di noia.
In te ritrovo il tempo lento, giorni che segnano
il percorso dal mio corpo alle tue mani, e sono qui
per questo lago caldo, per questo pianto che contiene il mondo,
per conoscere i tuoi gesti ad uno ad uno,
e appropriarmi della terra camminando sui tuoi passi.
Tu ci credevi nelle vite altrui,
nell’acqua sulle spalle, accolta come un dono,
anche se si fa neve e gelo: al tempo del raccolto,
ogni frutto rimasto l’hai accettato con la grazia
di chi respira a fondo ogni carezza,
e a me, adesso, non resta più che la tua neve.
Fingo che quel treno tu non l’abbia preso,
che l’arma abbia sbagliato mira, ma alle volte
devo immaginarti, non posso farne a meno,
in quella frazione di secondo che ricordi tutto,
e il tuo sorriso ha un orizzonte
che fende la nebbia col coltello, lancia il sasso
ma la mano la tiene bene in vista.
Ti sento come una carezza dura, nessuna concessione,
solo l’anima resistente dell’amore,
ruvida al tatto, e avida, e viva,
come le rughe del tempo sul mio corpo che ti guarda.

16 Pensieri su &Idquo;Il tempo lento

  1. ”Fingo che quel treno tu non l’abbia preso,
    che l’arma abbia sbagliato mira, ma alle volte
    devo immaginarti, non posso farne a meno,
    in quella frazione di secondo che ricordi tutto…..” questo mi ha coinvolta tantissimo, soprattutto il tuo non poter fare a meno di immaginare….❤

  2. Pingback: 25 indiscrete domande cinematografiche (e 100 indiscrete risposte) – L'ultimo Spettacolo

Rispondi a intempestivoviandante Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...