Robin’s Monday – politica, religioni e bombe…

… ossia, tutto quello che avreste voluto sapere sul mondo contemporaneo e che pochi saprebbero spiegarvi meglio. Magari bisogna mettere la velocità ridotta e sentirlo due o tre volte, poi però si capisce come tutto ha un senso, anche le (rare) pause, le parole dette tra le righe e le virgole. E quello che non smette di meravigliarmi, è che potrebbe essere stato fatto oggi. Cambierebbe qualche riferimento, ma non la lettura della realtà.

Robin’s Monday – Piccole gemme: l’intervista con Michael Parkinson

La prima volta che trovai notizia di questa intervista, nella mia ignoranza, pensai alla malattia, ricordo il timore che Robin avesse scoperto di averla e il sollievo di rendermi conto che si trattava in realtà del presentatore, che amplificò le mie risate quando guardai lo show. Parkinson del resto è una leggenda televisiva e sa bene quando e come intervenire e quando e come lasciar spazio.

Robin’s Monday – Sotto le rocce: del lato oscuro dei comici

Oh, certo che i comici hanno un lato oscuro, perché voglio dire, lo guardano in faccia. Nel processo di creazione della comicità devi essere profondamente onesto. E nel farlo, scopri che esiste un altro lato. Occasionalmente, vai a scavare sotto le rocce, per trovare materiale per far ridere. Ma è sempre la faccenda del clown triste? No. Però trovo che i comici siano persone molto oneste, nel senso di guardare al materiale dai due lati, anzi, da tutti i latiUna volta ho accettato di essere su una copertina di… credo fosse Newsweek, per il loro numero sull’uso di droghe. E quando il tipo mi fa: “quindi, ti capita di essere depresso?” io dico “Beh, sì, a volte sono triste“.

E così, d’improvviso mi trovo etichettato come maniaco-depressivo. E io pensavo, uhm, è una condizione clinica? Io non sono così. Il mio stile è a volte sovreccitato? Sì. Sono sempre sovreccitato? No. Mi capita di essere triste? Ma certo. È una cosa che fa male? Oh sì, molto male. Colpisce duro, come credo succeda a tutti noi, qualche volta. Guardi il mondo intorno a te e pensi, “Ehi, basta, stop, fermatevi!”. E poi in altri momenti guardi e pensi, “Dai, tutto sommato è ok“.

(Robin Williams)

Robin’s Monday – Blank on Blank – Robin Williams on masks

http://blankonblank.org/interviews/robin-williams-masks-comedy-sex/
C’è questa intervista trasformata in cartone animato che io adoro, poi certo, si parla del 2020, avrai 70 anni dice l’interlocutore a Robin, dimenticatevene. La chiacchierata è un’assoluta delizia, qualunque eventuale malinconia scompare subito.
Ieri pensavo, perché questo tremito delle labbra, che dovrebbe voler dire che sono pronta a scrivere qualcosa che c’entri com le mie emozioni, quando le parole ci sono, sì, ma sono disordinate, si agitano in un caos che gira a vuoto? Ma ho capito che devo offrirmi alle parole come si offre il corpo all’amore, lasciando che le cose accadano, accogliendo senza troppo affannarsi a “fare” a tutti i costi qualcosa. In un mondo ideale, intendo, perché la natura, che di certe cose se ne capisce, l’aveva pensata mica male, poi l’essere umano complica, pare creato apposta per complicare le cose; ma insomma, tornando a noi, aspetto le parole, e tutto mi pare frutto di questa forza gentile, l’attesa, le parole, tutte le cose che vanno al loro posto, e l’accettazione di quelle che restano in disordine. Sono attesti rovesci, leggevo oggi, e si parlava di pioggia, ma bisogna fare attenzione anche ai rovesci di fortuna, e a quelli dello stomaco. D’altra parte, ci sono le cose che vanno rovesciate per scoprirne il vero senso. Forse anche sensi che vanno rovesciati per trovare le cose. Ma io che faccio qui? Coltivo i tuoi dubbi e i tuoi pensieri, ti guardo e mi sento persa, e mica voglio ritrovarmi, sai. Sto benissimo così.