Film 1934 – The man who knew too much (L’uomo che sapeva troppo) e David Copperfield

Non sapevo che Hitchcock avesse fatto una versione precedente dell’Uomo che sapeva troppo, per cui pensavo, del tutto irragionevolmente, che si trattasse del film che conoscevo io, con James Stewart e Doris Day, ma non poteva essere. James Stewart aveva circa ventisei anni all’epoca e stava appena muovendo i primi incerti e faticosi passi nel mondo della recitazione (con grande disappunto del padre che avrebbe di gran lunga preferito che portasse avanti il negozio di ferramenta e lasciasse perdere la peccaminosa Hollywood). Doris Day, dal canto suo, nel 1934 di anni ne aveva appena 12.

In realtà si tratta di una versione piuttosto diversa, benché la trama sia in parte simile, e vale come curiosità, e per anticipare alcuni di quei tratti che sarebbero diventati caratterizzanti nei film di Hitchcock (inclusa la sua apparizione, come ombra, in qualche punto di ognuna delle sue pellicole). Si lascia vedere, ma c’è una ragione se quello rimasto nella storia è il film del 1956.

Invece, il David Copperfield del 1934, regia del grande George Cukor, che personalmente ho sempre amato molto, è considerato da molti il migliore tra i film realizzati sulla base del romanzo di Dickens. In effetti, ne riprende quel notevole equilibrio tra dramma, sentimento e humour che fanno di quel libro una delle più grandi descrizioni della vita, con i suoi alti e bassi, gli incontri nefasti (il patrigno Murdstone e l’untuoso Heep su tutti) e quelli invece positivi (come Peggotty, Mr. Micawber e la zia Betsy), tutti ritratti in maniera molto efficace dai rispettivi interpreti.

Si tratta quasi di un film a episodi, non lunghissimo (almeno rispetto al romanzo da cui è tratto), che si sofferma sui momenti più importanti della vita di David, con un grande cast, di cui curiosamente i più noti sono i personaggi di contorno (Basil Rathbone, Murdstone, che poi sarebbe diventato famoso come interprete di Sherlock Holmes, Edna May Oliver, zia Betsy, notissima caratterista, interprete di numerosi ruoli comici, Lionel Barrymore, Dan Peggotty, e W.C. Fields, famosissimo attore comico). Il ruolo del protagonista andò, per la parte dell’infanzia, a Freddie Bartholomew, che sarebbe diventato in seguito uno dei più acclamati bambini prodigio, recitando ad esempio in Capitani coraggiosi, Kidnappedll piccolo Lord, ma avrebbe presto abbandonato la carriera di attore per diventare regista e produttore. Frank Lawton, che ha la parte del giovane David, era un attore inglese, ma non ha mai raggiunto la notorietà, e lo stesso vale per le protagoniste femminili, Maureen Sullivan (Dora Spenlow nel film, ma nota soprattutto per il ruolo di Jane nei film di Tarzan), Madge Evans (Agnes) e Florine McKinney (Emily).

#Film ’29: The Manxman, Blackmail e The Cocoanuts

Un altro Hitchcock degli esordi, dopo The Lodger, ma questo è brutto, tanto che non sembra neppure suo. Storia banale (due uomini innamorati della stessa donna), svolgimento estremamente fiacco, tutto molto inverosimile, lento e noiosissimo, forse anche perché nonostante certi elementi comuni, non è un giallo, e Hitchcock pare talmente a disagio nel dirigere la pellicola, che viene da pensare che possa aver accettato per qualunque ragione eccetto la voglia di farlo. L’ho incluso perché è una curiosità e perché, per amore di giustizia, devo dire che gli annunci pubblicitari che purtroppo tocca sorbirsi ogni cinque minuti sul sito dove l’ho trovato non lo aiutano di sicuro. Comunque, anche in caso di drastico calo di zuccheri, piuttosto un Harmony

Molto meglio, per ripercorrere un po’ di storia hitchcockiana, Blackmail, dello stesso anno, anche se in rete purtroppo lo si trova solo a pezzi e bocconi, ma già è chiaro da quei frammenti che si tratta di qualcosa di decisamente più interessante. Credo che lo ccomprerò, si trova facilmente e a prezzi molto ragionevoli.

Parlando di esordi, The Cocoanuts è il primo film dei Fratelli Marx, in questo caso bisogna proprio cliccare sul link, non c’è anteprima, ma delle varie versioni del film che si trovano in rete, questa è quella che si vede e si sente meglio. Dei fratelli Marx avevo solo sentito parlare, non avevo mai visto niente, e sapevo solo del loro lato comico. In realtà erano tutti musicisti di talento, soprattutto Harpo, cui avevo fatto un grosso torto pensando che non fosse lui a suonare nel film, mentre è proprio l’abilità con l’arpa che gli è valsa il soprannome, e inoltre suonava vari altri strumenti. Come clown, invece, non mi piace per niente, ma è un problema mio, detesto i clown. Chico invece era un eccellente pianista, e anche lui sfrutta questa dote nel film, mentre Groucho è evidentemente il più dotato di ironia. Il film è carino, devo ancora decidere se il loro tipo di comicità mi piace, ci sono un paio di capolavori negli anni successivi che sicuramente intendo guardare.

Sono comunque felicissima di essere arrivata all’epoca del sonoro, anche se il ,muto mi ha riservato alcune piacevolissime sorprese!

 

Kissing Day

Il mio contributo all’International Kissing Day, il famoso bacio di Notorious: Hitchcock trovò il modo di eludere il Codice di Produzione che impediva baci che superassero i tre secondi, facendo staccare Ingrid Bergman e Cary Grant ogni tre secondi, per una durata totale di due minuti e mezzo, e con buona pace dei censori, questa è considerata una delle scene più hot non solo dei suoi tempi.

Io oggi ho ricevuto il mio personale bacio, o una carezza, una coccola, comunque.

Avevo ordinato questo meraviglioso libro (non è solo per il soggetto, ho cominciato a scorrerlo ed è davvero bello) a marzo.

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Avrebbe dovuto arrivarmi a maggio, che già mi sembrava se la stessero prendendo comoda, ma ok. Dopo un po’ mi arriva una comunicazione delle dogane che hanno bloccato un pacco a me indirizzato e di fornire copia del mio ordine e del pagamento. Non mi hanno nemmeno dato modo di capire a che ordine si riferissero, in realtà, niente dati, provenienza, niente di niente. Meno male che in quel periodo avevo fatto solo un ordine e comprendeva questo libro e due copie della serie tv “The Crazy Ones”. Forse pensavano a un traffico illecito di un libro due copie di un dvd? Ditemi, c’è un mercato clandestino, una borsa nera di materiale di e su Robin Williams? No perché se c’è mi sarebbe utile saperlo.

Va beh, invio il tutto con riferimento a questo ordine (regolarmente pagato, tengo a precisare, e destinato a uso strettamente personale e non commerciale), dopo qualche giorno mi arriva  The Crazy Ones, e penso, bene, risolto. Invece del libro si perdono le tracce. A fine giugno mi rassegno al fatto che solo quello sia stato ritenuto idoneo a iniziare una qualche attività sediziosa di scambio di pensieri e idee sottobanco e rimandato indietro.

E invece eccolo. Ho dovuto andarmelo a ritirare in posta e trascinarmelo dietro per mezza città entre facevo l’iscrizione al ginnasio di figlio junior (anche questa completata: yupee, alè ooo!!), ma naturalmente, questo e altro. E posso dire che ne valeva ampiamente la pena. Ne subirete citazioni a iosa nei prossimi giorni, mi sa 😀