Il blog (e la scrittura): passione indisciplinata

Sono disordinata, sconclusionata, disorganica, lo sapete. Non sempre, qualche volta. Per scelta, più spesso che no. Faccio duemila cose perché ne inizio cinquecento e poi devio, vado un po’ qua e un po’ là, ne incontro altre, mi lascio incantare e perdo la strada, trovo altri sentieri nascosti.

Tutto questo per dire che ho iniziato tante rubriche e sono anche riuscita, per qualche tempo, a seguirle con una certa regolarità, ma credo che questo non sia il momento adatto per proseguire in quel modo. Scriverò, d’ora in poi e non so per quanto, forse per sempre, quello che voglio quando ho tempo e quando mi viene, per cui può essere che un giorno posti tre articoli, o chissà, magari quattro o cinque, e poi non scriva per una settimana. Come già sta accadendo, del resto, sto solo prendendo maggiore consapevolezza del fatto.

Scrivere è una fatica, bellissima, ma una fatica. Molta della sua bellezza sta, per me, nel fatto che è una fatica non organica, non sistematica, indisciplinata. Alla fine, mi ci sono voluti oltre cinquant’anni, ma ho capito che ogni volta che comincio a fare qualcosa con una cadenza fissa, perdo la passione, e quella, proprio non voglio perderla.

Quindi ecco, volevo dirvi, non aspettate il Robin’s Monday o il Sabatoblogger o il Cinema del Martedì, o la Lettrice della Domenica (e poi la musica, allora? e i viaggi? e…) perché mi sa che tutto potrà succedere in qualunque giorno della settimana…

Sabatoblogger e Lettrice della Domenica – Due in uno

Sono talmente esausta da essere praticamente priva di energie, stasera, sarà il contrasto tra il freddo e il caldo, o il lavorare di zappa di ieri e oggi, a cui dallo scorso autunno non sono più abituata, come che sia, sono distrutta. Visto che ieri non ero riuscita a postare per la rubrica dei Blog del sabato, ho pensato di unire quella alla “Lettrice della Domenica”, così vi segnalo il post La seta e l’uragano, di Emanuele Somma, recensione di un libro che mi sembra interessante. Il post è tratto dal blog La Stanza 101, di Valentina Zanotto, appassionata di cucina, arte e fotografia, ma soprattutto di libri.

SABATOBLOGGER – I blog che seguo

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Inauguro stasera una nuova forma di “Sabatoblogger”, perché come era impostato in precedenza non riuscivo davvero più a gestirlo, purtroppo. Non so ancora bene come proseguirà, ma l’idea è di scegliere qualche articolo pubblicato durante la settimana da uno dei blog che seguo (sperabilmente più di uno, ma dalla prossima volta) e segnalarlo. Poi vorrei anche partire da lì per dire due parole sul/sui blog.

Questa settimana vi propongo questa poesia di Cees Nooteboom, che mi ha commossa per motivi molto personali, ma è l’occasione di parlare del blog Poesia in rete, che come dice il nome propone poesie in varie forme e di ogni provenienza. Una vera miniera d’oro.

SABATOBLOGGER – I blog che seguo

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Solo un blog questa settimana, sono giornate felici ma impegnate…

Cap’s Blog: “Cap” (non è affatto difficile scoprire come si chiama realmente), è di Torino, si occupa di musica e di storia, anche se nel blog direi prevalentemente, se non esclusivamente alla musica, ma soprattutto ha uno splendido labrador che si chiama Puck. Storia e musica comunque si incontrano in una sezione dedicata, dove potete trovare antichissimi documenti musicali, affascinanti storie e personaggi legati a certi pezzi, come il Duca di Borgogna, probabile protagonista di una chanson che fu, potremmo dire, una vera e propria hit del Quattrocento. Tanto Debussy, rapporti tra la musica e il teatro, e in particolare tra la musica e Shakespeare…

 

SABATOBLOGGER – I blog che seguo

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Ci riprovo, forse finirò per abolire tutte le rubriche, compreso il Robin’s Monday, per la semplice ragione che questo è  “Robin’s Blog” parlo di lui anche quando sembra che parli d’altro, e inoltre, come ho detto altrove, io NON sono una scrittrice disciplinata. Questa però vorrei riprenderla e poi mantenerla. Altrimenti mi studierò un modo per parlare comunque dei blog che seguo, perché mi piace creare incontri e perché se non lo faccio rischio di perdermene tanti, ed è un peccato.

Tarabundidee, l ‘immortalità all’indietro raggiunta grazie ai libri e alla lettura. Sul blog sono in due, Carla e George, ma George è George Hautecourt, e se non ricordate chi è, fate una capatina sulla pagina “About” e lo saprete. La ferrovia sotterranea, un libro sul razzismo, sugli stereotipi, sulle relazioni umane, un premio Pulitzer, insomma, qualcosa che vale la pena di leggere.

La ragazza con i capelli verdi ha un blog soprattutto per ricordarsi e ricordare che a trent’anni è possibile eccome iniziare nuove avventure (e anche molto dopo, per fortuna! I capelli verdi sono forse un simbolo come un altro di questa voglia di ricominciare da capo (e non è un caso che di recente io abbia avuto la voglia, che del resto c’è ancora, di farmi un ciuffo blu). Ho scelto Me adulta vs me bambina perché a chi non è successo di voler recuperare quella parte rimasta piccola, che sia quella che ha voglia di giocare, quella più romantica e avventurosa o solo più capace di emozionarsi e meravigliarsi, comunque c’è, e reclama il suo spazio.  Chi non va a riguardarsi vecchi film, a cartoni o meno, o a ripercorrere altre passioni che sono la base su cui abbiamo costruito quelle che durano ancora oggi?

Il Blog di Demonio, che nonostante il nome mi pare poco diabolico e molto saggio. Ho scelto L’ultima lettera perché amo le storie di amicizie “contro ogni circostanza avversa” e credo che alcune, specialmente poi quelle vere come queste, andrebbero conosciute molto di più. Forse più delle giornate (talvolta comunque utili, altre meno), più dell’indignazione a comando o della conflittualizzazione di ogni rapporto umano, credo che l’educazione emotiva passi attraverso questo: le nostre emozioni non hanno confine, non ne hanno le risate, le lacrime, gli sbadigli, nessuna cosa veramente importante ne ha.

Il Grimorio della Strega che già dal nome mi piace. “Non posso descrivere tutto ciò che sono, perchè sarebbe un lavoro troppo lungo. E non posso descrivere ciò che non sono, perchè non sono sicura che troverei le parole adatte. Amo la lettura, la musica, il cinema. Mi interesso di tutto e di niente. Scrivo. Ciò che desidero, quando lo desidero. Ma scrivo”. Un film che vorrei vedere presto (la wishlist si allunga, ahimè, quasi come quella dei libri da leggere…)

 

Miss Brownies io non sono una grande amante della cucina, ma qualche blog gastronomico lo seguo, quelli un po’ più curiosi, che parlano anche d’altro, che danno qualche idea sfiziosa per le rare volte che mi viene voglia di spadellare ma sono anche luoghi da frequentare per sorridere o fare due chiacchiere con leggerezza ma non con superficialità. Frizzante e pieno di voglia di superare difficoltà, malinconie e piccole noie quotidiane, anche con un manicaretto, perché no. Può risolvere talvolta la tristezza di un amore finito, o semplicemente una giornata irritante trascorsa nella Sala dell’attesa infinita, vale a dire un qualunque studio medico, dove il tuo turno comunque non arriverà mai.

1000 e non più 1000

C’è qualcosa che non quadra. Le mie notifiche mi dicono che con l’ultimo iscritto al blog siamo a 998, mentre per le statistiche sono arrivata a 1000. Non si vince niente comunque, però mi sarebbe piaciuto inserire un omino a molla che accogliesse l’iscritto in questione come nei siti seri: “Che fortuna, sei il millesimo iscritto, benvenuto!”

Non sarei comunque in grado di farlo, però comunque un’infinità di grazie ve li devo in ogni caso, a tutti. Che siate 998 o 1000, siete comunque un numero grandissimo, e poi lo so che quelli che davvero seguono sono molti di meno eccetera, però insomma, siete approdati qui nei vostri vagabondaggi, vi è venuta comunque voglia di cliccare su “segui”,magari addirittura su “segui via email”, perfino (come diceva Svicolone, qualcuno se lo ricorda?).

Beh, insomma io sono felice e volevo dirvelo, ecco.

SABATOBLOGGER 56 – I blog che seguo

Avvocatolo Beh, è un piacere che sia arrivato il momento di presentare il blog di Avvocatolo in questa rubrica, appena rientrata dopo la (lunga) pausa estiva, proprio quando finalmente ha finito di esordire ed è diventato un autore pubblicato a tutti gli effetti. Aria chiara, aria azzurra è uno dei suoi post buffi (sì, ne scrive tanti). I pesci che brindano ad nutum (o ad nuotum) al diluvio universale varrebbero da soli una lettura del post, che dite? Ma poi che, gli faccio ancora pubblicità? Ha più seguaci di Oshu, o come si chiama lui, lo seguono talmente in tanti che prima o poi denuncerà WordPress per stalkeraggio. O viceversa. Poi già molti lo sanno che proprio sul più bello, quando pensi che il suo blog sia un posto da frequentare per ridere (che è tutt’altro che poco), ti tira fuori uno di quei post dolorosi, duri eppure belli, di cui questo è solo un esempio

Righe orizzontali   Emiliana, sposata e madre di due bambini, Stefania lavora nelle pubblica amministrazione. Nel suo tempo, scrive. Mi ha colpito questo modo di esprimersi, perché non parla del suo “tempo libero”, ma proprio del “suo tempo”, ci ho visto un’intenzione ben precisa, quella di escludere la scrittura dalla categoria degli “hobby”, per farla entrare a pieno titolo nelle cose che danno un senso alle giornate. Il che me la fa sentire molto vicina. Romanzi, racconti, storie. Un solo istante è un fermo immagine, l’istantanea di un distacco per volare oltre ciò che è coerente e immacolato, verso qualcosa di imperfetto e di vero. In punta di dita, un racconto di stanchezza che pure diventa musica, musica delle parole usate, del ritmo con cui sono messe in ordine, in pochi versi, in modo da creare proprio una sorta di canto della stanchezza. Poi ho trovato questo In viaggio con Ayrton, piccola storia di una lunga passione, per un personaggio che del resto colpiva, aveva colpito anche me che di corse automobilistiche ne so meno che di sanscrito. Ma mi hanno colpito le parole, in cui mi sono profondamente rivista. L’oggetto è diverso, l’amore è lo stesso.

Pensieri sotto la neve è tanto che Andrea non scrive, ed è uno di quei casi in cui l’assenza si sente. Un blog dove si parla molto di montagna, come in questo post sul Tudaio, luogo di passeggiate, di bellezza e di storia. Si parla però anche molto di libri, e per scelta tanto di classici quanto di nuovi autori, magari persone che hanno esordito proprio da un blog, come Stefania Sabattini con “È così fragile”. Stefania Sabattini che, l’ho scoperto solo dopo e sembra una di quelle coincidenze che ti fanno pensare che le coincidenze non esistono, è proprio l’autrice del blog Righeorizzontali… Andrea poi affronta anche la diversità, l’economia, le maratone, la cucina e molti altri temi più o meno lievi, più o meno impegnativi, sempre con il passo di chi va a piedi e percorre molte strade ma lentamente, approfondendone la conoscenza non solo visiva, ma interiore, profonda, vitale. Dicono che sotto la neve sia il luogo più sicuro in cui rifugiarsi dal freddo, forse persino dalle valanghe, ed è in effetti una bella metafora. Trovare il proprio spazio di respiro, il calore che ti ripara quando fuori gelo e intemperie rischiano di farti perdere di vista la strada del ritorno e addirittura di assiderarti. Questo è davvero un bellissimo rifugio.

Trecuggine: Che fare in una assolata estate del sud Italia, quando uscire sarebbe una pessima idea? Leggere, naturalmente. Così, aiutate dalla ricca biblioteca della zia, le tre “cuggine” iniziano divorando tutto quello che capita a tiro, premi Nobel o Harmony non importa, purché si legga. Così si coltiva l’amore, provando e riprovando fino a trovare “quello giusto”, o nel caso dei libri “quelli giusti”. E se le scelte restano “un poco più consapevoli, ma neanche più di tanto”, almeno con i libri gli errori non si pagano mai troppo cari. E visto che i consigli di amici e cugini si sono rivelati e si rivelano preziosi, perché non provare a condividerli? Così è nata l’idea del blog, e mi pare un ottimo modo di nascere. Di Yeruldegger avevo sentito parlare non troppo tempo fa, mi incuriosiva l’ambientazione in Mongolia ma non credo che mi invoglierà a leggerlo, pigra come sono in materia di gialli. La recensione però è bella, anzi, più che una recensione è il resoconto di una chiacchierata avente ad oggetto il libro, e per questo mi piace ancora di più. Proporrò alte due citazioni prese vagando un po’ qui e là, non a caso, perché il caso, naturalmente, non esiste: diciamo GrossmanElizabeth Strout, due autori che vorrei leggere.

Mi spiace per l’edizione ridotta, ma volevo riprendere, se no poi non faccio in tempo a riaprire la rubrica che arriva la pausa natalizia 😀

Buona domenica e buon viaggio tra i blog!