I blog che seguo – Il Giardino dei Poeti

Il giardino dei poeti è stato inspiegabilmente bloccato da Facebook in questi giorni, in base, a quanto ho capito, a una segnalazione anonima (è la prassi, bloccare a seguito di qualsiasi segnalazione). Forse una svista, forse (mi piacerebbe pensarlo) diffondere la bellezza davvero serve, tanto da dare (molto) fastidio, a chi preferisce l’odio e la chiusura. A me il blocco è servito a scoprire un blog che non conoscevo, benché già leggessi Cristina Bove come poetessa. Nel “Giardino” accoglie i versi di altri poeti, ed entrambi sono sicuramente blog  da seguire per chi ama la poesia, e crede in quella fondamentale importanza del “superfluo” che qualche volta le parole riescono ad avere.

5 Pensieri su &Idquo;I blog che seguo – Il Giardino dei Poeti

  1. pensa che a me hanno bloccato una poesia (tre giorni senza poter pubblicare nulla, ma figurati che danno…non pubblico praticamente mai e di mia scelta, tanto che sto pensando di chiudere l’account), dicevo bloccato una poesia che parlava di nostalgia e dei miei anni nel mio sud. Quindi assolutamente una scrittura senza riferimenti politici o di altro genere. Ma il bello sai qual è e che non hai nessuna possibilità di conoscere le vere ragioni del blocco. Nessun modo di contattarli in maniera veloce, ma solo attraverso una serie di passaggi così astrusi che ti passa anche la voglia. E poi parlano di tecnologia e della “missione” di mettere in contatto le persone quando sono proprio loro che non vogliono essere contattati. Ti bannano per una poesia ma lasciano pubblicare foto e sconcezze varie, per non parlare della rabbia e delle offese gratuite che circolano senza freno. Ah, poi vogliamo parlare dell’ignoranza che regna in molte pubblicazioni o delle minuziose cronotassi che ti propinano quotidianamente, anche i cosiddetti amici?
    Cara Alexandra so solo una cosa che la cultura a quanto pare fa paura.
    Ciao
    p.s. conosco bene il blog di cui parli e proprio per questo sono particolarmente dispiaciuto.

    • Lo so, sono misteri, e cose che spesso lasciano molta amarezza e frustrazione in chi le subisce, ma come dici tu la cultura fa paura e penso che proprio per questo sia necessario continuare a diffonderla, ognuno coi suoi modi e i suoi tempi, a volte mi capita di pensare che non serva assolutamente a niente, ma sono proprio cose apparentemente inspiegabili come queste, che invece mi portano a pensare che serva, eccome. Altrimenti non capiterebbero, neanche per sbaglio…

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