Alba – da Pian del Lupo a salire

Come vi dicevo ieri, da questo luogo un po’ particolare dal nome a me caro di Pian del Lupo si dipartono vari sentieri. Stamattina ne ho preso uno che sale verso sud e probabilmente dovrebbe essere quello che va verso il monte Zucchero.Mi sono svegliata un po’ prima e il panorama oggi si presentava così:

 

Arrivata al Piano ho proseguito, d’istinto nel dubbio prendo sempre il sentiero in salita, anche se l’inganno è dietro l’angolo: qui molte vie partono in salita e poi scendono, e viceversa. In questo caso ho continuato a salire per un bel pezzetto. Ho fatto solo questa foto per via di quel sole rosseggiante tra gli alberi, fino a…

20160829_070403

… fino a che sono arrivata qui e ho trovato queste luci, questi azzurri, queste striscioline di sole tra colori già in parte quasi autunnali…

Al ritorno soltanto questa:

20160829_081145

Molte cose, però, non entrano in una immagine. Le quattro o cinque diverse specie di uccelli coi loro versi che vorrei riconoscere (avrei tanto, tanto bisogno di qualche vita in più), compreso quello che penso sia il gentile ticchettio di un picchio, e li senti  a pochi passi da te anche se non li vedi; il vento che in certi momenti, nel suo percorso tra le foglie, imita il rumore dell’acqua, e pare quasi che sulla collina si insinuino le onde di un fiume profondo e inquieto, se non addirittura del mare; la biforcazione di un bosco, con una parte che sembra quasi nascere dalla roccia, e non puoi fotografare quel punto perché è troppo vicino, non rende per nulla quell’effetto così curioso; il sogno di questa notte, un grosso serpente a cui riuscivo a sfuggire in maniera un po’ rocambolesca (un po’ di timore di incontrare qualche serpente ce l’ho, devo ammetterlo). I punti in cui potresti andare avanti quasi cantando a occhi chiusi, tanto è impossibile sbagliare, e quelli in cui cerchi di memorizzare persino la posizione delle spighe, dei sassi su cui scivoli, dei rovi che ti graffiano, per capire se da lì ci sei già passato. E i racconti dell’anziano contadino che ai tempi della guerra era un ragazzo e ricorda di quando sul Monte Zucchero i nazisti vennero a prendere dodici persone, e comandarono loro di scavare delle fosse prima di ucciderli, uno solo si salvò, scese giù al paese più vicino e aveva “le mutande tutte sporche di sangue“. Sono luoghi densi di storia e storie, questi.

Oggi ho fatto tardi…

Niente alba, era domenica e non ho messo la sveglia. Per fortuna il mio organismo dev’essersi abituato a un cinque-sei-sette ore di sonno al

massimo, per cui verso le sette e un quarto mi sono alzata comunque, e la mia passeggiata l’ho fatta lo stesso. Niente alba, ma qualche panorama come questo:

20160828_074819

o questi

Salendo fino a un posto che si chiama così:

20160828_080542

I lupi stanno tornando, si dice, ma non ne ho incontrati (purtroppo? Beh, basta che non sia un branco affamato; ma in astratto, il lupo è il mio animale preferito). Volendo però si può fare un picnic qui:

20160828_082014

Un caldo bestiolino già alle sette e mezza del mattino (anvedi che mi ha fatto pure scrivere in rima, da tanto che mi ha dato alla testa). Mi sono abbarbicata al sentiero tutto il tempo come una cozza a uno scoglio, per timore di perdermi se avessi sgarrato anche di un minimo, eppure un certo spirito di avventura comincio a provarlo, a ogni deviazione, a ogni crocevia (e ce ne sono) mi viene sempre più voglia di vedere dove si potrà andare a finire. Oggi era tardi, ma da Pian del Lupo si dipartono ben quattro strade: credo che ne avrete presto notizie 😀