Ancora sull’eta’

Certo che la stanchezza, con gli anni, la sento, sento per esempio di più la fatica di un lavoro che non è certo fisicamente pesante, ma impegna la testa parecchio (il che peraltro è per molti aspetti una fortuna). Il caffè invece di tenermi sveglia mi fa dormire. Arrivo alle sei distrutta e quando ho da lavorare al pomeriggio in teoria non dovrei pranzare perché altrimenti mi viene l’abbiocco (solo che se non pranzo, poi chi si regge in piedi? O anche seduta, se è per questo). Faccio sempre tante cose (tantissime, a pensarci), ma avrei davvero bisogno di un periodo (o meglio, di regolari periodi) di completa pausa da (quasi) tutto. Allo specchio faccio fatica a mettere d’accordo la mia immagine interiore con i cambiamenti che vedo all’esterno. I segni hanno modificato il mio viso prima che la saggezza sia riuscita a raggiungermi, se mai lo farà. Dentro, mi riconosco, fuori è come se dovessi rappacificarmi ogni volta con quella faccia che è la mia, e le voglio bene, ma è sempre un po’ più avanti di me sulla strada del tempo che passa. È un’età bella, con la sua intensità e maturità di pensieri e di emozioni, ma facile non è. D’altra parte, esiste un’età facile? Non mi dite i quindici anni, o i sedici, o i diciotto, o i venti, o comunque in quei dintorni lì, perché mi viene da ridere. O da piangere.

14 Pensieri su &Idquo;Ancora sull’eta’

  1. io non credo che ci sia un’età…ci sono momenti della vita che scorrono, a volte sei giovane a novant’anni e altre sei vecchio a venti, sarà energia, saranno le condizioni del caso e della vita, per la faccia e il corpo che cambia anche quelle sono cose culturali che ci fanno credere nel cambiamento, forse è solo un continuo divenire…siamo sempre noi, sempre uguali e sempre differenti.

    • Certo, e’ un po’ quello che cercavo di dire in questo post e nel precedente, almeno entro certi limiti. Ma il viso cambia, e soprattutto la fatica si sente, fisicamente, eccome. Con tutto questo, prendo il meglio, imparo, tengo sstretto il mio nucleo e cerco per il resto di comprendere il cambiamento (che concordo, e’ un continuo divenire) e farlo mio e accoglierlo e magari anche amarlo un po’ 🙂

  2. Un post molto intenso e significativo. Sì, in linea di principio in ogni stagione della vita ci sono frutti da raccogliere, misti ad inquietudini e dolori. Tuttavia condivido con chi dice che l’età, prima ancora che un dato anagrafico, è espressione di una condizione mentale: ho conosciuto ragazzi di venti o trent’anni che si alzavano già stanchi ed annoiati al mattino, senza entusiasmo e senza obiettivi… quei ragazzi erano già vecchi senza saperlo! Di contro, ho visto anche persone decisamente avanti negli anni che conservavano la gioia di vivere, la progettualità… erano rimasti giovani dentro, a dispetto del tempo che passava.
    Un saluto e buona giornata 🙂

    • Concordo, io stessa mi sentivo piu’ “vecchia” a vent’anni (anche se oddio, senza obiettivi e annoiata non lo sono stata mai). La gioia di vivere la sento molto profondamente, ma nel bene e nel male devo dire, quella non l’ho quasi mai persa. Resta il fatto che un tempo potevo andare a letto alle tre del mattino e alzarmi alle sette… anche ora posso, ma poi non urlate vedendomi come se aveste visto uno zombie 😀

  3. ogni età va vissuta nel modo giusto. Da adolescenti, da persona matura, da persona saggia.
    La fatica mentale è più stressante di quella fisica e richiede più tempo per superarla. Ovvero si devono attuare quelle tecniche di pulizia della mente che serve per recuperare psicologicamente le forze mentali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...