Esausta ma felice

Stiamo ristrutturando casa e oggi mi sono dedicata a svuotare la cucina e pulirla, prima di darla via (che vuol dire anche trovare un posto, provvisorio ma non senza criterio, per tutto il contenuto); ho fatto due sughi con le verdure dell’orto; ho sciroppato pere e more precedentemente raccolte e ci ho fatto una cheesecake (tutto a km zero insomma); ho svuotato anche il bagno perché domani iniziano i lavori; e domani ci sarà da coordinare: chi viene a prendersi la cucina, chi viene a portare e montare un mobile, chi viene a fare le demolizioni in bagno. Sono distrutta, ma contentissima di questo sogno che si realizza.

E stasera qui il cielo era così:

Premiazione al Circolo Pickwick

Piacevolissima premiazione e persone deliziose oggi al Circolo Pickwick di Besana Brianza, Il nome sulla targa l’hanno scritto alla brasiliana, ma va bene uguale); orgogliosa del secondo premio ricevuto per Il territorio delle civette, che è questa poesia qui:

Mi fido della notte, di tutte le cose
invisibili ed oscure, e mute,
sbriciolate tra le dita:
quelle che, come il buio e il silenzio,
ti spezzano l’anima, per ricomporla
in un ordine diverso, un altro modo.
La notte è per chi
ha i margini strappati e il cuore denso,
perso in un intrico di vecchi arnesi,
chiodi, canne da pesca
e regali, che non sai più di chi;
perché per camminare di notte
bisogna costringere i piedi riottosi,
disubbidire alla strada,
sfuggire alle belve, ai rapaci, ai vetri rotti
e per il resto fare
come se si sapesse tutto.
La notte è di chi varca il mare,
senza perdere tempo a tracciare i confini;
è il territorio delle civette,
che ti percorrono il cuore
in cerca di un indizio.
La notte sono i tuoi occhi dispersi,
sono io che li cerco
tra i segreti di quel fuoco di stelle.
Mi fermo a guardarti, e alla finestra
si affacciano le nebbie della darsena,
ma in tutto questo buio, tu
forse non te ne accorgi.

Felice anche di aver conosciuto il Barman del Club, e se ancora non sapete chi è, suggerisco di precipitarvi al Sourtoe Cocktail Club, dove non mancheranno buone letture e buona musica!

La poesia e il brucaliffo

Alla presentazione l’altro giorno si è parlato di molte cose, a partire dalla fatidica domanda: cosa è la poesia? Mi viene subito alla mente il brucaliffo:

Coosa essere tu?

Ma per far più bella figura, ho trovato una citazione da Wislawa Szymborska, che finiva con queste parole: La poesia – / ma cos’è mai la poesia? / Più d’una risposta incerta / è stata già data in proposito. / Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo / Come alla salvezza d’un corrimano.

Così ho pensato che sì, c’è salvezza in questo non sapere, questo non sapere, dopotutto, ti permette di scrivere, perché è quel non sapere fino in fondo cosa stai facendo che ti permette di guardarti e guardare il mondo da un altro lato, o in modo diverso. Sentendo forse che il rischio del ridicolo è sempre in agguato, ma che, dopotutto, anch’io preferisco il ridicolo di scrivere poesie al ridicolo di non scriverne.

Il resto alla prossima puntata!

Essere, fare e colori autunnali

Questo autunno continua a produrre fiori e frutti, alcuni di stagione, altri meno.

A proposito di frutti, l’incontro dell’altro giorno è stato davvero fertile, ha portato idee, pensieri e connessioni che vi racconterò.

Quanto al cinema, ancora anni ’30, ho visto I 39 scalini di Hitchcock, e anche di quello vorrei parlarvi, per cui ho tante cose da dire, altro che declino, qui si preannuncia una stagione di fervore creativo e colori gioiosi. Più i lavori di ristrutturazione, più la scrittura, lo studio per la patente, le traduzioni, la famiglia, i libri, il cinema, l’università della terza età… Sento forte il desiderio di esserci e sento che per esserci bisogna, più che mai, fare (intendiamoci, il fare può ben includere lo star seduti in poltrona con un libro o un film, ogni tanto almeno!).

Prima presentazione, andata!

La prima presentazione del libro mi ha dato grandi soddisfazioni: sala bella piena, persone interessate e i libri presenti si sono rapidamente volatilizzati. Quello che temevo fosse un aspetto critico, ossia il fatto di non aver trovato un “facilitatore” che conoscevo per dialogare con me col libro, alla fine è stato un bene: mi ha introdotto la persona che aveva organizzato l’incontro per la Feltrinelli, competente e brillante, che ha contribuito a rendere la serata vivace. E insomma, il viaggio del Pettirosso continua, e lui canta sempre più forte.