Non-senso

Non so cantare la terra sotto i piedi,
questo dolore concreto, le cicatrici che lasciano
i piatti rotti, gli urli rinchiusi tra i muri delle case
o nelle nostre gole sconfitte
impalate a un silenzio d’incomprensibile condanna.
Vedo pietre di parole scagliate sui nostri amori
o sui passanti distratti, indifferentemente,
solo per il niente di meglio che abbiamo da fare.
L’odio solido che ci intrappola nell’insperanza
mi toglie il senso e il senno, e vago, come
quelle anime per sempre intrappolate
in quel tratto d’aria che non è cielo
e non vuole neppure diventarlo.
Vedo l’inganno di cambiar nome alla paura
Impastando a capriccio memorie al posto delle torte,
e invenzioni senza immaginazione o meraviglia,
spargendo un poco di zucchero al velo
perché l’amaro non si veda, e nessuno si accorga
che la torta, comunque, è bruciata da un pezzo.

10 Pensieri su &Idquo;Non-senso

  1. …”l’inganno di cambiar nome alla paura…” e “lo zucchero a velo” su quella “torta bruciata”.
    Riesci a impastare parole in un modo tutto tuo, ricco di senso e di significati, e riesci invece a “cantare” il dolore, la rabbia e quella che tu chiami “la terra sotto i piedi”.
    Che risonanza dentro di me…

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