Qualche novità su premi e segnalazioni

Questa volta unisco un po’ di belle notizie in un unico post, visto che le ho avute tutte nei giorni scorsi. Il mio racconto  I ladri del tempo ha vinto il primo premio al concorso “Città di Mesagne” dell’Associazione Solìdea, e nello stesso concorso ho vinto il primo premio anche per la poesia (sì, l’ho saputo stasera e ancora non ci credo) con La metamorfosi delle farfalle! Oggi  mi ero dedicata alle pulizie casalinghe ed ero sfinita, ma ora sono al settimo cielo! Il racconto Sabbia sporca ha invece ricevuto una segnalazione di merito al Premio I Fiori sull’Acqua, e infine due mie poesie, Un gioco d’amore e vento e Un sonno lieve di conchiglie sono tra quelle inserite nell’antologia del Concorso “San Martino“. Mi spiace trascurare le rubriche del blog, ma bisogna conciliar varie cose… Come sempre, grazie anche tantissimo a voi, che avete contribuito non poco a darmi il coraggio di provarci, e continuate a sostenermi.

E se non siete troppo lontani dalla Toscana, vi ricordo domenica prossima. 22 ottobre, alla 11 la premiazione al Circolo Culturale “La Viaccia” di Bonelle (Pistoia).

 

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Premio della giuria a “Portami la musica al corpo”, motivazione

“Lirica molto intensa, di travolgente passionalità, costruita sapientemente dall’autrice con il continuo alternarsi di immagini che fondono il contatto tra corpi bramosi di incontrarsi e la musica che essi sono in grado di creare con la loro perfetta armonia. Che sia il ritmo di una cavalcata, la regolarità di una danza o l’improvvisazione di un virtuoso del jazz, alla fine non farà troppa differenza. Non si riscontra ombra di banalità in tutto ciò che viene esternato in questi versi, piacevolmente scorrevoli, come l’acqua in essi citata, e guidati da un desiderio volutamente lasciato libero di essere sé stesso. È praticamente impossibile rimanere inermi di fronte alla tempesta emotiva che viene trasmessa, parola per parola, da Alexandra Mc Millan, che con questa poesia dipinge un quadro composto da mille sfaccettature ma dal significato straordinariamente univoco: portare finalmente nuova musica al corpo”.

Con queste parole è stato motivato il Premio della Giuria del già citato Concorso Simonetta Cappellini alla mia poesia Portami la musica al corpo. Molto onorata e felice.

Il mio cuore è un segreto

Il mio cuore è un segreto, chiuso in una conchiglia.
Di notte sento il mare
e mi passa tra le mani come una nostalgia
di chiare spume e creste d’onda, e di fondali oscuri.
Si spande sull’acqua la danza del mondo,
la carezza delle montagne è un dono del tempo
sigillo dell’ignoto sui miei giorni più felici.
È una stagione, questa, di passaggi stanchi tra le foglie,
alberi in viaggio e capricci di vento.
Un riverbero improvviso mi abbaglia
come un lampo d’allegria, poi
una lacrima
scende
lenta
acqua con acqua
sale con sale
tu
ed io
fango e terra, polvere e cenere
ciò che eravamo torneremo ad essere
ma la tua scia resta, nella tenerezza del vento;
cerco una breccia all’orizzonte, il solco azzurro
sotto il triangolo bianco della vela, il canto del viaggio
che illuda il nostro acquario con la felicità dell’oceano.
Allora ricompongo i miei uccelli interni, i miei spaesamenti
e ritrovo le nostre impronte mescolate sulla sabbia
tu
ed io
un disordine
fertile
una breccia
orme
che restano
nonostante il mare.

Premio Pigliacampo – Città di Porto Recanati

Volevo condividere con voi un’altra enorme soddisfazione, visto anche il luogo di cui si parla e la “longevità” del premio: ho vinto il XXVIII Concorso Internazionale di Poesia Città di Porto Recanati – Premio Pigliacampo! Come sempre, se qualcuno fosse nelle vicinanze e volesse venire, ne sarei felicissima, anche perché sarebbe una bella occasione per conoscerci di persona!

La poesia vincitrice è questa:

LA PAZIENZA DELLE RONDINI

Mi piace immaginare la pazienza delle rondini
se fosse loro dato il nostro cammino indeciso senza ali,
la tenerezza contraddittoria delle tartarughe,
se lasciassero il loro guscio come gli uccelli il nido,
la fatica delle isole, quando il mare le guarda,
le sfiora e non si ferma,
la gioia stremata dei naufraghi a pochi metri dalla riva
la vertigine di ritrovarti ancora, infine, nella tua pelle;
i pattinatori e il loro muoversi sul ghiaccio,
e questi vicoli stretti, afferrati alle spalle a tradimento
da un bagliore d’inattesa luce
che si riverbera nella lenta dolcezza della sera.
Non possiamo commuoverci al profumo delle viole,
quando saliamo scalzi dal lato scosceso del dolore
e le nostre lacrime non ci riconoscono allo specchio
benché non siamo nulla più di ciò che siamo sempre stati
e nulla più di ciò che non fummo mai.
Neppure mia madre, oggi, sa chi sono:
le ho lasciato solo il ricordo di un sospiro
e il pesce rosso nella boccia accanto alla finestra
perché possa immaginare da lontano le acque chiare
in cui volevamo navigasse, leggera, la barca dei sogni.
Troppi sguardi che non sono il tuo sguardo, madre,
la compassione sa essere spietata come la sabbia del deserto
e mia moglie ha in grembo quel figlio che tu non vedrai, madre.
Ci resta solo la speranza di essere vivi anche domani
e di non essere più stranieri quando inviteremo un amico a cena,
perché l’amicizia, lo sai, ha lo stesso profumo dappertutto.

Seconda edizione Premio Letterario “L’albero di rose”. Poesie vincitrici, menzionate e segnalate – sezione poesia inedita a tema libero

Grazie ancora all’Associazione “La presenza di Erato” e al Premio L’Albero di Rose di Accettura (Matera)

LA PRESENZA DI ÈRATO

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SECONDA EDIZIONE PREMIO LETTERARIO “L’ALBERO DI ROSE” – SEZIONE POESIA INEDITA A TEMA LIBERO.

PRIMO CLASSIFICATO:

FIORE CONTROVENTO

Sei nel silenzio fertile di questa fiamma intensa e schiva,
fragranza di pane caldo, arance e rosmarino nel mio petto,
il fremito sottile del tuo fiore che germoglia controvento;
in grembo il solco profondo del tuo pensare a largo raggio.
Appollaiato in cima ai pali di una porta, ai margini del campo
guardi ancora quei fiocchi di cielo non addomesticati
e ti si scioglie il fiato d’intatta meraviglia,
sì che anche alle finestre s’è appannato il vetro attonito.

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Tempo di mietitura :)

Tra giugno ne luglio ho mandato i miei scritti veramente a tanti concorsi, ma devo dire che non mi aspettavo questi risultati, speravo magari in un paio di premi, ma neanche troppo. E invece… Stamattina ho saputo che la mia poesia Fiore Controvento ha vinto il Premio Albero di Rose per la Sezione Poesia Inedita. Vale sempre, ovviamente, l’invito per chi è della zona (Accettura, provincia di Matera), sarei davvero strafelice di poter incontrare qualcuno di persona.

Questa è la poesia, per chi non l’ha letta. Mi è molto cara, devo anche dire 🙂

Fiore controvento

Sei nel silenzio fertile di questa fiamma intensa e schiva,
fragranza di pane caldo, arance e rosmarino nel mio petto,
il fremito sottile del tuo fiore che germoglia controvento;
in grembo il solco profondo del tuo pensare a largo raggio.
Appollaiato in cima ai pali di una porta, ai margini del campo
guardi ancora quei fiocchi di cielo  non addomesticati
e ti si scioglie il fiato d’intatta meraviglia,
sì che anche alle finestre s’è appannato il vetro attonito.
Condivido il tuo amore per le asperità ribelli delle forme
contro la perfezione geometrica degli altrui cerchi
Ma quell’oscuro bisogno che abbiamo delle stelle,
quello scintillio dolceamaro che ci reca la scoperta della pioggia,
non ha rivali in altri amori, o glorie, o inutili  difese ed armamenti
quello è il senso della vita e del coraggio, del desiderio e della pelle
è la libertà assoluta che tu da sempre conosci più d’ogni altro
e da sempre porti con te, schiudendo alla resa le tue dita
il corpo nel dolce abbandono di un amore infinito e vivo,
il cielo aperto oltre la Baia,
mare,
e niente che tu non sappia.