Ubriaco; Babilonia; Amore che vieni, amore che vai – Diodato

Quando la luna spuntò
Ero già un fiasco di vino
E dondolando su un ponte cantavo
Canzoni chissà poi perché.
Poi un tratto vidi anche lei
Di sola luna vestita
Mi disse vieni
Avvicinati vieni
Stanotte con te resterò.
E c’erano le stelle
A ricamare il cielo
Ed io come uno scemo
Non presi la sua mano
E c’erano dei fiori
A profumare la notte
Ed io che proprio scemo
Oddio che scemo
Non li rubai per lei.
Ma ero ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco di me.
Di casa sono fuggita
Stanca di questa mia vita
Delle sue mani che affondano e offendono
Fendono e affondano in me
E c’erano le stelle
A ricamare il cielo
Ed io come uno scemo
Non presi la sua mano
Scendevano le lacrime
Sul viso suo di rosa
Ed io che proprio scemo
Oddio che scemo
Nemmeno le asciugai.
Ma ero ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco di me.

Forse solo di me.
Quando la luna spuntò
Ero già un fiasco di vino
E non mi accorsi che un angelo
Chiedeva aiuto
Aiuto
Aiuto
Ero ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco
Ubriaco di me.

Presto o tardi, l’importante è che l’ho scoperto. Ma quanto è bravo?

C’è stato un tempo in cui ero convinta, come tanti, che Sanremo fosse il Male. Da qualche anno, lo prendo semplicemente come un’occasione di conoscere qualche nuovo artista, di cui poi vado a cercare lavori precedenti e, spesso, anche successivi. Finalmente mi sono (quasi) liberata della necessità di guardare, leggere, ascoltare solo le cose “giuste”.