Il blog (e la scrittura): passione indisciplinata

Sono disordinata, sconclusionata, disorganica, lo sapete. Non sempre, qualche volta. Per scelta, più spesso che no. Faccio duemila cose perché ne inizio cinquecento e poi devio, vado un po’ qua e un po’ là, ne incontro altre, mi lascio incantare e perdo la strada, trovo altri sentieri nascosti.

Tutto questo per dire che ho iniziato tante rubriche e sono anche riuscita, per qualche tempo, a seguirle con una certa regolarità, ma credo che questo non sia il momento adatto per proseguire in quel modo. Scriverò, d’ora in poi e non so per quanto, forse per sempre, quello che voglio quando ho tempo e quando mi viene, per cui può essere che un giorno posti tre articoli, o chissà, magari quattro o cinque, e poi non scriva per una settimana. Come già sta accadendo, del resto, sto solo prendendo maggiore consapevolezza del fatto.

Scrivere è una fatica, bellissima, ma una fatica. Molta della sua bellezza sta, per me, nel fatto che è una fatica non organica, non sistematica, indisciplinata. Alla fine, mi ci sono voluti oltre cinquant’anni, ma ho capito che ogni volta che comincio a fare qualcosa con una cadenza fissa, perdo la passione, e quella, proprio non voglio perderla.

Quindi ecco, volevo dirvi, non aspettate il Robin’s Monday o il Sabatoblogger o il Cinema del Martedì, o la Lettrice della Domenica (e poi la musica, allora? e i viaggi? e…) perché mi sa che tutto potrà succedere in qualunque giorno della settimana…

Il principio di massima entropia

Non ho il senso del tempo, confondo
le ore, i giorni e le stagioni,
è stato un anno fa, dico,
e invece sono cinque, o dieci, o cento.
Ridendo e scherzando, s’è fatto tardi;
mi sono sfuggite alcune stragi,
qualche guerra troppo lontana
per accorgersene in tempo,
un terremoto e l’offesa del fango,
gli incendi delle case e delle foreste.
Guarda questa polvere,
le ragnatele accumulate tra le tombe
di questo cimitero di campagna,
che raccontano lo scorrere del fiume,
il passaggio delle onde, ad una ad una
irreversibili.
Riconosciamo il tempo dalle foglie,
che respirano al vento,
il loro aggrapparsi al ramo come ultima
resa al principio di massima entropia,
il miracolo del disordine del vivere,
delle possibilità infinite
contro gli officianti di un ordine mortale,
della fatale sicurezza della quiete
che solo appartiene a ciò che non esiste.
Avete seppellito il mio cuore, e
non sapete dove, ma il mio ginocchio ferito
è un’isola di sale a cui Nessuno torna,
una creazione del mare che mi riporta
l’eco degli assenti con cui da sempre parlo
e che sempre mi rispondono.

Le novità del blog

Vi racconto cosa ho elucubrato in questi giorni di riordino (?) di idee, le novità che il blog vivrà già da questa settimana (anzi, ha già iniziato in effetti).

Dicono che ci vuole proprio qualche rubrica fissa, e allora proviamoci, dài, volere è potere e anche un po’ volare. Quindi ho pensato questo: il lunedì resta il giorno della recensione dedicata a Robin Williams: cinema, spettacoli ecc. Se mi viene in mente un titolo più originale di lunedì film ve lo dico… (si accettano suggerimenti); il martedì e il venerdì posterò il mio romanzo a puntate Il Bosco; il mercoledì vi parlerò di adozione. Ho pensato di intitolare la categoria Un leone a colazione, non perché abbia attinenza ma solo per la rima, ditemi se vi piace. Il sabato infine potrei dedicarlo ai blog che seguo, parlando di tutti, un po’ alla volta, per esempio raccontando perché mi piacciono e ribloggando qualche post ecc.

Come vi dicevo, non posso fare una rubrica fissa per poesie e racconti perché sono necessariamente (per me) caratterizzati da una certa imprevedibilità, scelgono loro il momento di venir fuori.

Quanto ai libri, potrei mantenere una buona, ariosa irregolarità nelle citazioni, che dipendono molto da quando e cosa leggo, e aggiungere poi una rubrica tipo “La lettrice della domenica” per le recensioni.

Resta il giovedì, ma qualcosa inventerò. tra l’altro ci sono sempre miti e fiabe a cui pensare. Basta che non diventi troppo ordinato, che senza un po’ di bizzarria la vita manca di sale e probabilmente anche i blog 😀