La lettrice della Domenica – Gli Spiriti Non Dimenticano

Sulla strada che ci riportava ormai quasi all’alba verso la città dei bianchi, mia moglie e io non parlammo per un lungo tratto. Guardavamo il doppio cono della luce dei fari che illuminavano i rari cespugli ghiacciati dalla brina e le sagome di daini che attraversavano leggeri l’asfalto, i loro sederi bianchissimi, un po’ osceni, nella notte che non voleva ancora alzarsi dalla prateria e arrendersi al pallore dell’est.

Fu lei a rompere il silenzio. “Hai sentito gridare la civetta?” Io no, e tu? Neanch’io. Meno male.

“Ma credi davvero che abbiamo visto gli spiriti dei Sioux in quella cantina?”

Non le seppi rispondere. Non so se ho visto davvero “gli spiriti” nella cantina di Colui Che Aiuta. Ma so di avere visto uno spirito: lo spirito di un popolo che è costretto a vivere nelle catacombe della sua storia, ma non si è ancora arreso. Come non si arrese mai l’uomo morto 120 anni or sono che mi aveva concesso quella notte, tra il tuono del passato e gli sbuffi di una vecchia caldaia, il privilegio di raccontare la sua storia.

Tashunka Uitko, Cavallo Pazzo. Se è vero che non è l’autore a scegliere il soggetto di una biografia, ma è il protagonista a scegliere il biografo, forse Tashunka Uitko ha davvero scelto Vittorio Zucconi per diradare le nebbie che circondano la sua vita di un alone leggendario, nel bene e nel male.

Per esserne certo, il giornalista deve parlare con lo spirito del grande capo, in una cerimonia che ne mette a dura prova lo scetticismo europeo.

“Ho sempre un po’ paura, sa, a queste cerimonie degli Oglala”, gli confida una bambina che è lì a pregare per la nonna morente. “Forse perché sono una Winnebago”. Figurati io, bambina, che sono della tribù dei Modenesi, le risponde mentalmente il giornalista.

In bilico tra ironia e passione, Zucconi ci guida nell’approfondimento di uno dei personaggi più affascinanti e forse meno conosciuti della storia, dalla vita breve e intensissima, che se non ha salvato il suo popolo, ha probabilmente contribuito non poco a far sì che non se ne perdesse la memoria. E lo spirito.

Vittorio Zucconi, Gli Spiriti non Dimenticano, ed. Mondadori

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