San Francisco – Diario di viaggio 11 – 2.11.2016 – Bay Tour e camminata sul “lungo-oceano”(Fort Mason e Marina District)

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Qualche immagine dell’hotel, e poi partenza. Giornata alquanto impegnativa oggi (e mi sono notevolmente scatenata con le foto): prima la camminata fino al Fisherman’s Wharf per il meraviglioso Bay Tour.

 

Poi un giro del Pier 39 e una visitina al Musée Mécanique, che contiene una collezione di oltre 300 giochi meccanici, una delle più grandi collezioni private di questo genere (l’ingresso è gratuito, si paga per mettere in funzione i giochi).

E infine, come da titolo, una bella marcia attraverso la costa, Fort Mason, il Marina District, fino al Palace of Fine Arts e fin quasi a lambire il parco del Presidio che dev’essere qualcosa di stupendo. Eravamo a un passo dal Golden Gate Bridge, che era il mio obiettivo, ma Orsogrande era troppo esausto per proseguire e così abbiamo preso un autobus (facendo ancora un bel pezzetto di strada per tornare indietro alla prima fermata utile e poi per arrivare dal punto di Sutter Street dove siamo scesi fino a quello dove eravamo diretti, che sarà stato un chilometro più in là…) per tornare verso downtown fino in albergo dove, ammetto, mi sono anch’io spaparanzata definitivamente e non mi sono mossa neanche per l’ormai abituale passeggiata della sera.

San Francisco – Diario di viaggio 10. 1.11..2016 Sera al Fisherman’s Wharf

Ho percorso tutta Taylor Street, e non è una sciocchezzuola (ho scoperto dopo che ci sarei arrivata per almeno altre tre strade possibili, ma del resto non sarebbe cambiato granché): in alcuni punti s’inerpica a tal punto da sfidare le leggi della fisica (e la forza di gravità) ed è tutto un saliscendi comunque (e le finestre sghembe poi…). Tra l’altro in questo modo si passa davanti al parco di Ina Coolbrith è un tripudio di colori e panorami, benché non molto grande. Lei era una poetessa, scrittrice, gestiva un salotto letterario e punto di riferimento della San Francisco letteraria. Eì stata la prima Poet Laureate degli Stati Uniti.

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Poi mi è caduto l’occhio su questa strada…

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Quando alla fine dopo aver messo a dura prova polpacci e ginocchia su queste pendenze si arriva a Fisherman’s Wharf… beh… sarà pure una trappola per turisti, ma lo è con ragione.  E dopo la fatica sembra ancora più bello, la miglior ricompensa che si possa immaginare. Tardo pomeriggio-prima serata tra cielo e mare, potevo forse chiedere di più?

Amerei questi luoghi anche se non ti appartenessero, benché forse non così perdutamente. Ancora una volta, mi sento come una bambina che sgrana gli occhi di fronte a ogni cosa, quasi vedessi il mondo per la prima volta. Curiosa di ogni strada, di ogni curva, di ogni casa, dei piatti, degli odori… adoro questo posto. Ti penso spesso, è naturale, anzi, non quanto mi sarei aspettata. A volte la meraviglia prevale su tutto. Ma nella meraviglia ci sei. Mi sembra di non essere mai stata tanto felice come ora, qui. Se lo avessi saputo prima… ma non è un pensiero che mi rattrista. Ognuno di noi ha i suoi se, le strade si incontrano e si disperdono, non è vero che siano ferme, tu pensi di percorrerle ma sono loro a percorrerti e portarti via con sé. Tante cose sarebbero potute andare diversamente, la cosa bella è potersi tenere stretti tutti i se che riusciamo a immaginare, non per togliere nulla alla vita che abbiamo, ma per arricchirla, magari con il sogno di un viaggio dell’anima che poi diventa desiderio e che poi si può realizzare e diventa anche quello vita.