TORTA AL LIMONE

Ingredienti

Per la crema (ricetta presa da qui)
Latte intero 500 g
Scorza di limone 2
Succo di limone 1
Zucchero 150 g
Amido di mais (maizena) 70 g
Tuorli (circa 6) 130 g

Per la pasta frolla

Farina 300 g
Zucchero 100 g
Burro circa 80 g
Scorza grattugiata di un limone
Un pizzico di sale

Preparazione

Scaldate il latte in un tegame a fiamma dolce. Nel frattempo ponete i tuorli in una ciotola capiente, aggiungete lo zucchero e sbattete rapidamente. Versate poi il succo di limone, sbattete ancora e aggiungete anche la maizena.
Continuate a mescolare con la frusta fino ad ottenere un composto liscio. Non appena il latte inizierà a bollire, versatelo poco per volta all’interno del composto di tuorli e mescolate. Riversate quindi tutto il composto nel tegame e riportate sul fuoco mescolando con una spatola.
Aggiungete anche la scorza grattugiata dei 2 limoni e continuate a mescolare fino a che non si sarà addensata. Se dovessero comparire dei grumi allontanate la crema dal fuoco e mescolate energicamente con la spatola per eliminarli. Non appena avrete ottenuto una crema liscia versatela all’interno di una pirofila e coprite con la pellicola a contatto. Lasciate intiepidire, poi riponete in frigorifero a raffreddare per almeno 2 ore.
Nel frattempo, preparate la pasta frolla mescolando rapidamente la farina con lo zucchero, la scorza di limone e il sale, aggiungendo poi il burro a cubetti, dopo averlo tirato fuori da frigo non più di 10 minuti prima (deve essere abbastanza freddo), e l’uovo e il tuorlo. Lavorare velocemente per un po’, fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e riponetela in frigorifero per almeno un’ora.
Foderate poi con la pasta frolla uno stampo da crostata o uno stampo, usando la pasta in eccesso per ispessire il bordo. Versatevi sopra la crema al limone e livellatela con una spatola. Cuocete in forno ventilato a 160° per 35-40 minuti circa (un po’ di più in forno statico).

Crostata con salsa al limone

Comfort food…

A basso indice glicemico. Perché non è vero, alla fine, che uno debba per forza vivere di minestrine e fettine di pollo tristi. Ho scoperto un mondo. Non so se potrei riuscire a seguire una dieta rigorosamente, se non potessi concedere qualche lusso alla vista e al palato. E ci sono dei segreti che consentono di fare proprio questo: un po’ di fragole, frutti di bosco (io adoro mirtilli e lamponi), qualche noce o altra frutta secca a guscio, una manciata di semi misti o pinoli ecc. e il gioco è fatto!

È veramente buona questa macedonia, infatti è piaciuta a tutta la famiglia!

Imparare a fare video

Per la serie, impara ogni giorno una cosa nuova, mi sono messa a imparare a fare dei video. Il mio scopo, apparentemente, sarebbe quello di creare delle video lezioni di inglese. In realtà, l’obiettivo vero è quello di divertirmi, e ci sto riuscendo benissimo. Ogni tanto, a dire la verità, mi perdo in un bicchiere d’acqua, mi dispero e penso che non ce la farò mai. Poi ricomincio.

Con l’aiuto di alcuni software appositi (molto user-friendly, diciamo “for dummies”).

E ora mi sento così:

Ricominciare a scrivere

è una priorità.

Stasera mi è tornata la voglia di scrivere di te. Mi suona strano tornare a rivolgermi direttamente a te, come facevo ormai un bel po’ di tempo fa. L’ho fatto per anni, e poi per un pezzo ho smesso, e ogni tanto riprendo, ma non è più così naturale, quasi inevitabile, come mi sembrava allora.

Non vorrei perdere niente, pensavo stasera, né cose né persone, ma le cose si perdono comunque, e poi la mia distrazione è proverbiale. Anche le persone, qualche volta, si perdono.

Non pensavo a te, ché a te non ti ho mai avuto, ma non ti ho mai nemmeno perso, e non intendo certo farlo adesso. A te, non ti perderò mai, niente può cambiare questo fatto. Nel tempo in cui non ti ho scritto, non ho certo smesso di pensarti. Ti ho solo pensato in un altro modo, facendo altre cose, ricordandoti attraverso la costruzione di altre memorie.

Pensavo, invece, alle persone incontrate ed entrate poi, per poco o per tanto tempo, nella mia vita, conoscenze, amicizie, simpatie, persone con cui ho avvertito un’affinità. Persone con cui a volte sono entrata in intimità, e non parlo tanto di amore, quanto di confidenza, di uno scambio di segreti anche minuscoli, ma importanti. E con le quali adesso non ci si sente più, per tante ragioni.

E allora sai cosa pensavo, che in te, in quella strana distanza-vicinanza, in quel non averti avuto e non averti mai perso, ci sono tutte quelle cose e persone mai dimenticate, tutto quello che è stato detto e ascoltato, tutto quell’amore che c’è e che non posso dare a nessun altro, perché può appartenere solo ai protagonisti di quei ricordi perduti e a te, che non sei memoria né presenza, ma che non ho mai potuto fare a meno di amare.

Che non ho mai voluto fare a meno di amare.

Film Anni ’30 – My Man Godfrey

Una deliziosa commedia (uscita in Italia col titolo L’impareggiabile Godfrey), candidata a tutti e quattro gli Oscar per la recitazione (William Powell e Carole Lombard come attori protagonisti, Mischa Auer e Alice Brady come attori non protagonisti), oltre che per la regia (di Gregory La Cava) e la miglior sceneggiatura, benché non ne abbia poi vinto neanche uno.

William Powell, all’apice della fama per la serie amatissima dell’uomo ombra (tratti dai romanzi di Dashiell Hammett) in cui recitava a fianco di Myrna Loy, interpreta qui la parte di un gentiluomo caduto in disgrazia, che si trova a vivere in una discarica con altri disperati, quando la viziata e insensibile Cornelia Bullock (Gail Patrick) cerca di convincerlo a partecipare a una “caccia al tesoro” in cui uno degli “oggetti” da trovare è proprio un “uomo dimenticato”, un senzatetto. Godfrey rifiuta ma si fa convincere dalla sorella minore di Cornelia, Irene (Lombard), che in seguito lo fa assumere dai suoi come maggiordomo.

Così, Godfrey si trova invischiato in una famiglia piuttosto eccentrica: da Angelica (Brady), la madre svampita di Cornelia e Irene, al padre uomo d’affari sull’orlo di una crisi di nervi, a Carlo (Auer), preudo-artista ipersensibile e “protegé” di Angelica, alla stessa Irene, dotata di una invincibile tendenza al melodramma…