Sabatoblogger e Lettrice della Domenica – Due in uno

Sono talmente esausta da essere praticamente priva di energie, stasera, sarà il contrasto tra il freddo e il caldo, o il lavorare di zappa di ieri e oggi, a cui dallo scorso autunno non sono più abituata, come che sia, sono distrutta. Visto che ieri non ero riuscita a postare per la rubrica dei Blog del sabato, ho pensato di unire quella alla “Lettrice della Domenica”, così vi segnalo il post La seta e l’uragano, di Emanuele Somma, recensione di un libro che mi sembra interessante. Il post è tratto dal blog La Stanza 101, di Valentina Zanotto, appassionata di cucina, arte e fotografia, ma soprattutto di libri.

SABATOBLOGGER – I blog che seguo

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Inauguro stasera una nuova forma di “Sabatoblogger”, perché come era impostato in precedenza non riuscivo davvero più a gestirlo, purtroppo. Non so ancora bene come proseguirà, ma l’idea è di scegliere qualche articolo pubblicato durante la settimana da uno dei blog che seguo (sperabilmente più di uno, ma dalla prossima volta) e segnalarlo. Poi vorrei anche partire da lì per dire due parole sul/sui blog.

Questa settimana vi propongo questa poesia di Cees Nooteboom, che mi ha commossa per motivi molto personali, ma è l’occasione di parlare del blog Poesia in rete, che come dice il nome propone poesie in varie forme e di ogni provenienza. Una vera miniera d’oro.

SABATOBLOGGER – I blog che seguo

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Solo un blog questa settimana, sono giornate felici ma impegnate…

Cap’s Blog: “Cap” (non è affatto difficile scoprire come si chiama realmente), è di Torino, si occupa di musica e di storia, anche se nel blog direi prevalentemente, se non esclusivamente alla musica, ma soprattutto ha uno splendido labrador che si chiama Puck. Storia e musica comunque si incontrano in una sezione dedicata, dove potete trovare antichissimi documenti musicali, affascinanti storie e personaggi legati a certi pezzi, come il Duca di Borgogna, probabile protagonista di una chanson che fu, potremmo dire, una vera e propria hit del Quattrocento. Tanto Debussy, rapporti tra la musica e il teatro, e in particolare tra la musica e Shakespeare…

 

SABATOBLOGGER – I blog che seguo

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Ci riprovo, forse finirò per abolire tutte le rubriche, compreso il Robin’s Monday, per la semplice ragione che questo è  “Robin’s Blog” parlo di lui anche quando sembra che parli d’altro, e inoltre, come ho detto altrove, io NON sono una scrittrice disciplinata. Questa però vorrei riprenderla e poi mantenerla. Altrimenti mi studierò un modo per parlare comunque dei blog che seguo, perché mi piace creare incontri e perché se non lo faccio rischio di perdermene tanti, ed è un peccato.

Tarabundidee, l ‘immortalità all’indietro raggiunta grazie ai libri e alla lettura. Sul blog sono in due, Carla e George, ma George è George Hautecourt, e se non ricordate chi è, fate una capatina sulla pagina “About” e lo saprete. La ferrovia sotterranea, un libro sul razzismo, sugli stereotipi, sulle relazioni umane, un premio Pulitzer, insomma, qualcosa che vale la pena di leggere.

La ragazza con i capelli verdi ha un blog soprattutto per ricordarsi e ricordare che a trent’anni è possibile eccome iniziare nuove avventure (e anche molto dopo, per fortuna! I capelli verdi sono forse un simbolo come un altro di questa voglia di ricominciare da capo (e non è un caso che di recente io abbia avuto la voglia, che del resto c’è ancora, di farmi un ciuffo blu). Ho scelto Me adulta vs me bambina perché a chi non è successo di voler recuperare quella parte rimasta piccola, che sia quella che ha voglia di giocare, quella più romantica e avventurosa o solo più capace di emozionarsi e meravigliarsi, comunque c’è, e reclama il suo spazio.  Chi non va a riguardarsi vecchi film, a cartoni o meno, o a ripercorrere altre passioni che sono la base su cui abbiamo costruito quelle che durano ancora oggi?

Il Blog di Demonio, che nonostante il nome mi pare poco diabolico e molto saggio. Ho scelto L’ultima lettera perché amo le storie di amicizie “contro ogni circostanza avversa” e credo che alcune, specialmente poi quelle vere come queste, andrebbero conosciute molto di più. Forse più delle giornate (talvolta comunque utili, altre meno), più dell’indignazione a comando o della conflittualizzazione di ogni rapporto umano, credo che l’educazione emotiva passi attraverso questo: le nostre emozioni non hanno confine, non ne hanno le risate, le lacrime, gli sbadigli, nessuna cosa veramente importante ne ha.

Il Grimorio della Strega che già dal nome mi piace. “Non posso descrivere tutto ciò che sono, perchè sarebbe un lavoro troppo lungo. E non posso descrivere ciò che non sono, perchè non sono sicura che troverei le parole adatte. Amo la lettura, la musica, il cinema. Mi interesso di tutto e di niente. Scrivo. Ciò che desidero, quando lo desidero. Ma scrivo”. Un film che vorrei vedere presto (la wishlist si allunga, ahimè, quasi come quella dei libri da leggere…)

 

Miss Brownies io non sono una grande amante della cucina, ma qualche blog gastronomico lo seguo, quelli un po’ più curiosi, che parlano anche d’altro, che danno qualche idea sfiziosa per le rare volte che mi viene voglia di spadellare ma sono anche luoghi da frequentare per sorridere o fare due chiacchiere con leggerezza ma non con superficialità. Frizzante e pieno di voglia di superare difficoltà, malinconie e piccole noie quotidiane, anche con un manicaretto, perché no. Può risolvere talvolta la tristezza di un amore finito, o semplicemente una giornata irritante trascorsa nella Sala dell’attesa infinita, vale a dire un qualunque studio medico, dove il tuo turno comunque non arriverà mai.

SABATOBLOGGER 56 – I blog che seguo

Avvocatolo Beh, è un piacere che sia arrivato il momento di presentare il blog di Avvocatolo in questa rubrica, appena rientrata dopo la (lunga) pausa estiva, proprio quando finalmente ha finito di esordire ed è diventato un autore pubblicato a tutti gli effetti. Aria chiara, aria azzurra è uno dei suoi post buffi (sì, ne scrive tanti). I pesci che brindano ad nutum (o ad nuotum) al diluvio universale varrebbero da soli una lettura del post, che dite? Ma poi che, gli faccio ancora pubblicità? Ha più seguaci di Oshu, o come si chiama lui, lo seguono talmente in tanti che prima o poi denuncerà WordPress per stalkeraggio. O viceversa. Poi già molti lo sanno che proprio sul più bello, quando pensi che il suo blog sia un posto da frequentare per ridere (che è tutt’altro che poco), ti tira fuori uno di quei post dolorosi, duri eppure belli, di cui questo è solo un esempio

Righe orizzontali   Emiliana, sposata e madre di due bambini, Stefania lavora nelle pubblica amministrazione. Nel suo tempo, scrive. Mi ha colpito questo modo di esprimersi, perché non parla del suo “tempo libero”, ma proprio del “suo tempo”, ci ho visto un’intenzione ben precisa, quella di escludere la scrittura dalla categoria degli “hobby”, per farla entrare a pieno titolo nelle cose che danno un senso alle giornate. Il che me la fa sentire molto vicina. Romanzi, racconti, storie. Un solo istante è un fermo immagine, l’istantanea di un distacco per volare oltre ciò che è coerente e immacolato, verso qualcosa di imperfetto e di vero. In punta di dita, un racconto di stanchezza che pure diventa musica, musica delle parole usate, del ritmo con cui sono messe in ordine, in pochi versi, in modo da creare proprio una sorta di canto della stanchezza. Poi ho trovato questo In viaggio con Ayrton, piccola storia di una lunga passione, per un personaggio che del resto colpiva, aveva colpito anche me che di corse automobilistiche ne so meno che di sanscrito. Ma mi hanno colpito le parole, in cui mi sono profondamente rivista. L’oggetto è diverso, l’amore è lo stesso.

Pensieri sotto la neve è tanto che Andrea non scrive, ed è uno di quei casi in cui l’assenza si sente. Un blog dove si parla molto di montagna, come in questo post sul Tudaio, luogo di passeggiate, di bellezza e di storia. Si parla però anche molto di libri, e per scelta tanto di classici quanto di nuovi autori, magari persone che hanno esordito proprio da un blog, come Stefania Sabattini con “È così fragile”. Stefania Sabattini che, l’ho scoperto solo dopo e sembra una di quelle coincidenze che ti fanno pensare che le coincidenze non esistono, è proprio l’autrice del blog Righeorizzontali… Andrea poi affronta anche la diversità, l’economia, le maratone, la cucina e molti altri temi più o meno lievi, più o meno impegnativi, sempre con il passo di chi va a piedi e percorre molte strade ma lentamente, approfondendone la conoscenza non solo visiva, ma interiore, profonda, vitale. Dicono che sotto la neve sia il luogo più sicuro in cui rifugiarsi dal freddo, forse persino dalle valanghe, ed è in effetti una bella metafora. Trovare il proprio spazio di respiro, il calore che ti ripara quando fuori gelo e intemperie rischiano di farti perdere di vista la strada del ritorno e addirittura di assiderarti. Questo è davvero un bellissimo rifugio.

Trecuggine: Che fare in una assolata estate del sud Italia, quando uscire sarebbe una pessima idea? Leggere, naturalmente. Così, aiutate dalla ricca biblioteca della zia, le tre “cuggine” iniziano divorando tutto quello che capita a tiro, premi Nobel o Harmony non importa, purché si legga. Così si coltiva l’amore, provando e riprovando fino a trovare “quello giusto”, o nel caso dei libri “quelli giusti”. E se le scelte restano “un poco più consapevoli, ma neanche più di tanto”, almeno con i libri gli errori non si pagano mai troppo cari. E visto che i consigli di amici e cugini si sono rivelati e si rivelano preziosi, perché non provare a condividerli? Così è nata l’idea del blog, e mi pare un ottimo modo di nascere. Di Yeruldegger avevo sentito parlare non troppo tempo fa, mi incuriosiva l’ambientazione in Mongolia ma non credo che mi invoglierà a leggerlo, pigra come sono in materia di gialli. La recensione però è bella, anzi, più che una recensione è il resoconto di una chiacchierata avente ad oggetto il libro, e per questo mi piace ancora di più. Proporrò alte due citazioni prese vagando un po’ qui e là, non a caso, perché il caso, naturalmente, non esiste: diciamo GrossmanElizabeth Strout, due autori che vorrei leggere.

Mi spiace per l’edizione ridotta, ma volevo riprendere, se no poi non faccio in tempo a riaprire la rubrica che arriva la pausa natalizia 😀

Buona domenica e buon viaggio tra i blog!

SABATOBLOGGER 55 – I blog che seguo

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Un cielo vispo di stelle (Paolo): Come tanti, sottrae tempo ad altro per dedicarsi alle sue vere passioni. Fra queste la letteratura.
Scrivere per lui è “prima di tutto un atto necessario. Il quale può anche trasformarsi in una forma di piacere che, come ogni altra, richiede una commisurata dose di narcisismo, fatica e dedizione”.  Paolo ha stampato alcune opere in self-publishing ma prima di cercare un editore vuole avere qualcosa per cui valga le pena di “investire tempo e fatica”. Il che mi sembra indice di quella modestia “buona” che implica la cura e anche il legittimo orgoglio (in prospettiva) per qualcosa a cui si pensa di dedicare il meglio di sé, prima di esporsi a pareri professionali e al grande pubblico. Per quel che può valere, a me piace molto come scrive e trovo interessanti i temi degli scritti stampati finora, dalla solitudine di chi “entra in se stesso” e così facendo inevitabilmente si estrania dal mondo, alla nostalgia, il senso di incompletezza, fino all’amore inteso come “quello che della vita pare essere, se non l’unico, il più autentico assertore”. Le poesie sono tutte riunite in una categoria, ma ho voluto inserirle perché mi sembrano molto belle, a me personalmente basterebbero questi versi, in cui in larga misura mi riconosco: “Scrivo e non mi raggiungo, non sfioro le parole / che di te sulla pelle mi dicono“. Déjeuner sur l’herbe è invece un racconto. L’incontro tra un ex fotografo, che della professione ha mantenuto l’abitudine a osservare senza farsi vedere, e una ragazza dai modi, dal viso e dalla figura molto particolari, un volto “i cui difetti erano tenuti insieme da uno sguardo“. Una ragazza che sembra averlo osservato per tanto tempo come avrebbe dovuto fare lui, senza farsi notare, e che “Affermando la propria esistenza (…) rivelava al mondo quella di lui“. Orrido, infine, è una riflessione che sembra in qualche modo dettata dalla strada che si percorre, da ogni sua curva, dalle sue fratture, gli sbocchi, l’acqua, le pietre, le paure che si fanno tutt’uno.

Parole d’ottobre (Juana R.) Finita a Londra per sua decisione, a Manchester per uno scherzo del Karma, che forse potrebbe anche essersi rivelato, alla fine, “il bacio in fronte della Vita”, Juana ha pubblicato nel 2007 Vita di Coppia, ovvero “184 pagine su una coppia di pazzi esauriti”, e da allora oltre a scrivere, “clima inglese permettendo”, esplora il suo Paese d’adozione, o prova a trovare angoli fotografabili di Manchester, o si infila in qualche bookclub. Scrive cose serie, poesie, o cose più rilassanti. Ha imparato, conclude, “ad essere mutevole quanto il clima che c’è fuori dalle finestre”. Scrivere significa tante cose per Juana: è un po’ come prendere una medicina. “Una liberazione, un mezzo per sfogare i propri sentimenti”. “Riversare in parole questo fluido emotivo, plasmandolo ai ritmi delle storie, sfruttandolo per fortificarle, ampliarle, renderle più vere e vive e reali, lascia smarriti ed esausti e increduli”. Ciò che è infine uscito da noi sotto questa pressione dovrà essere poi riletto, rivisto, migliorato fino a che saremo infine “diversi, rigenerati, appagati”, perché in quello che abbiamo “scritto sotto la spinta dell’esasperazione e dell’ispirazione” ci sono pezzi di noi, forse le parti migliori, quella creatività a cui possiamo dare spazio, se vogliamo. E infatti, per esempio, come si può voler diventare uno scrittore e poi non farlo? Dev’essere un desiderio inarrestabile, una tale passione da poter stare in piedi metù della notte e poi ricominciare la giornata come se nulla fosse, pur di non rinunciare. La traccia di chi non c’è più è invece un bello scritto sugli incontri, sulla perdita e sui piccoli ricordi che sono, appunto, tracce delle altre persone che ci restano dentro. Mentre con Vivi come non lo sono mai stati torniamo a parlare di letteratura, di scrittura e di quanto “sentiamo” ciò che “sentono” i nostri personaggi, quanto ci immedesimiamo in loro al punto da non sapere più qual è il confine (oh sì, ne so decisamente qualcosa).

Idee in movimento Già solo per la scelta della frase che rappresenta il blog, non avrei potuto non seguirla. Un’idea improvvisa, senza necessariamente una spiegazione, se non la voglia di parlare di qualcosa, non importa sapere prima di che cosa: “cose serie e meno serie, passioni e idee, frivolezze e pensieri profondi”; senza tempi, regole o temi particolari “se non io, me stessa, cosa passa per la mia testa”. Troiverete dunque post dedicati, in una categoria intitolata semplicemente “A…”, dedicati di solito non a una persona specifica, ma a chi si trova in una particolare situazione, che sia la solitudine, la tristezza, un terremoto; oppure a tutta l’umanità. Poi ci sono gli articoli dedicati ai viaggi, e ho scelto questo perché sebbene il “mio” posto del cuore non sia (più) Londra, le sensazioni incredibili che dà il luogo che il nostro cuore ha scelto per noi le conosco molto bene e Tabita le descrive perfettamente. Tra le recensioni ho scelto invece La vita segreta delle api perché l’avevo letto anch’io e anche a me era piaciuto. L’ultimo articolo che propongo è una fiaba che forse spiega anche un po’ il nome che l’autrice del blog ha scelto per sé, Ali di farfalla.

Lady Nadia  Lady Nadia, libraia da sempre adora leggere, scrivere, vendere i libri. Prende spunto da personaggi o fatti del quotidiano e li trasforma in racconti o poesie. Le categorie del blog comprendono tra l’altro i “racconti di vita”, ma la vita è ovunque, nell’osservazione di piccoli gesti, di rapporti, di persone e cose che poi acquistano un’esistenza diversa, diventano parte di un mondo letterario senza perdere nulla della loro realtà. Lei è, più che un racconto, la descrizione di un personaggio, una donna che è come vetro, come uno di quei fiaschi antichi, scuri e spessi tanto da non poter vedere ciò che contenevano, e distribuisce una bevanda che può essere veleno, medicina o pozione, più pericolosa e inebriante di qualunque vino. Bungee Jumping Rewind è ciò che accade quando alla fine segue l’inizio di un’altra, è un inno di libertà. Trovate anche racconti noir, fantascienza (categoria “nel futuro”), un poco di magia, ma l’ultimo suggerimento che vi do è questa Leggenda del dragone perché ha il sapore di quelle storie antiche in cui il piccolo che cerca una vita fuori dai confini paga un prezzo alto, ma acquista il diritto al ricordo per tanto, tanto tempo.

Arte&Cultura (Pietro Barnabé) Un blog molto particolare, nato per condividere la passione e il mestiere dell’autore, “Restauratore artigiano di: opere d’arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico”. Da lì quindi ha origine una serie di articoli dedicati proprio al restauro, volti da una parte a dare informazioni ai lavoratori del settore su concorsi, nuove normative, ecc.; dall’altro a diffondere conoscenze quanto meno di base tra i “non addetti ai lavori”, come ad esempio questo Materiale etnografico – Definizione, che è parte della categoria “Laboratorio di restauro”. Non mancano le notizie sulle mostre, come questa che ho scelto per motivi del tutto campanilistici, perché si svolge a Genova: Animali, miti poesia: l’eleganza di Sinibaldo Scorza, purtroppo solo fino a domani 4 giugno (a Palazzo della Meridiana, se qualcuno si trovasse qui e fosse interessato). Altri post riguardano invece l’economia e la politica (non solo in rapporto all’arte). Come terzo post però ho preferito proporre ancora qualcosa di strettamente artistico, e sia pure insolito: la citazione di un articolo che tratta di opere realizzate da un artista filippino con la tecnica della “lente su legno“, andate a vederle perché sono belle davvero!

La cupa voliera del Conte Gracula Daniele dice che dietro l’inquietante maschera del Conte Gracula, si nasconde un “innocuo tizio nella media”. Sennonché, immediatamente dopo confessa di avere un carattere un po’ alieno in quanto “sardo da parte dei genitori, rettiliano da parte della vasca di clonazione” (e infatti sì, è noto che tutti gli innocui tizi nella media devono in parte il loro patrimonio genetico a una vasca di clonazione rettiliana). Comunque niente paura, il blog è protetto contro i mostri lovecraftiani!

Appassionato di storie “da quando ha memoria di essere vivo”, con una preferenza per i giochi di ruolo, quando riescono come si deve (del resto cerca anche di creali da sé) e le storie di genere fantastico: horror, fantascienza, fantasy e loro sottogeneri. Ben poco della “letteratura” che si studia a scuola, quasi solo le opere classificate come “realismo magico”, dato che hanno “un tocco di fantastico”. Qui si potrebbe pensare che ci sia poco in comune, se non fosse per: 1) l’amore per le storie (diversi i mezzi, diversi i generi, identica la passione); 2) lo studio della mitologia, delle leggende, del folklore (meno quello delle religioni del mondo, ma mi interessano comunque); 3) il dilettarsi come scrittore; 4) last but not least, il blog mi ha immediatamente quanto irrazionalmente conquistata (direi quasi “lovecraftianamente”, se conoscessi Lovecraft a sufficienza) benché non sappia un’acca di giochi di ruolo (ok, ho una passione preventiva per Zelda, ma questo è un discorso a parte), e pochissimo di più di fantascienza, horror, fantasy e sottogeneri. che volete che vi dica, di questo blog mi piacciono pure i titoli e il post sui cookies (nonché il banner). Tra le recensioni dei film ho scelto Descendants perché le stroncature, anche per me che non sono (quasi) capace di farne, sono più divertenti delle critiche positiveramica sulle mie passioni. I petalosi fiori del male è invece un accorato appello a non creare bagarre stupide perché amare una lingua non significa chiuderla in una riserva per specie protette in via di estinzione. O come in modo più erudito si esprime Daniele “Le lingue cambiano, come cambiano le persone che le parlano e scrivono. Panta rei, take it easy! e Carpe diem, trote gnam!”. bellissimo poi questo confronto tra due “Gemelli diversi”:  Castelli erranti a confronto. Ho amato tantissimo il Castello errante di Howl di Miyazaki, non ho letto il libro e non so se lo farò, ma l’analisi comparatistica è godibilissima e molto interessante!

Buon viaggio tra i blog, a sabato prossimo!

SABATOBLOGGER 53 – I blog che seguo

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Vondernebel (di ombre e catarsi…): Fabio “scrive cose random per hobby”, ama gli ailanti (e se non sapete cosa sono vi lascio la curiosità di scoprirlo, se l’avete).  “Un blogger schivo, un po’ orso” che ama “le cose d’impatto, i colpi inaspettati” e  “il calore intorno. Ridere, prendere in giro, scrivere. Un orso futurista.” Uno spazio per lui, per scrivere di sé e per chiunque voglia leggere, “sotto forma di poesia, racconti, aforismi, battute… un po’ tutto quanto”. Dato che a me piacciono particolarmente le poesie vi suggerisco tre post di questo tipo, EtimologiaFiori e Norma Noir, ce ne sono tante altre almeno altrettanto belle, però trovate anche diari umoristici, pensieri, tg ironici, post sui cani (e i gatti)… insomma, ce n’è per tutti i gusti…

La pallina rossa (Ciro) si definisce incoerente, curioso, molto introverso; misantropo; leggermente agorafobico; ansioso; molto bipolare. “Non mi fermo mai davanti a niente Uno dei miei segreti è che mi piace ciò che non mi piace… (Ossia, pur essendo aracnofobico, mi divertirei un mondo a vedere un grosso ragno in giro per la stanza; oppure sedermi sulle ringhiere e sentire la testa che gira vorticosamente per le vertigini). Ama quindi le sfide, adora gli incubi e odia le persone noiose e i preconcetti. Condividiamo l’amore per la lettura e la scrittura, non quello per la borsa. Studia fotografia, pratica sport rischiosi e ha un amore ossessivo (parole sue) per la sua moto. Ecco l’idea di poter un giorno scappar via da tutto e da tutti… condividiamo anche quella, anche se so che (probabilmente) io non lo farò mai, o meglio, se scappassi, lascerei sempre una porta aperta verso il ritorno, proprio come adesso ho una porta aperta verso l’altrove. Potete guardare qui alcune sue foto (davvero belle), o leggere partendo da qui la storia della volta in cui ha rischiato di perdere la preziosa pallina rossa, o farvi un giro per la Calabria (coast to coast). L’ultimo post, devo dirlo, risale a otto mesi fa e non so se Ciro intenda riprendere a scrivere.

Sguardi e percorsi : ama scrivere e riflettere su ciò che vivo. Capisco benissimo quell’andare a periodi: “a volte le parole son lì che premono per uscire; sono sensazioni, stati d’animo, inizi di pensieri che chiedono spazio per chiarirsi e dispiegarsi. Altre volte le parole non vengono proprio, l’ascolto non raccoglie suoni ma rumori, brusii inafferrabili, silenzio”, come dice lei. “E altre volte ancora il quotidiano incalza, un po’ sordo, un po’ troppo pieno ed affrettato”. Ma capisco la felicità che prende mentre le parole “tornano a fluire sulla tastiera”, o quando si prende una macchina fotografica e si vedono cose che altrimenti forse sfuggirebbero, o si vedrebbero con occhi diversi. Anche l’amore per la bellezza ci accomuna. “Il terrore si presenta da solo. La meraviglia dobbiamo cercarla”. Non sappiamo ciò che accadrà ma finché ci siamo possiamo cercare di “trovare i nostri confini” per diventare noi stessi ad ogni istante, come nella statua di Michelangelo: il Prigione che si risveglia. Trovare il senso che sta, se non altro, nel fatto stesso di esserci. Con quel senso di stupore e meraviglia che solo, forse, può controbilanciare il terrore. Ho scelto due post di “scrittura” secondo me molto intensi, Momenti senza bellezza e Il senso della vita, per me e uno di fotografia, nella nebbia.

Puntata breve e in ritardo, ma non volevo mancare… Buon viaggio tra i blog, a sabato prossimo (spero) 🙂