Film anni ’20 – Entr’acte

Uno dei primissimi film di René Clair, non potevo non vederlo. molto particolare, lontanissimo peraltro dalle commedie a cui ci avrebbe poi abituato. Pellicola dadaista, a cui hanno partecipato come attori alcuni amici del regista appartenenti a quella cerchia: Erik Satie, autore anche della musica, Francis Picabia, sceneggiatore e autore del libro su cui il film si basa, Jean Börlin, a cui si devono le coreografie, e poi Man Ray, Marcel Duchamp e lo stesso Clair. Nasce come intermezzo, appunto, per una produzione del Balletto Svedese al Teatro degli Champs Elysées di Parigi ed è di fatto un gioco di immagini, rovesciate, sovrapposte, accelerate, rallentate. Altre tecniche utilizzate sono la dissolvenza incrociata, lo split-screen, il primo piano, la fuga-inseguimento, la sparizione alla Meliés. Benché nelle parole di Beylie, il film non voglia “affatto scioccare, ma solo divertire”, l’ho trovato a tratti inquietante, ma ci sta, se lo scopo, rilevava Picabia, era quello di un “…intermezzo alle imbecillità quotidiane e alla monotonia della vita.” Le immagini vengono inizialmente sparate da un cannone, c’è un corteo funebre trainato da un cammello, occhi rovesciati sullo sfondo del mare, un cacciatore che spara a un uovo, che si moltiplica e lascia uscire una colomba, un secondo cacciatore che spara alla colomba e uccide invece il primo cacciatore… e naturalmente, questo è un elemento in comune con le successive opere di Clair, Parigi…

(alcune informazioni sono tratte da Wikipedia)