Prima classificata al Premio “Artisti” per Peppino Impastato con la poesia “Non taccio”

Un premio, quello intitolato a Peppino Impastato, di cui sono orgogliosissima e che come scrivevo stamattina, in qualche modo mi riconcilia con l’idea dell’utilità delle parole, di cui qualche volta dubito.

NON TACCIO

Le mie parole sono rosse,
urlo di fuoco e sangue,
d’albero tagliato, di dolore incolto
nella gola stretta da una voglia di morte
vissuta ogni giorno, da una pretesa
immorale di vita data o tolta
per capriccio, da chi decide
se merito il mio tempo, le cure
o le ferite ricevute, le tacche sui muri
affamati di ragnatele, o i cerchi
sui tronchi nudi del frassino abbattuto
perché fa paura la fecondità del mondo.
Ho l’anima schiacciata sotto il corpo altrui,
ma non taccio. Parlerò dai rami
protesi verso il cielo, dalle radici
scavate fino agli inferi; avrò voce
d’uccello implacato, il nitrito
di un’interferenza nel segnale radio
che attraverserà le pareti
e vi verrà a cercare. Non avrete
il mio silenzio, la sopportazione
della ferocia, l’angolo chiuso
di una paura sottomessa e schiva:
parlerò da viva e da morta, dalla terra
e dal mare, non ci sarà luce né ombra
dove non voli il bianco uccello
della mia voce di tempesta.
Le mie braccia di luna solleveranno
il mare, la mia bocca si farà vulcano;
sono marea, grazia indomabile,
la forza dell’oceano che si fa seme.
Sono arma e musica, violino
e arco teso e freccia tra le stelle.
La mia voce la porterò in volo
viva, infinita presenza
rifranta sugli ormeggi tra le navi
moltiplicata in milioni di gocce,
piccoli corpi d’acqua che spezzeranno
le corde alla mia gola
e il vostro silenzio, rotto
dallo scroscio assordante
di un giardino che nasce.

7 Pensieri su &Idquo;Prima classificata al Premio “Artisti” per Peppino Impastato con la poesia “Non taccio”

    • Anch’io. La motivazione, semplice e bellissima, dice “la forza e il coraggio della parola, nonostante l’oppressione che vuole imporre silenzio e subordinazione”. A volte mi sento davvero molto piccola, rispetto a persone che con le parole sono andate lontano, hanno riempito il mondo di bellezza e di coraggio, e neppure loro sono riuscite a sconfiggere i muri. Eppure… forse per la bellezza ci vuole tempo, ma col tempo scava solchi più profondi di quelli che pensiamo.

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