Varnalia

Nel mio vagabondare tra i vari generi letterari, a un certo punto sono capitata a leggere uno dei libri, secondo me, più divertenti che siano mai stati scritti, “Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu”, un romanzo fantasy per ragazzi (ma in realtà una presa in giro) di Walter Moers (Salani, traduzione di Umberto Gandini – al quale vanno i miei complimenti). Mi aveva deliziato al punto da spingermi – cosa per me stranissima – a cimentarmi a mia volta in una specie di racconto fantasy. Forse non ne farò niente, però stasera ne ho parlato con mia sorella e allora sono andata a ripescarlo. Magari potrebbe diventare l’inizio di un lavoro a più mani, non mi dispiacerebbe affatto una collaborazione, se qualcuno si sente ispirato… 😀 

La città di Varnalia era nata da una scissione tra la Nazione di Harin e quella di Shon. Harin non voleva riconoscere la signoria di Shon su quella parte di terra che si trovava nel Mar Galerio, e dunque al di fuori dei confini che secondo il Patto di Mur spettavano a Shon. Shon replicava che geograficamente l’isola si trovava di fronte al suo Stato e quindi le apparteneva in base a quello stesso Patto. Gli abitanti di Varnalia alla fine si erano stancati di essere al centro di continue rivendicazioni, minacce e vere e proprie guerre, e stanchi di essere poi assoggettati alle tasse di due Nazioni diverse. Perché in fondo era una questione di soldi: di chi avesse il diritto di riscuotere le imposte su Varnalia, e così finiva che prima le chiedeva Harin, e poi le chiedeva Shon.
Così una notte avevano radunato tutti i loro più forti eroi. Come se l’isola fosse stata né più né meno che una nave, uomini e donne si erano messi ai remi e avevano vogato per ore e ore, fino all’alba. Si erano trovati in un tratto di mare inesplorato, senza neppure sapere se ancora si trattasse del Mar Galerio o se avessero addirittura varcato le soglie dell’Oceano. Speravano solo che in mezzo al mare nessuno avrebbe rivendicato la proprietà di quel minuscolo lembo di terra.
E così fu, infatti. Per molti secoli Varnalia fu dimenticata, cancellata dalle cartine geografiche, si credette che non fosse altro che una terra leggendaria, mai esistita se non nel mito.
Essendosi staccata dal resto delle Terre degli Uomini, però, Varnalia aveva conosciuto una sua evoluzione tutta particolare: uomini e donne di quella città-stato erano tutti alti oltre quattro metri, più del doppio della media degli uomini.
Inoltre su quell’isola si trovavano stranissimi animali come le lontrille, che somigliavano a lontre però anche a dei piccoli coccodrilli; i pavesotti, dalla forma di biscotti tondi ma affettuosi come gattini, più piccoli dei topi e di un curioso color arancione; ma anche i temibili Gragnuolatori, una sorta di grosse scimmie che prendevano a bastonate chiunque le contraddicesse, e gli atroci Scorpioniferi, che erano come dei draghi (anche i draghi c’erano ma se ne stavano un po’ per conto loro) però avevano delle strane enormi chele al posto delle ali, un guscio duro al posto delle scaglie, e sputavano veleno invece che fuoco.
E le piante poi non erano da meno: arvasine mangiapatate, odiate dai contadini; felci loquaci, che ascoltavano e ripetevano tutto quello che si diceva in giro e facevano un po’ da gazzettino (perché su Varnalia non c’erano giornali); e le famose, terrificanti Zucche di Halloween, che ogni anno si trasformavano in orrendi mostri e divoravano tutto quello che era sul loro cammino, piante, animali o uomini che fossero.

LA LETTRICE DELLA DOMENICA – Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo (Il ladro di fulmini)

percy_jackson

Per motivi di forza maggiore (la connessione del cellulare a Internet non funziona da diversi giorni, spero di riuscire a risolvere il problema domani), non sono riuscita né a postare articoli né a leggere, a parte il post di venerdì che era “programmato”.

In compenso, in questi quattro giorni sono riuscita a iniziare e finire un libro (non mi capitava da un po’ di metterci così poco!). Intendo quello del titolo, naturalmente. Lo avevo comprato per i figli tempo fa, ne abbiamo parlato di recente tra blogger e mi è venuta voglia di darci un’occhiata. In effetti, una volta iniziato “prende” e sicuramente ti spinge ad andare avanti per sapere cosa succede e come va a finire. C’è una discreta ironia (mi piacerebbe leggere i “capitoli” successivi in inglese) e penso che i ragazzi si possano divertire parecchio. L’autore è stato insegnante (anche se oggi scrive a tempo pieno) e direi che si vede abbastanza, non solo nel modo in cui dipinge il mondo della scuola, ma anche da come presenta la mitologia.

Percy, tra l’altro, è dislessico e iperattivo. Questo è in qualche modo visto come indizio di altre sue capacità e risorse (non so quanto alcune di queste siano credibili, ad esempio la maggiore facilità con cui legge l’alfabeto greco rispetto al “nostro”, ma dovrei documentarmi per concludere in un senso o nell’altro). Si capisce subito che il suo anno scolastico non andrà nel modo solito quando la sua professoressa di matematica si trasforma in una Furia e tenta di ucciderlo. Scena nient’affatto inverosimile, come sa chi abbia esperienza di professoresse di matematica e di ragazzini delle medie (anche solo per essere stato uno di loro, un tempo). Ma quando il professore di latino, il signor Brunner, gli fornisce una penna che si trasforma in spada togliendole il cappuccio, e il suo migliore amico si rivela un satiro, Percy non può più far finta di niente. Qualcosa di strano sta succedendo e lui dovrà capire chi è, cosa si vuole da lui e chi sono i suoi amici e i suoi nemici. Certo, quando Brunner gli aveva detto che la mitologia gli sarebbe servita anche nella vita di tutti i giorno, Percy non aveva immaginato di trovarsi davvero ad avere a che fare con gli dei greci in persona (se così si può dire), trasferitisi in massa su un un nuovo Monte Olimpo ricreato ad hoc a New York…

Mi dispiace per questa pausa, tra stasera e domani mattina al massimo posterò comunque l’articolo dedicato ai blog che seguo, rubrica a cui mi pare siate affezionati… 🙂

Ne approfitto però anche per dire che in estate sicuramente pubblicherò in modo un po’ più irregolare, per quanto possibile cercherò di non interrompere del tutto le rubriche ma credo ci sarà qualche cambiamento a partire da metà giugno più o meno. Vi terrò comunque aggiornati! A prestissimo 🙂