Seconda edizione Premio Letterario “L’albero di rose”. Poesie vincitrici, menzionate e segnalate – sezione poesia inedita a tema libero

Grazie ancora all’Associazione “La presenza di Erato” e al Premio L’Albero di Rose di Accettura (Matera)

LA PRESENZA DI ÈRATO

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SECONDA EDIZIONE PREMIO LETTERARIO “L’ALBERO DI ROSE” – SEZIONE POESIA INEDITA A TEMA LIBERO.

PRIMO CLASSIFICATO:

FIORE CONTROVENTO

Sei nel silenzio fertile di questa fiamma intensa e schiva,
fragranza di pane caldo, arance e rosmarino nel mio petto,
il fremito sottile del tuo fiore che germoglia controvento;
in grembo il solco profondo del tuo pensare a largo raggio.
Appollaiato in cima ai pali di una porta, ai margini del campo
guardi ancora quei fiocchi di cielo non addomesticati
e ti si scioglie il fiato d’intatta meraviglia,
sì che anche alle finestre s’è appannato il vetro attonito.

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Ferragosto intenso

Questi ultimi quattro giorni sono stati un turbinio di cose, un vorticare di strade, paesaggi, meraviglie naturali, architettoniche e artistiche, incontri, persone, emozioni, scoperte di ogni genere, non ultime quelle gastronomiche. Abbiamo percorso qualcosa come 2200 chilometri, una cosa divertente che non farò (credo) mai più, ma che è stato comunque meraviglioso fare.

Tutto perché mi ero classificata tra i primi tre (seconda, come poi ho saputo) in un concorso di poesia creato dall’Associazione Amici di Romeo di Frosolone, in provincia di Isernia. Mi chiamano intorno al tre agosto, la premiazione è il 12. Ci si va? È un po’ lontanuccio, però dai, merita, ci si va, facciamo questa piccola pazzia. Senonché, il 5 mi arriva la notizia che ho vinto la sezione inediti in un altro concorso, L’Albero di Rose, questa volta in provincia di Matera. Premiazione il 13… beh, già che siamo lì… in realtà ci sono alla fine circa trecentocinquanta chilometri, ma certo, meno che da Genova. E così è deciso, si va.

Per spezzare un po’ il viaggio, ci siamo fermati all’andata a Ravenna. C’ero stata sempre talmente di corsa da non riuscire a vedere neppure i mosaici, per cui sono stata felicissima di avere l’occasione.

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Così venerdì eravamo a Ravenna, e sabato a Frosolone, del quale l’unica notizia che avevamo era una citazione che mio marito si ricordava, da un film con Sordi. Uno dei posti più incredibili che abbia visto. Un paese delizioso, incastonato tra le colline molisane, con alcuni veri e propri gioielli medievali e una fama assolutamente meritatissima per i latticini (oltre che per i coltelli e gli arnesi da taglio, con una mostra annuale frequentata da artigiani e appassionati provenienti da ogni dove). Incluso tra i borghi più belli d’Italia, bandiera arancione per l’ospitalità, restaurato e mantenuto con una cura e un’attenzione degni di nota. Circondato, tra l’altro, da vari paesi con dei castelli che purtroppo non abbiamo potuto visitare ma che potrebbero essere la meta di un altro viaggio più tranquillo e rilassato, magari con contorno di passeggiate a cavallo.

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Credo sia quasi inutile  aggiungere che mi è rimasto nel cuore e che spero di tornarci non troppo in là nel tempo.

L’indomani, all’alba, partenza per Accettura – e vuoi non vedere i Sassi di Matera, già che ci sei? Piccola deviazione, un centinaio di chilometri in più, comunque devo dire che ne valeva la pena, anche per il pranzo, da Stano, sulla piazza appena oltre l’uscita dal percorso dei Sassi, solo due antipasti, che poi dovevamo subito ripartire, ma otto portate di antipasto per ciascuno ci hanno abbondantemente rifocillato fino alla sera senza problemi.

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Accettura è un piccolo paese noto soprattutto per la Festa del Maggio e degli Alberi, ai quali tra l’altro era intitolata un’altra sezione delle poesie inedite (la mia era quella a tema libero). Dall’anno scorso ospita il Premio di Poesia L’Albero di Rose, che in così poco tempo ha più o meno raddoppiato il numero delle poesie ricevute. A volte basta un sindaco appassionato di cultura, un gruppo di persone di varia estrazione – storici, dirigenti scolastici, membri di società per la diffusione della cultura come la Dante Alighieri – che volontariamente trascorrono i giorni immediatamente precedenti al Ferragosto a leggere quasi duecento poesie (per ora – chissà poi quante in futuro!), e si ottiene un risultato di grande soddisfazione, dando visibilità alla propria terra nella maniera migliore. Cena a base di pesce, che non ci aspettavamo lassù in mezzo alle Piccole Dolomiti, ma comunque ottima, persone squisite, una splendida serata.

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L’indomani tappa a Numana – Siriolo, riviera del Conero, solo un breve bagno, altri posti che forse varrebbe la pena di visitare in modo meno affrettato, una zona dell’Adriatico che non conoscevo per niente, a la cui conoscenza vale la pena di approfondire.

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Poi ci siamo diretti verso Forlì e Cesena, pensando di trovare più facilmente alloggio, nonostante fosse ormai la vigilia di ferragosto e noi non avessimo la più pallida idea di dove e cosa cercare. Ma è proprio così che si fanno le scoperte più inattese. Usciti a Cesena, ci hanno consigliato un posto chiamato Bertinoro, che si è rivelato di una bellezza da togliere il fiato. E in cima al Paese ci siamo quasi casualmente imbattuti in un agriturismo, la Casina Pontormo. Dico “quasi” perché avevamo dato un’occhiata su Internet per vedere in quali posti si potesse mangiare nei dintorni, ma quella era solo una delle scelte possibili. Tra l’altro non danno alloggio, solo vitto, e stavamo per andar via, poi abbiamo deciso comunque di fermarci a cena e proseguire semmai la ricerca dopo. È senza dubbio uno dei posti dove ho mangiato meglio in vita mia. Servizio ottimo, grande disponibilità e cortesia, piatti preparati con amore e creatività, capaci di sorprendere ma sempre con ottimi accostamenti.

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Alla fine, combattuti tra il rischio di girare a vuoto in cerca di un posto per dormire e l’idea di rimettersi in viaggio ancora per un bel po’ di chilometri, abbiamo deciso di tornare a casa, e in tre ore siamo arrivati. Il che mi fa pensare che quel luogo d’incanto, tutto sommato raggiungibilissimo, ci rivedrà presto.

 

Il ghiaccio è rotto

Dopo tanto tempo, ho ripreso stamattina ad andare in bicicletta. Per poco tempo e non ero propriamente a mio agio, ma il primo passo è sempre il più difficile e quello è fatto. È  una cosa troppo importante per me e sono felice perché ora so che andrò avanti.

Tempo di mietitura :)

Tra giugno ne luglio ho mandato i miei scritti veramente a tanti concorsi, ma devo dire che non mi aspettavo questi risultati, speravo magari in un paio di premi, ma neanche troppo. E invece… Stamattina ho saputo che la mia poesia Fiore Controvento ha vinto il Premio Albero di Rose per la Sezione Poesia Inedita. Vale sempre, ovviamente, l’invito per chi è della zona (Accettura, provincia di Matera), sarei davvero strafelice di poter incontrare qualcuno di persona.

Questa è la poesia, per chi non l’ha letta. Mi è molto cara, devo anche dire 🙂

Fiore controvento

Sei nel silenzio fertile di questa fiamma intensa e schiva,
fragranza di pane caldo, arance e rosmarino nel mio petto,
il fremito sottile del tuo fiore che germoglia controvento;
in grembo il solco profondo del tuo pensare a largo raggio.
Appollaiato in cima ai pali di una porta, ai margini del campo
guardi ancora quei fiocchi di cielo  non addomesticati
e ti si scioglie il fiato d’intatta meraviglia,
sì che anche alle finestre s’è appannato il vetro attonito.
Condivido il tuo amore per le asperità ribelli delle forme
contro la perfezione geometrica degli altrui cerchi
Ma quell’oscuro bisogno che abbiamo delle stelle,
quello scintillio dolceamaro che ci reca la scoperta della pioggia,
non ha rivali in altri amori, o glorie, o inutili  difese ed armamenti
quello è il senso della vita e del coraggio, del desiderio e della pelle
è la libertà assoluta che tu da sempre conosci più d’ogni altro
e da sempre porti con te, schiudendo alla resa le tue dita
il corpo nel dolce abbandono di un amore infinito e vivo,
il cielo aperto oltre la Baia,
mare,
e niente che tu non sappia.

 

Amori e luoghi

Anche per i luoghi, ho scoperto, ci sono gli innamoramenti e ci sono gli amori che evolvono in sentimenti profondi e duraturi. Ho avuto la fortuna di girare abbastanza finora, anche se certo, non come avrei voluto, perché se potessi sarei sempre in movimento.

Mi è capitato spesso (potrei dire quasi sempre) di provare colpi di fulmine per uno scorcio, un quartiere, una casa, un’intera città. Non di rado ho pensato che avrei potuto fermarmi: ogni luogo di passaggio diventava nei miei pensieri, a volte solo per un momento, a volte per qualche giorno, qualche mese o addirittura per qualche anno, la mia potenziale nuova residenza.

Ci si innamora per una o più caratteristiche in cui riconosciamo parte di noi; per uno sguardo che ci “parla”, per un tono di voce. Se andiamo più a fondo scopriamo piccole e grandi affinità, gusti comuni, un modo simile di vedere le cose.

Eppure non è ancora abbastanza.

Non ho mai del tutto creduto all’idea che esista per ognuno di noi una sola, vera anima gemella, eppure credo di aver capito, nel tempo, che si può costruire qualcosa di reale solo sulla base di qualcosa di assolutamente non solido e irrazionale. Intendiamoci, credo ci voglia comunque una buona intesa sulla visione del mondo (una persona che conosco rise molto una volta, quando al cliché gli opposti si attraggono aggiunsi d’impulso: per un po’). Però le affinità, le buone intese, le visioni comuni non bastano affatto.

Succede a un certo punto che una persona diventa per noi la più bella del mondo, non perché non la conosciamo abbastanza, o non vediamo i suoi difetti, o crediamo veramente che sia miss o mister universo, ma perché vogliamo scoprirla, perché non è più semplicemente un incontro, vediamoci al bar, chiacchieriamo un po’ e guardiamo che succede, ma un desiderio di accettazione dell’altro, che diventa, col tempo, più straordinario. Non è più il fatto di rifletterci nell’altro, che conta, ma il fatto che l’altro sia fatto come è fatto e che noi siamo in grado di riconoscerlo. È una forza che cresce fino a diventare davvero tale da smuovere le montagne.

Ecco cosa mi è successo con San Francisco. Amo, di questa città, il clima, la cucina, i sorrisi, le biciclette, le luci, i colori, la nebbia, i parchi, l’oceano, il ponte, il vecchio e il nuovo (non solo in architettura), lo skyline inconfondibile e tutte le cose note e arcinote. Ha uno sguardo che m’incanta e un’idea della vita che mi calza come una seconda pelle. Tuttavia non credo che non esistano città più belle, oceani più ammirevoli, luci più fascinose, sorrisi più aperti o climi migliori (oddio, è difficile!). E quasi certamente ci sono anche luoghi con un simile sguardo e una simile view of life. Solo che è lì che voglio vivere. Più sto lontano, più mi manca, più passa il tempo più cose voglio sapere, e più cose so, non importa se siano pregi o difetti, più mi entra dentro. Golden State o non Golden State (si può avere un’idea di tutta la California vista dall’alto con i droni, e da lì potete anche spaziare, perché è diventato un hobby che coinvolge altre zone del territorio americano e non solo), a San Francisco io sento che sono al mio posto.

Il mio corpo è qui, ma anima e cuore sono laggiù.

Il 12 in provincia d’Isernia…

Il 12 saremo a Frosolone in provincia d’Isernia per un altro premio di poesia in cui mi sono classificata ai primi posti (Premio Rassegna di Poesia Memorial Dott. Romeo Lesti). Ne approfittiamo per un piccolo break in luoghi che credo siano molto belli. Se qualcuno si trovasse nei pressi… la premiazione è alle 21…

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Ho anche avuto una menzione d’onore in un altro concorso ancora, il Premio Iadeluca di Pereto (AQ), vi terrò aggiornati… 😀

 

Sole, mare, relax, cibo squisito, i figli tutto il giorno in giro e generalmente felici, libri stupendi, tutto per vivere l’attimo, sentire l’intensità del presente e dimenticare le inquietudini. Cosa che faccio, a momenti alterni, almeno. Il portatile mi ha lasciato a piedi, per così dire, e questo potrebbe spiegare in parte il fatto che il senso di oppressione tenda a non scomparire.  Scrivo a mano, ma, paradossalmente forse, questo mi fa sentire meno libera per varie ragioni. La scrittura è strettamente legata alla libertà, come di recente mi hanno confermato due libri di Bjorn Larsson, un autore che già aveva un posto essenziale nel mio cuore, e di cui mi sentirete parlare prestissimo. Alcuni già sanno del profondo amore che mi lega al Pirata Long John Silver,  Ci sono forse tre o quattro scrittori, classici a parte, di cui voglio leggere tutto e di cui appena finito un libro, mi viene immediatamente voglia di ricominciarlo da capo. Larsson è uno di loro. I suoi libri mi inquietano, mi trascinano, mi incantano, mi scavano dentro. Ve li racconterò, ne ho bisogno.