Del chiedere scusa (una politica diversa)

Quando dico che amo la California… il neo-governatore Gavin Newsom parla apertamente di genocidio e presenta scuse formali ai Nativi, che apprezzano, e sperano che questo porti anche ad azioni concrete (ad esempio nel campo dell’istruzione). Trovo che riconoscere le responsabilità, anche per cose accadute in passato, sia il segno, per le persone come per gli Stati, del positivo raggiungimento di una “vera” età adulta. La parte bambina va benissimo, se si è però in grado di superare l’immaturità, le rabbie e i capri espiatori infantili. Una politica diversa è ancora possibile.

Sempre

Amo la tua dolcezza e la tua durezza, il tuo bisogno di piacere e la tua meravigliosa capacità di solitudine, il tuo toccare con dita delicate e profonde infiniti argomenti, e mai, mai una volta che non sapessi di cosa stavi parlando, amo la velocità incredibile del tuo pensiero e delle tue parole e gli immensi silenzi, l’allegria dei tuoi occhi “da capitano di battello in un libro per bambini”, e la malinconia di chi si è fatto le domande che contano, e ha continuato a cercare le risposte, sapendo di non trovarle e senza per questo smettere mai. La tua accettazione senza resa. I tuoi peli. La tua “piccola” (ma poi, neanche troppo) statura fisica e la gigantesca statura umana. Ogni osso, ogni spigolo, ogni piega delle tue dita, ogni curva della tua pelle, ogni tuo tempo. Anche questo.

INCIPIT di tre racconti premiati al Casentino

Questi sono gli incipit di tre miei racconti che – ho saputo due o tre giorni fa – hanno ricevuto il Premio Speciale della Giuria al Premio Casentino. Premiazione il 22 giugno a Poppi (AR), nella bella Abbazia di San Fedele, di origine medioevale (benché molto rimaneggiata, ma riportata quasi all’aspetto originario, almeno all’esterno, dall’ultimo restauro ai primi del Novecento).

I LADRI DEL TEMPO

Parole. Parole scagliate, schiantate come una cascata verso la valle. Come stalagmiti di ghiaccio, bellissime e fredde, scintillanti e feroci. Le parole hanno inventato i sentimenti. Le parole hanno inventato l’uomo, e non il contrario. Le parole disegnano i nostri contorni, sono un seme piantato nella terra, e il grano che cresce, il vento che piega le spighe, la grandine che le schiaccia, il sole che le matura e la falce che le taglia. Oggi non avevo più parole, le avevo finite tutte. E per un istante, quell’istante in cui sono rimasto senza parole, ho smesso di esistere.

IL FIGLIO DELL’OMBRA

So bene che il rapporto tra uomini e lupi non è mai stato facile. Sono un lupo e non sono imparziale, ma non sono qui per dire che i lupi siano creature inoffensive, candidi e dolci come agnellini. Che poi gli agnelli mica sono candidi, sono giallognoli e puzzano, ed è vero che se capita l’occasione ce li mangiamo volentieri… ma questo lo fate anche voi. Di storie sui lupi però se ne sono raccontate e se ne raccontano tante e qualcuna, se me lo consentite, è un po’ esagerata.

NIVES

Nelle città ci sono strade che si incontrano, si intersecano a volte in grovigli e labirinti, in un dedalo che ti disorienta senza un filo per ritrovare la via, perché i fili si sono tutti aggrovigliati e annodati e a sbrogliarli ti ci vorrebbe la vita. Strade fatte apposta per confondersi e smarrirsi.
Altre strade, invece, scorrono parallele, non come rette precise e geometriche, ma di solito come serpentine ondeggianti, che sinuosamente strisciano tra le case e le persone, infiltrandosi in mezzo ai tombini, palesandosi d’improvviso dietro una piazza, eppure senza mai deviare dal tracciato dell’itinerario di sempre.

I blog che seguo – Il Giardino dei Poeti

Il giardino dei poeti è stato inspiegabilmente bloccato da Facebook in questi giorni, in base, a quanto ho capito, a una segnalazione anonima (è la prassi, bloccare a seguito di qualsiasi segnalazione). Forse una svista, forse (mi piacerebbe pensarlo) diffondere la bellezza davvero serve, tanto da dare (molto) fastidio, a chi preferisce l’odio e la chiusura. A me il blocco è servito a scoprire un blog che non conoscevo, benché già leggessi Cristina Bove come poetessa. Nel “Giardino” accoglie i versi di altri poeti, ed entrambi sono sicuramente blog  da seguire per chi ama la poesia, e crede in quella fondamentale importanza del “superfluo” che qualche volta le parole riescono ad avere.