About

Sono nata e cresciuta a Genova e a questa città sono profondamente legata, ma con una porta sempre aperta verso l’altrove. Lavoro con le parole e con le parole gioco, le amo in tutte le salse e in tutte le lingue.
Il mio mestiere quindi è anche la mia passione, ma nel tempo libero amo anche leggere, scrivere, i viaggi, il teatro, il cinema, la musica e troppe altre cose per cui il tempo non basta mai: il lato positivo è che ho tanti sogni che qualcuno riesco anche a realizzarlo. Sono sposata, ho due figli e un gatto di nome Tippete.

Sono un intempestivo viandante perché viaggio su strade che non conosco per arrivare dove non so. Tra deviazioni, distrazioni e vie traverse non so neanche se da qualche parte ci arriverò davvero, comunque, nell’attesa, cerco di godermi il panorama 😀

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“Fui cavaliere senza castello,

intempestivo viandante,
persona senza vestito e senz’oro,
idiota puro ed errante.
[…]
Spesso quando mi sveglio
non so dove sono coricato
e tendo l’orecchio finché giungono
i freschi rumori del giorno:
vado riconoscendo le onde
o il colpo dello spaccapietre,
le grida degli sdentati,
il sibilo della corrente,
e se mi sbaglio di sogni
come una nave smarrita
cerco la terra che albeggia
per confermare la mia strada.

(Pablo Neruda, Itinerari)

81 Pensieri su &Idquo;About

  1. La parola viandante, nella mia immaginazione è colui che gira con fare nomade o vagabondo, quindi senza necessitare l’aiuto di alcuno, libero di andare in luoghi sperduti o sconosciuti quindi più attraenti sotto il profilo dell’avventura.
    Ti auguro di fare un percorso avventuroso, perchè si sa l’avventura stimola la curiosità.

    A ben risentirci.

    Ciao 🙂

    • Sì, l’ho presa da una poesia di Neruda che credo la intendesse così, perdersi, cercare di riconoscere un luogo da suoni e rumori sconosciuti, che quindi alimentano la voglia di sapere, di addentrarsi. Grazie, benvenuto e a presto
      Alexandra

  2. beh non potevi postare una poesia più adeguata al “mestiere” del viaggio. E noi che viandanti siamo navighiamo e se anche dovessimo farlo in tempesta sapremmo trovare l’orizzonte. Ciao e piacere di conoscerti 🙂

  3. Ciao Alexandra, è stato un caso che io sia entrata nel tuo spazio personale.
    Bellissimo questo articolo, complimenti..
    un saluto 🙂 e grazie per esser passata a dare un’occhiata alle mie fanciulle xD
    a presto, Anira

  4. Ti scopro adesso e so qualcosa in più di te. Il nome del tuo gatto è troppo forte e il fatto degli incroci e delle strade che può prendere la vita ne so qualcosa. Mi piace il tuo nome. Un sorriso 🙂 Lila

  5. E io, fin’ora mi son persa la lettura di questo interessantissimo blog?!?!
    Imperdonabile .. mi rifaccio da oggi 😉
    Complimenti Alexandra. 🙂
    Un grattino per Trippete … amo i gatti!

  6. Te lo scrivo qui perché da pochi minuti ho reso il blog privato. Tu sei ovviamente benvenuta. I motivi di tale scelta sono allucinanti e credo tu possa immaginarli. Ti aspetto, non vorrei perderti ma mio malgrado voglio tutelarmi. Grazie.

  7. Io ho ricominciato il mio cammino da poco ed è bello incontrare altri viandanti.
    Continuerò a segure e leggere il tuo blog.

  8. Allora sei di Genova… un pezzo del mio cuore è lì e anche molti miei pensieri ultimamente. E poi la passione per il teatro… mi sa che abbiamo molto da dirci noi due…

  9. Un doveroso grazie per il tuo gentile follow.
    Tu, Tippete – ma io Liz che non è una gatta, cioè sembra, perchè in realtà è una Principessa di cui ha lo sguardo profondo e seducente, il comportamento e i tratti.
    Liz non si butta sul cibo, lo accosta ed è l’unico essere vivente a questo mondo – l’unico – che presta attenzione ai miei lunghi discorsi fino all’ultima parola, consolandomi di ogni tristezza, morbida, con piccoli colpi di testa, a contraccambiare i nostri affettuosi cheek-to-cheek.

    Nota: anche mio padre traduceva tedesco-inglese-francese e spagnolo. Roba tecnica, s’era costruito i “suoi” vocabolari ad hoc. Ormai in pensione, voleva studiare il russo ed è… morto.
    Come da manuale, ho scoperto di volergli bene e ch’era un grande, tardi – quando ormai non potevo più dargli la soddisfazione di farglielo sapere.

    • i gatti sono quasi tutti principi in incognito. anche il mio usa i colpetti con la testa per coccolare, consolare e ringraziare o semplicemente mostrare affetto.
      Purtroppo quello che dici di tuo padre succede spesso. Io il mio non l’ho conosciuto per niente, è morto troppo presto, però mi ha trasmesso certe cose di cui gli sono grata e avrei voluto poterglielo dire. Sono sicura che il tuo lo sentiva, certe cose “passano” in mille modi anche quando le parole sembrano dire altro, o non riuscire a dire nulla.
      Grazie di cuore a te, per essere passato a trovarmi e per aver condiviso questi ricordi così belli e personali.

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