Qualche curiosità su di me (Versatile Blogger Award e Liebster Award)

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Volevo ringraziare Viola per il Versatile award e rispettivamente Davide Linari di B-LOG per il Liebster, fa sempre piacere quando qualcuno ci pensa e magari alcuni di voi sono curiosi di sapere qualcosa di me, però io non nomino nessuno da tempo perché ho perso il conto del numero di lettori che ha ciascuno e perché non tutti amano gli award. Se qualcuno ha voglia di continuare o rispondere nei commenti è più che benvenuto naturalmente!

Allora, iniziamo dalle domande del Versatile Award perché quella “nomina” è arrivata prima, dovrei raccontare sette fatti della mia vita o che comunque mi riguardano, allora:

  1. Sono da sempre conosciuta come una persona distratta in maniera quasi proverbiale, solo al di fuori del lavoro, però. Me ne sono resa conto una volta, quando una persona con cui collaboravo anni fa mi chiamò e per convincermi ad accettare una traduzione mi disse che aveva necessità della mia “precisione svizzera”. Lì per lì pensai che mi avesse confusa con un’altra, ma non era così.
  2. Si vede però che al di fuori del lavoro ho bisogno di “svalvolare”. Di recente con un paio di compagni ritrovati dai tempi delle superiori mi sono trovata a ricordare di una volta in cui avrei dovuto raggiungerli in una località di mare vicina a Genova, a casa di un amico. Solo che arrivata in stazione mi resi conto che non ricordavo affatto dove abitasse e non essendoci i cellulari mi è stato del tutto impossibile trovare il posto. Così sono scesa al mare ma c’erano un paio di donne in topless e sono praticamente scappata, all’epoca oltre che non proprio sveglia (un po’ abbelinata, diciamo qui), ero anche pudica all’inverosimile. Non è rimasto negli annali perché credo di non averlo mai raccontato a nessuno. Oggi rido di questo aspetto (almeno la maggior parte delle volte), allora ci pativo come una bestia.
  3. Il mio rapporto coi gatti risale ai tempi dell’infanzia quando feci amicizia con un  micio nerissimo e randagio che però viveva nel giardino condominiale. Neanche essermi presa la tigna è bastato a farmi cambiare idea. Una volta ho trovato un gatto caduto dal nido. Cioè, credevo che fosse un uccellino perché pigolava. Invece era un micino ancora senza denti. L’ho svezzato dandogli il latte a gocce che mi leccava dalla mano. E’ diventato presto enorme, era completamente rosso. Penso di essere un po’ strega, anche il gatto che è ancora con me è rosso, ho una predilezione particolare per i gatti neri e quelli rossi.
  4. Ho cambiato lavoro dopo essermi laureata, aver svolto due anni di pratica e diversi anni di professione come avvocato. Qualcuno mi ha dato della pazza, qualcuno pensa che abbia avuto un grande coraggio, io penso che semplicemente non potevo andare avanti altre trenta-quarant’anni così. Per molto tempo mi hanno bloccata gli “ormai”, prima di rendermi conto che odio questa parola.
  5. Stasera ho mangiato le prime fave della stagione, per me sono una golosità quasi al livello del cioccolato (oh, ho detto quasi!) e le prime della stagione sono un rito che aspetto con ansia. Quest’anno le abbiamo anche coltivate nell’orto, speriamo che vengano perché quando riusciamo a mangiare le nostre sono la fine del mondo!
  6. Mi piace molto cantare e ballo anche ma sempre meno e rigorosamente da sola, dicono che io sia intonata ma non ho il senso del ritmo, non lo sento proprio, “basta solo seguire il ritmo” penso sia tra le prime tre nella mia personale classifica di frasi che non vorrei mai sentirmi dire.
  7. Questo lo sapete quasi tutti, ma per chi è nuovo di qui… amo Robin Williams di un amore viscerale da quando avevo circa dodici anni, dapprima solo perchè Mork & Mindy mi aveva aiutato facendomi ridere in un periodo in cui non avevo nessunissima voglia di ridere (dirò violenza familiare e mi fermerò qui); poi perché da allora ho cominciato a seguire prima la sua attività, poi le cose che diceva, poi gli spettacoli comici dal vivo e più il tempo passava, più affinità sentivo. Lui è la mia voce positiva, mi dà forza, mi sostiene e anche quando mi “sgrida” lo fa con dolcezza. Per questo il blog è dedicato quasi interamente a lui, poesie e tutto, e per questo ho finito per scrivere un libro, che è la mia storia in rapporto a lui. O forse viceversa. E’ la mia passione più duratura e spero che non si esaurisca mai.

E adesso le domande del Liebster:

1- Luna o stelle? Stelle

2- Hai paura del buio? No, cioè, un pochino, ma lo adoro

3- Da quale vizio non ti libererai mai? Dello scrivere (sì, credo sia un vizio. A volte. Ma un vizio meraviglioso.)

4- Cosa vorresti fosse scritto sulla tua lapide? Non vorrei una lapide, preferirei le ceneri sparse nel’ Pacifico non troppo lontano da San Francisco, ma se fosse un desiderio irrealizzabile, allora vorrei che ci fosse scritto ‘I’m flying’, ‘Sto volando’ (è una citazione da un film che amo profondamente).

5- Ti piace essere al centro dell’attenzione? Sì, sono timida ma in realtà quando riesco a esserci in maniera positiva esprimo il mio lato narcisista (che temo sia piuttosto ben sviluppato), per esempio ho presentato un paio di libri ed è una cosa che adoro.

6- Come pensi che ti vedano gli altri? A occhio nudo, spero!

7- La tua soluzione per migliorare il mondo (non vale dire: “non lo so”…o succedanei)? Trasmettere mitezza, senso della bellezza, capacità di sorprendersi e ridere, di cuore, con gli altri e mai degli altri.

8- Cosa vorresti ricordare? I miei amori “di terra” e quello “di mare”.

9- Quanto assomigli alla persona che volevi essere da piccolo/a? In realtà non credo di aver mai voluto essere un altro. Anche quando mi piacevo pochissimo, sapevo di voler arrivare a tirar fuori una me stessa che mi piacesse di più, Gli altri mi hanno fatto e mi fanno da ispirazione, da voce esterna, in contrapposizione o a sostegno di quella interna.

10- Cosa per te è sacro? La libertà, la possibilità di ciascuno di esprimere la propria umanità (la mia libertà finisce dove comincia quella dell’altro, per intenderci).

11- Dovendo scegliere, a quale senso rinunceresti? Difficilissimo, forse all’odorato, ne ho già piuttosto poco (vista ne ho pochissima pure, ma ci tengo molto), forse all’udito, ho due fratelli sordi e credo sia quello a cui si può “supplire” un po’ di più. Brrr però, che domanda terribile 🙂

Lettera a mio figlio

Hai spalle forti, piccolo mio, più forti di quanto tu possa pensare in questo momento. E piedi grandi, che puoi scegliere se farne radici per ancorarti alla terra e a un luogo in particolare o mezzi per esplorare il mondo, o più probabilmente entrambe le cose, perché è vero che le scelte sono inevitabili nella vita, ma è importante anche sapere che possiamo scegliere più cose, avere più passioni, coltivare più talenti. L’importante è accogliere e nutrire la nostra curiosità, sempre.

Hai occhi grandi e scuri, con cui fai domande e troppe volte ti dai anche le risposte, del resto quando si è piccoli le risposte sono più importanti delle domande. Quanto siano preziose le domande, tanto più, a volte, nel loro essere insolubili, lo si impara col tempo, quando si scopre che è quello che ti spinge a cercare che importa, per dare senso alla vita,molto più che trovare quello che cerchi.

Hai braccia che stringono con quel bisogno immenso che hai di affetto, tenerezza, sostegno, perché sono tutte cose che per quasi sette anni hai dovuto trovare in te stesso, ma un bambino non può trovare queste cose in sé stesso senza aprire delle voragini di bisogni e desideri insoddisfatti. resta una paura che se dovesse capitarti di cadere, non ci sia nessuno sotto a tenerti, e allora poi diventa difficile lasciarsi andare. Ma tu ricorda che anche se è stato così difficile e ti ha fatto così male, quella capacità che hai avuto di abbracciarti da te, di darti appoggio e conforto anche da solo, nessuno potrà mai togliertela, e sarà quella che ti permetterà anche di cercare e trovare l’amore e il sostegno degli altri.

Hai una testolina (neanche più tanto “ina” in effetti) piena di pensieri, idee, ricordi, paure, emozioni di cui racconti solo dei frammenti, quando e nel modo in cui sei tu a volerlo, come è giusto, ma forse più di quanto spesso le persone siano abituate a fare, specialmente poi persone ancora così “piccole”, e questa è una cosa importante che penso ti potrà essere di grande aiuto. Lasciala sfogare quella testolina. Fidati di lei, ci sono tante cose dentro e so che adesso sicuramente sembreranno anche un po’ caotiche, ma se glielo lasci fare, si districheranno, poco a poco. Datti il tempo, ché senza il tempo non maturano neanche le nespole.

E fidati del tuo cuore, che hai un cuore grande, ma proprio grande grande, tanto che sembra troppo, quasi da far male, sproporzionato persino per quel tuo fisico da cestista che ti sei trovato tra capo e collo senza averlo chiesto, e di cui devi imparare a essere un po’ orgoglioso o anche soltanto a sentirlo tuo e sentirtici dentro. Quel tuo cuore che forse sembra voler scoppiare da un momento all’altro, in certi momenti, e a volte sembra fermo, ma è lì che batte, tu magari non ci pensi, non ci fai caso, ma lui batte al ritmo giusto per te. Anche i tuoi polmoni, dopotutto, se ci pensi, respirano al ritmo giusto per te, senza bisogno che tu faccia nulla. Ci sono molte cose che funzionano e sono buone per noi, anche se non le controlliamo, forse questo potrebbe essere un sollievo, che ne dici?

Fidati della tua voglia di libertà, non lasciarti ingabbiare né dalle persone, né dalle paure. Anche quella va accudita, innaffiata, concimata e fatta crescere. Non è facile, alla tua età, capire la differenza tra fare tutto quello che si vuole ed essere pienamente sé stessi. Accetta le regole che ti permettono di vivere con gli altri e stare bene dentro, quelle che vengono dal rispetto. Mettile pure tutte in discussione, anche qui bisogna darsi tempo, poi s’impara quali sono le leggi che non vanno accettate mai, prendendosene però anche la responsabilità e accettandone le conseguenze. Forse è meglio chiamarli principi, ideali. Perché è dal vivere secondo i principi in cui credi che parte tutto il resto.

Non lasciare mai che ti facciano sentire in colpa. Se hai fatto un errore, dillo a viso aperto, chiedi scusa se pensi che sia giusto farlo. Senza vergogna o imbarazzo, che non sono necessari né utili, quando sai di aver fatto del tuo meglio, perché gli errori li commettono tutti e quindi non c’è bisogno di preoccuparsene troppo. Ma chiedere scusa, spesso, serve semplicemente a dire ok, ho sbagliato ma ti voglio bene e ho voglia di provare a fare ancora meglio, sapendo comunque che se sbaglierò di nuovo, tu capirai.

Perché noi capiamo, sai. Anche quando non ci credi troppo, noi ci siamo. Col nostro modo a volte un po’ goffo, inadeguato, ma ci siamo. Non sei solo. Ecco, soprattutto vorrei che tu sapessi questo, che ne fossi convinto fino in fondo, sicuro, in ogni momento. Non sei solo. Non più.

La curiosità è una bestia selvatica

Curiosità

Da ogni cosa ne nasce sempre un’altra, e specialmente, ogni cosa nuova che si scopre si ramifica, dà vita a decine di altre, che a loro volta danno vita a centinaia e poi migliaia, non c’è limite. La curiosità è una gran bella bestia, ma selvatica, difficile da domare.

Ogni tanto mi piace essere io a seguire il suo passo, perché essendo costretta molto spesso a imbrigliare la mia parte più estrosa, qui posso seguire i miei percorsi stralunati, saltare di palo in frasca, iniziare cento cose e portarne a termine, per il momento, anche solo una, ma le altre poi troveranno il loro tempo e il loro spazio, come ho già avuto modo di sperimentare. E poi chi lavora di sabato e domenica ha dei diritti, incluso quello di vagabondare per siti e blog, perdendo un po’ più tempo del normale e facendosi incantare dalle sirene dell’incoerenza, della non-logica, del ghiribizzo insomma.

Comunque anche l’imbrigliamento dei giorni feriali ha un limite. Ho cominciato a vedere l’altro ieri un film che ieri ho proseguito e finirò stasera. Seguirà recensione. Parlerò di qualcuno dei libri che ho letto tempo fa, perché fatico a trovare il tempo per leggerne di nuovi. Prima però devo fare la torta di nocciole che prometto da giorni ai miei figli. Insegno, traduco, seguo corsi per imparare a muovermi nel cloud e nella tecnologia, faccio alberi di Natale, stampo cartoncini da colorare, bevo tè, metto in ordine le email, mi studio il libro d’inglese per i bambini, cerco altri spunti in Internet, guardo video, ascolto musica, lavo i pavimenti, trascrivo in inglese i dialoghi dei film che non hanno i sottotitoli, cammino per città solo a piedi perché non ho la macchina, faccio la spesa, prendo il caffè con qualche amica, scrivo, vado a riunioni di lavoro. Rigorosamente non in quest’ordine. Qualcuno dice che ho molta energia. Pensandoci, in effetti… ma le recensioni arriveranno prestissimo. Sono sempre più organizzata, il che significa: faccio sempre più cose, ma sono tutte cose che mi piacciono (beh, quasi). Quindi va bene così.