Malinconia di terra e di mare

Malinconia è il mio stato d’animo prevalente, in questi giorni di mare e di terra, di quiete e scrittura e di piccole solitudini condivise con pochissimi.

Per me la malinconia è questo, tutto l’amaro è tutto il.dolce delle cose vive, di quel tempo che è passato e futuro insieme, racchiusi nel presente.

E ancora mi rifugio nei libri e nella dolcezza del tuo sguardo, contro quella parte di mondo che continuamente cerca di tirarmi dentro, ma c’è in me una forza più grande, un’altra parte di mondo che mi appartiene, che combatte con me per uno spazio che resti invalicabile, se non da chi si accosta volando. Impermeabile agli spauracchi, alle brutture inutili, agli omini di burro e ai paesi dei balocchi. Aperto ai falchi pellegrini, agli orsi in fuga, ai ponti color oro rosso, agli amori che ridono in un abisso di stelle.

Ogni giorno una vigilia

Cadrà la neve, dicevano, ma
al momento vedo lacrime
d’acqua e terra, cenere
appassita a un vento secco di fatica.
Nevicherà, dicevano, ma
è solo un graffio,
la luna gatta
scortica il cielo a spigoli e punte
d’un’ombra opaca di stelle;
quel miagolio roco di luna in amore
mi ricorda che c’inventiamo il cielo
quando la terra si nasconde.
Ho scoperto la poesia
nei fiocchi di cenere caduti al posto
della neve, nelle stazioni
a mezzanotte, quando solo
i treni notturni passano,
senza fermarsi;
mi stupiscono i cartelli stradali
che indicano tutte le direzioni,
è ancora un mistero il mare
che si chiude
e si riapre ad ogni onda;
mi meravigliano le città,
le loro luci che cambiano
il dolore dei ponti
quando le navi, passando, contemplano
i porti da lontano.
Ti immagino vecchio,
con quei graffi di luna ancora sulla pelle,
ogni giorno una vigilia,
la luce del mare nei tuoi occhi chiari;
invento una parola che possa
raccontare il tuo sapore,
e mi meraviglio
ancora.

EDIT: Cambiato il titolo su consiglio di Domenico Aliperto, blog Librimprobabili, che ringrazio ancora.