San Francisco – Diario di viaggio 14 – 5.11.2016, mattino in giro per la città

Visto che “conveniva” prendere l’autobus turistico per due giorni (ragazzi, i prezzi sono da capogiro qui! anche se poi, organizzandosi meglio… ma sarà per la prossima volta!), anche questa mattina abbiamo ripetuto il tour: rapido giro e vista del City Hall (che purtroppo non sono riuscita a visitare all’interno, altra scusa per tornare comunque, così come il Jazz Center), il Tenderloin, Haight-Ashbury. Siamo scesi per le tradizionali foto ad Alamo Square, che nonostante la temporanea chiusura per lavori del parco da cui si gode la visuale migliore, comunque meritava.

Alla fermata mi sono presa anche un po’ di tempo per i mosaici, poi, dopo essere ripassati velocemente davanti al Golden Gate Park, stavolta senza scendere (ho solo fotografato il De Young Museum da fuori).. .

… siamo approdati ancora una volta dall’altra parte del ponte, dove nuvole e nebbia hanno dato spettacolo

prima che finalmente riprendessimo la via con l’autobus per Sausalito. Ma Sausalito e Tiburon sono strettamente legate, non solo nel mio cuore, per cui ne parlerò nella prossima puntata 🙂

San Francisco – Diario di viaggio 13 – 4.11.2016 – Il City Tour

Sto cercando di tenere le fila di tutto ma sono giornate campali lavorativamente parlando. Ho saltato il Sabatoblogger e per diversi giorni non sono riuscita neanche a postare il diario di viaggio, anche perché devo ridimensionare le foto per problemi di spazio e quelle del 4 novembre tra l’altro sono veramente tantissime, non le ho neanche inserite tutte. Certo che questo lavoro di riguardare le foto e copiare gli appunti del diario cartaceo (con pochissime modifiche), comporta un vertiginoso aumento di quella nostalgia che già è una presenza costante in un angolo del cuore. Dopo i primi giorni in cui mi sentivo un po’ travolta, ora ho capito che in qualche modo la mia nostalgia è la mia dimensione. Non per vivere nel passato ma per vivere nel presente e ricordare il passato.  (cit.)

Comunque, eccomi qui.

Ebbene sì, quasi alla fine ci siamo decisi a fare una di quelle cose proprio da turisti (beh, dopo il cable car e il tour della Baia), voglio dire saltare su un autobus di quelli con cui hop on hop off puoi intravedere dall’alto un po’ tutto e poi decidere dove fermarti. L’idea era di andare al Golden Gate Park, che del resto si trova dall’altra parte della città, vedere rapidamente il Conservatory of Flowers e l’Academy of Sciences e poi tornare al Ponte per fare da lì il giro in autobus fino a Sausalito. In realtà le cose non sono andate proprio così…

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Diciamo che all’Academy of Sciences (che tra parentesi è stata progettata da Renzo Piano) mi sono fatta un po’ prendere. Avrò pietà e vi risparmierò una buona parte dell’infinità di foto che ho fatto tra mostra sdui colori della natura, acquario e rainforest con tutte le sue farfalle, perdendoci (parecchio) più tempo del previsto, ma è davvero affascinante. E alla fine abbiamo anche salutato il Dinosauro 🙂

Ancora qualche immagine del Golden Gate Park (Est: la parte Ovest la riservo per quando tornerò, perché tornerò…)

Il giardino giapponese non ho voluto perdermelo, è un po’ caro ma ha dei colori che se non ci si entra non si possono immaginare. Tra templi, lanterne, azalee e bonsai ci si rilassa e si respira a fondo per potersi portare dietro questi profumi inimmaginabili e renderli parte della memoria.

Anche il Conservatory of Flowers mica scherza: colori e forme mai viste.

Al di là del Golden Gate ci siamo arrivati oltre le quattro e quindi niente gita, ma la vista è stato un treat in più. Non c’era tanta nebbia, ma quella leggera foschia aumentava l’incanto. Lo spettacolo è stato (ancora una volta) fuori dell’ordinario, ma non c’è niente di ordinario, qui. Raramente ho visto una città con una personalità così forte e così identificabile, che percorre tutte le sue anime, pur diversissime. Mi sono emozionata., nonostante questo itinerario così turistico, ho immaginato di vedere certi luoghi con i tuoi occhi. E per tutto il percorso, attraversando le zone della città, cercavo ancora di cogliere il tuo respiro. Non avrei potuto riuscirci del tutto, ma a tratti quasi mi sembrava…

San Francisco – Diario di viaggio 11 – 2.11.2016 – Bay Tour e camminata sul “lungo-oceano”(Fort Mason e Marina District)

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Qualche immagine dell’hotel, e poi partenza. Giornata alquanto impegnativa oggi (e mi sono notevolmente scatenata con le foto): prima la camminata fino al Fisherman’s Wharf per il meraviglioso Bay Tour.

 

Poi un giro del Pier 39 e una visitina al Musée Mécanique, che contiene una collezione di oltre 300 giochi meccanici, una delle più grandi collezioni private di questo genere (l’ingresso è gratuito, si paga per mettere in funzione i giochi).

E infine, come da titolo, una bella marcia attraverso la costa, Fort Mason, il Marina District, fino al Palace of Fine Arts e fin quasi a lambire il parco del Presidio che dev’essere qualcosa di stupendo. Eravamo a un passo dal Golden Gate Bridge, che era il mio obiettivo, ma Orsogrande era troppo esausto per proseguire e così abbiamo preso un autobus (facendo ancora un bel pezzetto di strada per tornare indietro alla prima fermata utile e poi per arrivare dal punto di Sutter Street dove siamo scesi fino a quello dove eravamo diretti, che sarà stato un chilometro più in là…) per tornare verso downtown fino in albergo dove, ammetto, mi sono anch’io spaparanzata definitivamente e non mi sono mossa neanche per l’ormai abituale passeggiata della sera.

Keep calm and take your time

Questa è una città dove la cortesia si respira insieme all’aria dell’oceano. Sono gentili per disposizione naturale, credo faccia parte dell’idea che la vita va goduta fino in fondo e questo vale anche per gli altri, a cui bisogna quindi facilitare le cose per quanto possibile, si fanno in quattro per dare una mano, soprattutto mai e poi mai ti mettono fretta. C’è un’espressione che vale in varie situazioni e che io personalmente adoro, ed è take your time, prenditi il tuo tempo, me lo dicevano per esempio quando chiedevo se si poteva fotografare: certo, nessun problema, take your time. Che in fondo vuol dire dare a ciò  che si fa il tempo che serve, e vuol dire anche godersi tutto pienamente, dedicare a te stesso e alla bellezza che hai intorno tutto il tempo di cui c’è bisogno. Take you time. Davvero un bell’invito.

Oggi ho rischiato di dinenticarmene, presa da tutto quello che ci sarebbe da vedere, dall’ansia di far presto, dal nervoso per l’autobus che non arrivava. Poi ho respirato, e ho ripensato a come il tempo appena trascorso si era riempito di colori e profumi che potevo tenere con me. Mi sono ripresa il tempo. È uno degli insegnamenti che vorrei portare con me dal viaggio.  E dopo l’attesa, la vista da North Vista Point, dall’altra parte del Golden Gate, è stata un bel premio. Come al solito, questa città dà più di quel che chiedi 😍

La Baia e altri pensieri

Niente Tiburon ancora, oggi abbiamo optato per il giro della Baia in battello. Non posso farvi sentire i miei pensieri, né mostrarvi il cambio repentino delle luci. Non posso raccontarvi il vento ma posso aiutarvi a immaginarlo sul vostro viso, mentre in lontananza vedete la città così:

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prima di farvi passare sotto il ponte

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E poi non contenta dopo il ritorno a terra trascinarvi ancora per un bel po’ di chilometri a piedi attraverso Fort Mason e Marina District fino al Palace of Fine Arts

L’aria di questi luoghi è diventata parte del mio respiro, dopo avermi lasciata senza fiato, me lo ha restituito, ma non è lo stesso di prima, ci sono dentro cose che prima ignoravo e ora cercherò dovunque.