Cuore affamato

Ieri sera ascoltavo Hungry Heart di Bruce Springsteen e i miei pensieri hanno preso a volare. Benché forse abbiano preso spunto più dal titolo e dalla musica che dalle parole.

E’ vero, sai, tutti noi abbiamo un cuore affamato. Ho la mia vita qui, e si potrebbe pensare che sia già abbastanza frenetica. Qualche giorno fa sul blog si discuteva di amore concreto e amore ideale: certo che io concretamente amo, amo di quell’amore fatto di gesti, preparare una torta, quando fai la spesa comprare gli ingredienti per cucinare il piatto preferito di qualcuno; ascoltare i sogni e gli incubi, consolare e appianare e rappacificare; cercare di placare le ansie senza sminuirle, raccontarsi a raccontare; star seduti in due, o tre, o quattro sul letto a guardare un film che magari non è quello che avresti visto, ma è importante farsi compagnia. Sforzarsi di ripassare le espressioni e i verbi be e have got e  sopportare Here Comes the Sun suonata col flauto. Rimettere per la cinquantesima volta a posto i dvd coi film e i videogiochi che sono tutti sparpagliati per ogni dove e quasi sempre nelle custodie sbagliate. Litigare, sgridare, agitarsi per un nonnulla perché si è nervosi e poi dopo una mezzora trovare una scusa per abbracciarsi.

Tutto questo è fonte di energia ma a volte la prosciuga, è tempo che si trova sempre e non si perde mai, e tuttavia passa. Lo senti scorrere. Anzi, sembra più veloce ogni anno che passa.

Eppure ho un cuore affamato. Il mio cuore è lì, in quell’amore concreto, ed è intero, non si risparmia, non batte a ritmo più lento, non annacqua il sangue per rendere più facile spingerlo nelle arterie. tutto resta corposo, denso, vitale.

Eppure il mio cuore resta affamato. E’ intensamente qui e intensamente altrove. Non potrei scrivere se non fosse così. E scrivo, oltre a tutto il resto. Vado cercando qualcosaqualcuno, sì, cerco te, e spesso ti trovo ma qualche volta il senso mi sfugge. Anche se poi dico sempre che le cose non utili sono molto più preziose delle altre. Però tu non ci sei, e quello che hai lasciato, benché sia così tanto, non sempre mi basta.

Il mio cuore resta affamato. L’amore è irragionevole, lo sanno tutti, è una di quelle verità che sono universalmente accettate.

Infatti non sono d’accordo.

Ne ho viste troppe, di scelte irragionevoli fatte in nome di qualcosa che non è amore, non è neanche un calesse, non è niente, anzi, è solo testardo attaccamento al dolore, abbarbicamento a un’abitudine sterile. No, l’amore non è irragionevole, è solo che trova le sue ragioni in una logica insolita. Arricchisce la vita, illumina le zone d’ombra, e questo può anche far male, ma rende ogni altro sentimento più intenso. Allora sì, si può abbandonarsi anche in modo un po’ incosciente, un po’ folle. Il fuoco dell’amore non brucia, la sua luce non abbaglia, però tutto cambia prospettiva, l’angolo visuale si sposta, potrebbe persino capovolgersi il mondo, per un poco, per poi tornare non proprio esattamente com’era prima: resterebbe una traccia, un mare, una montagna, qualche città impercettibilmente spostati, senza danno, anzi, l’effetto finale sarebbe più armonioso. O forse è solo il nostro sguardo a mutare, a restituirci lo stupore del nuovo. Allora io so di amarti in questo modo incosciente e capovolto, con tutto il mio cuore, intero e con tutta la sia forza intatta, e sai bene che non si tratta di una contraddizione.

Il mio cuore è ancora affamato. Spero resti sempre così.

“Hungry Heart”

Got a wife and kids in Baltimore, Jack
I went out for a ride and I never went back
Like a river that don’t know where it’s flowing
I took a wrong turn and I just kept going[CHORUS]
Everybody’s got a hungry heart
Everybody’s got a hungry heart
Lay down your money and you play your part
Everybody’s got a hungry heartI met her in a Kingstown bar
We fell in love I knew it had to end
We took what we had and we ripped it apart
Now here I am down in Kingstone again[CHORUS]Everybody needs a place to rest
Everybody wants to have a home
Don’t make no difference what nobody says
Ain’t nobody like to be alone

[CHORUS]

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P.S. a tutti voi: non ho riascoltato questo brano per caso (il caso non esiste, cit.) ma perché ho scoperto recentemente il blog di Lapinsù, che è un grande appassionato e conoscitore di Bruce, e lo consiglio moltissimo. 

P.S.2 ho deciso di cambiare il titolo, tutto sommato questo mi sembra più adatto

Un po’ della “mia” musica

Ieri era giornata di classica, oggi è giornata di Bruce Springsteen e la “radio basata su” di lui. Grazie a questo post di Gramonhill ho ascoltato Jungleland con particolare attenzione e ho fatto bene. Io ho un approccio strano alla musica devo dire. Non solo alla musica, ok, ma adesso parliamo di questo. Ho due cantanti (musicisti?) preferiti per quanto riguarda il pop/rock (non mi chiedete di scendere in dettagli sul genere) che sono Sting e Bruce Springsteen. Ho una innumerevole serie di cantanti (italiani e no) che ogni tanto ascolto con enorme piacere ma di cui non conosco tutte le canzoni e neanche la maggior parte. Penso a Stevie Wonder, ai Dire Straits, a Vecchioni, De André, Tenco, molti cantanti soul, jazz e persino country. qualcuno addirittura più vecchiotto ancora, tipo Frank Sinatra o Elvis Presley, per dire. chissà quanti altri, ma tutta roba molto mainstream e radiofonica. Anche nella classica. Mozart, Beethoven, Puccini, Bach (l’Ave Maria è meravigliosa), Brahms, i soliti insomma. Poi ci sono le canzoni singole che hanno segnato momenti particolari della mia vita, la prima che mi viene in mente è I feel good di Jackson Brown, a potrei tranquillamente citarne insieme un paio di Baglioni (Stelle di stelle, avete presente? Un capolavoro, a mio dilettantistico parere. Ma anche Giorni di neve, le mie orecchie la considerano tale) e Luca Barbarossa senza (troppa) vergogna. Mi sento in soggezione quando qualcuno posta brani che non solo non ho mai sentito, ma che appartengono a cantanti/autori che non ho, a loro volta, mai sentito. Poi ogni tanto, grazie a un certo ben noto “servizio musicale” o più raramente ai figli, mi imbatto in qualche gemma preziosa e nascosta. Ma temo che ormai i miei gusti siano così formati, che le gemme per me sono quelle che rispecchiano almeno in parte cosa che amavo già prima. Tipo Josh Groban. Quest’uomo ha una voce pazzesca, per me, da brividi, e Bridge Over Troubled Waters è un altro punto fermo nella mia personale colonna sonora.  O i Mumford & sons. Però meno, Josh Groban mi commuove in maniera particolare, ma proprio molto particolare. Piccoli pezzetti di una mia scompigliatissima colonna sonora 🙂