SABATOBLOGGER 53 – I blog che seguo

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Vondernebel (di ombre e catarsi…): Fabio “scrive cose random per hobby”, ama gli ailanti (e se non sapete cosa sono vi lascio la curiosità di scoprirlo, se l’avete).  “Un blogger schivo, un po’ orso” che ama “le cose d’impatto, i colpi inaspettati” e  “il calore intorno. Ridere, prendere in giro, scrivere. Un orso futurista.” Uno spazio per lui, per scrivere di sé e per chiunque voglia leggere, “sotto forma di poesia, racconti, aforismi, battute… un po’ tutto quanto”. Dato che a me piacciono particolarmente le poesie vi suggerisco tre post di questo tipo, EtimologiaFiori e Norma Noir, ce ne sono tante altre almeno altrettanto belle, però trovate anche diari umoristici, pensieri, tg ironici, post sui cani (e i gatti)… insomma, ce n’è per tutti i gusti…

La pallina rossa (Ciro) si definisce incoerente, curioso, molto introverso; misantropo; leggermente agorafobico; ansioso; molto bipolare. “Non mi fermo mai davanti a niente Uno dei miei segreti è che mi piace ciò che non mi piace… (Ossia, pur essendo aracnofobico, mi divertirei un mondo a vedere un grosso ragno in giro per la stanza; oppure sedermi sulle ringhiere e sentire la testa che gira vorticosamente per le vertigini). Ama quindi le sfide, adora gli incubi e odia le persone noiose e i preconcetti. Condividiamo l’amore per la lettura e la scrittura, non quello per la borsa. Studia fotografia, pratica sport rischiosi e ha un amore ossessivo (parole sue) per la sua moto. Ecco l’idea di poter un giorno scappar via da tutto e da tutti… condividiamo anche quella, anche se so che (probabilmente) io non lo farò mai, o meglio, se scappassi, lascerei sempre una porta aperta verso il ritorno, proprio come adesso ho una porta aperta verso l’altrove. Potete guardare qui alcune sue foto (davvero belle), o leggere partendo da qui la storia della volta in cui ha rischiato di perdere la preziosa pallina rossa, o farvi un giro per la Calabria (coast to coast). L’ultimo post, devo dirlo, risale a otto mesi fa e non so se Ciro intenda riprendere a scrivere.

Sguardi e percorsi : ama scrivere e riflettere su ciò che vivo. Capisco benissimo quell’andare a periodi: “a volte le parole son lì che premono per uscire; sono sensazioni, stati d’animo, inizi di pensieri che chiedono spazio per chiarirsi e dispiegarsi. Altre volte le parole non vengono proprio, l’ascolto non raccoglie suoni ma rumori, brusii inafferrabili, silenzio”, come dice lei. “E altre volte ancora il quotidiano incalza, un po’ sordo, un po’ troppo pieno ed affrettato”. Ma capisco la felicità che prende mentre le parole “tornano a fluire sulla tastiera”, o quando si prende una macchina fotografica e si vedono cose che altrimenti forse sfuggirebbero, o si vedrebbero con occhi diversi. Anche l’amore per la bellezza ci accomuna. “Il terrore si presenta da solo. La meraviglia dobbiamo cercarla”. Non sappiamo ciò che accadrà ma finché ci siamo possiamo cercare di “trovare i nostri confini” per diventare noi stessi ad ogni istante, come nella statua di Michelangelo: il Prigione che si risveglia. Trovare il senso che sta, se non altro, nel fatto stesso di esserci. Con quel senso di stupore e meraviglia che solo, forse, può controbilanciare il terrore. Ho scelto due post di “scrittura” secondo me molto intensi, Momenti senza bellezza e Il senso della vita, per me e uno di fotografia, nella nebbia.

Puntata breve e in ritardo, ma non volevo mancare… Buon viaggio tra i blog, a sabato prossimo (spero) 🙂

 

SABATOBLOGGER 52. – I blog che seguo

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Divagazioni Blogger “per caso e per divertimento”, Mariantonietta ama la musica e il mare ed è (prima di tutto?) una runner: qui confesso che questa parte del blog la seguo poco, non corro, non l’ho mai fatto e non credo che lo farà mai. Mi piace camminare, però. Per chi ha invece quell’interesse, posso segnalare direttamente la categoria running. E’ anche insegnante e questo mi coinvolge di più: qui un articolo sulla Scuola: pessimista, ma ormai è difficile trovarne uno di tenore diverso. Responsabilità di chi ha smantellato la scuola, responsabilità dei genitori, responsabilità dei ragazzi, un po’ tutto l’insieme forse. Eppure io ho trovato tanto entusiasmo nella scuola di mio figlio, nonostante anche lì il tentativo di smantellamento della scuola non sfugga affatto, ma parlo di entusiasmo nei confronti dei ragazzi, del vederli crescere, e continuo a pensare che questa sia l’unica strada possibile per fare in modo che i tentativi di smantellamento falliscano. Per ultimo segnalo un breve post sull’amore, sentimento di cui ovviamente ognuno ha la sua idea, ma questo post lo condivido molto.

Ieri, Oggi, Domani è evidentemente un blog principalmente di cinema, ma non solo, Il cinema è una delle grandi passioni di Giuseppe (“una forma d’arte straordinaria, un meraviglioso sogno”), ma anche la musica è “compagna fedele”. E poi letteratura, spettacolo, televisione, attualità… Il nome del Blog, oltre che un omaggio alla commedia di De Sica, , descrive anche “ciò che questo Blog vorrebbe essere: uno sguardo sul passato, sul presente e soprattutto sul futuro”. Tra le recensioni cinematografiche ho scelto Manchester by the Sea che spero proprio di riuscire a vedere prima o poi. Qui trovate invece alcune tra le ultime novità nell’home entertainment. Aggiungo la categoria Un attore una storia in cui al momento c’è solo Nino Manfredi, perché mi piacerebbe vederla rivitalizzata, a me piacciono i ritratti cinematografici (ispirati dal rispetto e non dalla voglia di pettegolezzo, ovviamente).

Le parole per dirlo (Maricri, o Yourcenar11) ama Calvino e ha una citazione di Tabucchi, e sono due scrittori che adoro entrambi. E naturalmente ama scrivere e leggere, e le parole, Perchè “una parola ti può cambiare la vita, ferirti profondamente, renderti la persona più felice del mondo, perderti oppure salvarti. E cita Pirandello sull’importanza delle parole, per quanto difficile sia intendersi (crediamo soltanto, diceva lo scrittore), perché in realtà condividere il mondo che ognuno di noi ha dentro significa anche allargarlo. Ho scelto Le parole colorate di Frida, perché Frida Kahlo ha ispirato e ispira tante persone, è una donna fuori del comune in più di un senso; Il viaggio non finisce mai, perché del viaggio ha un concetto che sento molto “mio”; e infine anche qui si parla di viaggio, oltre che di vita, e sappiamo quanto siano due concetti collegati. Grandi barche in ferro nero e fili di lana rossa, la forza e la leggerezza, il sangue e le relazioni umane, le memorie e la meraviglia.

Oggi versione ridotta, ho la congiuntivite e non riesco a leggere, tantomeno a scrivere. A sabato prossimo!

SABATOBLOGGER 51. I blog che seguo

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Mammacomepiove (Arianna): Un “blog personale, nato dalla voglia di scrivere e condividere, ma anche di conoscere e leggere, perché le anime affini si cercano, si trovano. E si leggono”! Arianna ama la pioggia, il rumore, l’odore, fermarsi a guardarla. E allora ha scelto quel nome per il suo blog perché rappresenti una pausa, un momento in cui lei, e anche chi legge presumibilmente, possa smettere di fare quello che sta facendo e fermarsi a guardare. Tra le cose che ama condividiamo sicuramente la lingua inglese e tutto ciò che è “British” (l’inglese, come dicevo di recente, è la mia casa, una delle mie case. Che sono sempre meno, ma sempre più importanti). E poi anche il tè, i libri, il mare, viaggiare, i fiori bianchi, le favole, la neve (non sempre ma spesso), Harry Potter, fare dolci (qualche volta), i paesi scandinavi… insomma di cose in comune ne abbiamo un bel po’. E forse lo sapevamo già. E voi quante cose sapete di Wimbledon? Sapete per esempio del suo rapporto con le fragole? E conoscete il profumo della lentezza? E avete mai sentito la dolcissima leggenda che c’è dietro la festa delle stelle innamorate?

Il mestiere di scrivere Di questo solo un breve accenno, perché potrebbe essere interessante per chi ha deciso di scrivere ma non sa molto bene come muoversi e ha il desiderio di avere sul proprio lavoro l’opinione di un “addetto ai lavori”. Il blog infatti è legato a una “scuola di scrittura creativa online” che organizza “laboratori didattici e seminari in tutta italia”. Lo staff offre anche valutazioni di manoscritti con editing di base oppure “premium” più approfondito. Voglio però dire che io non ho utilizzato i loro servizi, chi vuole saperne di più potrà leggersi il sito in lungo e in largo ed eventualmente contattarli via email. Per questo non scelgo tre post in particolare, in questo caso non mi pare che abbia senso.

Il mio karma (Giorgia Biasini), romana, storica dell’arte, bibliotecaria, autrice di libri, dice: “Sono quella che guarda il mare, seduta ai piedi di un ulivo nel Santuario dei grandi dei di Samotracia. In questo blog ho raccontato di me, delle piccole e grandi cose che mi sono accadute, di mia figlia Lula e di mio marito Sten, della città in cui vivo, Roma, di politica, libri che leggo e film che guardo. E soprattutto, del mio decennale funamboleggiare con il cancro”. Scriverne fa bene, recita il titolo di un libro di Giorgia, tutti hanno bisogno di raccontare la propria storia e non solo le persone che hanno una malattia, qualcuno sa farlo personalmente, qualcuno ascolta la propria storia raccontata da altri e va bene anche così, ma Giorgia ama scrivere, si vede. Anche con lei condividiamo l’amore per i viaggi, e all’inizio di quest’anno quel desiderio per lei è diventato anche un proposito sfida, l’idea di continuare a sognare nonostante tutto un mondo senza confini da poter girare senza limitazioni. E poi sapete quanto mi piaccia chiunque parli bene di Genova. L’ultimo post che scelgo è Pensieri d’inverno, forse perché ho tanti file incompiuti nella categoria racconti e li lascio sempre lì, non si sa mai, qualche volta i fili di una storia si riannodano e quello che sembrava destinato a restare interrotto viene invece poi ripreso quando è il tempo giusto per completarlo.

Sartago Loquendi “Fritto misto” di parole, pensieri, poesie. Veturio, studente di Chimica e amante della poesia e della musica (tutta, jazz in primis). Si diletta a scrivere poesie e suonare il sassofono e pubblica alcuni componimenti sul blog “giusto per non lasciarli a loro stessi dentro una polverosa cartella sul Desktop che nessuno aprirà mai. Perlomeno qualcuno, seppur uno solo, un giorno, li leggerà. E questo mi basta. Scrivo per me, ma cosa sarebbe la poesia senza condivisione e senza lettori”? Ho scelto Ciliegi, e vi consiglio davvero di leggerla ascoltando il pezzo che Veturio ha scelto come accompagnamento, che è molto bello, e anche la poesia: i ciliegi, come certi amori, iniziano a sbocciare nonostante il gelo, qualcuno riuscirà anche a portare i suoi frutti. Pistone futurista è in puro “stile marinettiano”, mentre Due pezzetti di stoffa rossa racconta di nuvole serali, illuminate di rosso, di misteri e di ricuciture.

Serendipitsite Elisa, torinese, ha una “passione smodata per il viaggio” e adora la fotografia e la scrittura. A parte questo, che già ovviamente ci unisce, capisco perfettamente la contraddizione tra “un’agenda piena di cose da fare”, il tempo che manca e il prendere continuamente nuovi impegni, prenotare nuovi viaggi e ancor più fantasticare su nuovi progetti. Come lei amo “i tramonti sul mare, i viaggi in macchina [anche in treno e in aereo, nel mi9o caso], il venerdì pomeriggio tardi e sapere di avere un viaggio in programma ma non dirlo a nessuno. Anch’io odio il vittimismo anche se non sempre riesco a evitarlo, la fila all’aeroporto per il check in invece non mi dà particolare fastidio e non riesco a concepire che possa non piacere la pasta al pesto ma del resto sui gusti, diceva mio zio, non si discute 🙂 . i tre post che ho scelto sono Solo bagaglio a mano, please, recensione di un libro di viaggio – l’avreste detto? – di Gabriele Romagnoli. anche perché “viaggiare leggeri” in questi ultimi tempi sta diventando il mio motto e in effetti negli ultimi due viaggi avevo solo bagaglio a mano; Quando i genitori si lasciano perché non ci si pensa, ma anche separarsi può essere fatto con amore, amore per i figli, amore per quello che si è condiviso, amore per la propria strada futura che continuerà in altro modo, ma senza rancori e colpe scaricate e lanciate addosso l’uno all’altro come armi; e Il mio viaggio a Budapest (da sola) perché Budapest è una delle prossime mete che vorrei visitare (non necessariamente da sola) e perché viaggio da sola da quando avevo vent’anni, anch’io la prima volta ho dovuto superare timori (miei) e curiosità (altrui), si è trattato solo di tre giorni ma ho rotto il ghiaccio e in realtà oggi mi piace moltissimo viaggiare in compagnia e anche, per motivi diversi, da sola. Dipende dal viaggio, dal momento, dalle circostanze…

Rossella Pompeo descrive il suo blog come “un occhio narrativo sulla realtà contemporanea” che “racconta le storie di tutti in forma poetica e non”. Rossella è laureata in Diritto Internazionale e ha studiato anche a Bruxelles, ha una particolare passione per la cultura francese. È anche specializzata in regia e sceneggiatura cinematografiche (che meraviglia!) e collabora con alcune case editrici. Ha pubblicato tre raccolte di poesie. Il suo libro più recente è La donna che faceva crescere gli alberi, di cui al link troverete un brevissimo estratto, ma ce ne sono molti altri nel blog: è la storia Lidia, ma anche di vari altri personaggi che si muovono tra il presente e la Seconda Guerra mondiale in Australia; l’Italia del Po degli anni ’60; la Sardegna e la Parigi anni ’70, sino ad arrivare nell’Africa dei Griots, con gli alberi, le piante e i fiori come filo conduttore tra luoghi e tempi. Gli altri due post che ho scelto sono E’ il seme del nostro amore, una poesia, e Solo la fine del mondo, la recensione di un film  di Xavier Dolan.

Collettivo D – il punto di vista delle donne era un blog interessante, peccato non pubblichi più niente da un anno, speriamo che tornino. Alice è “una sarda espatriata a Roma”, laureata in Organizzazione di eventi culturali e dello spettacolo al Dams di Roma Tre e con specializzazione in Industria Culturale e Comunicazione digitale. Non so se nel frattempo abbia scoperto cosa vuole fare da grande (all’epoca della presentazione diceva di non aver ancora risposto alla domanda). Condividiamo l’odio per i cavoli (e per il ciclo, ma quello, beh…) e l’amore per Harry Potter e i dolci, la lettura, la scrittura, i tulipani, le maratone di film e telefilm, il tè e la cioccolata calda. Francesca, laureata in Comunicazione alla Sapienza di Roma, è appassionata di tecnologia (soprattutto Apple) e nuovi media! Ama molto le cose allineate e certi riti scaramantici. Condividiamo l’amore per il cinema, per i film dove muore qualcuno (nel mio caso anche se non muore nessuno va bene, però comunque mi commuovo facilmente), per i viaggi e per le fotografie. Anche per Londra, entro certi limiti nel mio caso. L’amavo di più un tempo, ma comunque resta una città dove ogni tanto mi fa piacere tornare. Io provo a segnalare i soliti tre post, poi vediamo…  Vi racconto i dischi dei miei vent’anni, post ovviamente musicale, La storia di Vivian Maier, su una straordinaria fotografa e Room – Il mondo in una stanza, recensione di un film.

L’ultimo di oggi è Parole come fili (creatività punto zero), un blog “didattico”, più precisamente: “dall’esperienza didattica reale, di chi la scuola la vive ormai da molto tempo, uno spazio che mette in comune materiali, idee, lavori fatti a scuola. E’ una pagina aperta a tutti gli insegnanti, a tutte le classi, a tutte le scuole che vorranno collaborare”. Vi scrivono tre blogger che seguo anche individualmente, Primula  (Ma Bohème), Mariangela (Nuvole sparse tra le dita) e Egeria Terza (inguaribile voglia di viaggiare). Si tratta di un blog “umanistico”, troverete letteratura, storia e grammatica soprattutto: idee per il latino, racconti storico-biografici (anche per approfondire temi al di là dei compiti scolastici) come questo su Costanza Del Carretto Doria, poeti, consigli per la composizione di testi (inclusa la tesina per la maturità), letture suggerite

Come sempre buon viaggio, e a sabato prossimo!

E visto il periodo, Buona Pasqua, anche 🙂

SABATOBLOGGER 48. – I blog che seguo

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Versione un po’ ridotta per la rubrica di questa settimana, sono stancherrima e tendente alla non-connettenza.

Muninn (Davide Bovati) è un blog letterario e in quanto tale mi interessa; le recensioni sono molto personali. Vorrei lasciarvi il piacere di scoprire da soli la ragione del nome (per chi non l’avesse già intuita), dico solo che è legata a un Paese freddo e lontano e a un messaggero. E’ il posto giusto dove venire se avete voglia di un po’ di sugo, non solo il riassunto della trama. E’ il posto giusto per scoprire libri nuovi, anche se in circolazione da decenni. Muninn è fatto di libri che meritano di essere ricordati (dalla presentazione). Qualcuno sa della mia passione per miti e leggende e questo luogo è una miniera. Ho scelto  Di Golem e dei, perché potrebbe già bastarmi questa frase: Sembra quasi che sia molto meglio essere ingannati da chi racconta frottole, che da chi pretende di raccontare la verità; Il dramma scozzese perché amo Shakespeare, non c’è niente da fare; Welcome to Zamonia perché credo ci siano al mondo poche cose più divertenti delle Tredici Vite e Mezzo del Capitano Orso Blu (e sì, l’ha scritto un tedesco! Eppure…).

Erospea Dora è una poetessa non semplice, ma non difficile,  “spagina versi” e immagini, cattura momenti del mondo interiore ed esterno, prende appunti, annota emozioni, condivide ciò che vede e ciò che sente.   “…gli sposalizi di natura, convenzione, cultura, per finta, per serio, per costrizione, per gioco, per non so che, …, gli sposalizi della carne, le corporeità inesauste, la bellezza del cerchio, l’infrazione, e il bisogno, forse solo l’amore, da fare, da farsi, senza tempo, nel tempo, ad averci il tempo, di certo, in ogni cosa, la bellezza delle piccole cose, l’immenso fuori, l’immenso dentro, il tango e l’intangibile, la stasi e il movimento, la stasi in movimento, la sosta sul filo…” Ho scelto La gravità del verbo, omaggio a Maria come madre e donna, al suo dolore e a un mistero universale; Socchiusa, breve e intensa; e Non dirlo al vento che ha la spensierata crudeltà di quelle canzoni infantili che raccontano cose anche molto inquietanti  al ritmo di una musica allegra che non allevia nulla. Anzi.

Just a Little Place Bluebird è una studentessa universitaria, leggendo alcuni suoi post si ha l’impressione di una vita non facile, forse anche per la poca fiducia in se stessa, quello che lei chiama uno “zaino” pesante da portare. Eppure traspare anche non solo la sensibilità (che a volte aumenta il peso, con le troppe domande e le troppe pretese verso se stessi), ma anche l’ironia, la curiosità, interessi ben precisi e tutt’altro che banali e quindi insomma, delle risorse e degli strumenti che potrebbero portare lontano. Ho scelto If I Were perché le sue risposte al tag mi sono molto piaciute, specialmente alcune: amo moltissimo i lupi, è belle l’idea di speranza legata al verde, ho ovviamente una particolare simpatia per i viandanti e poi una persona che alla domanda “se fossi una città quale saresti” risponde San Francisco… beh, mi è simpatica a prescindere! One year e Coraggio perché a volte un modo di pensare alle cose può davvero fare la differenza tra volere qualcosa e realizzarla.

Parole scritte a matita (Piazza Angelo Music), già il titolo del blog fa pensare a una certa delicatezza, come di qualcosa che si vuol dire sottovoce, lasciando una traccia ma non eccessivamente calcata. in effetti molte delle parole di Angelo sono pensieri lievi e nessuna di esse è invadente. Ho scelto Stranieri perchè Angelo ha una particolare sensibilità (anche tradotta in azione, che non è così usuale) nei confronti non tanto degli “stranieri” come categoria di persone (perché già il termine categoria riferito alle persone è inadatto e triste), ma nei confronti proprio della parola e del suo senso. Ricordo un manifesto letto tanto tempo fa che diceva qualcosa come “tutti siamo stranieri quasi ovunque”. Ma potremmo anche pensare in effetti che il primo luogo dove sentirci “stranieri” possa essere la terra in cui si è nati (riprendendo una citazione di Erri De Luca), perché è il primo posto che ci insegna cosa significa sentirsi estranei, non capiti, il primo dove sentiamo che vorremmo cambiare qualcosa e raramente sappiamo di preciso cosa e come; 29 novembre 2016 e 13 novembre 2016 sono brevi pensieri sull’amore e la mancanza.

Pochissime parole su Wonderment, etc., un blog sull’adozione che avevo scoperto grazie a questo articolo, I don’t want you to be grateful, a letter from your (adoptive) mother, che condivido molto come altre cose che poi ho letto. Come Sit With Me in Shadows è un post sul dolore e su quei momenti in cui vogliamo che gli altri ci stiano vicino e non ci facciano sentire soli, ma non che cerchino di dare un senso a cose che non ne hanno, o di portare una luce a tutti i costi; To the Children IAm Not Preparing Adequately for Adulthood perché anche qui c’è molto che condivido e certo non è facile accettare che probabilmente qualunque cosa facciamo, non possiamo preparare adeguatamente i nostri figli a essere adulti, perché devono imparare da soli. E’ tutto in inglese, essendo americana l’autrice.

SABATOBLOGGER 47. I blog che seguo

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Oltre il cancro In questo caso sinceramente non credo proprio opportuno scegliere dei post particolari. Questo è un “metablog”, un progetto – per usare le parole della presentazione – “nato per condividere storie e vite di persone che hanno dovuto, o devono, affrontare il cancro e hanno deciso di raccontare la propria esperienza in un blog, scoprendo che parlarne, scriverne è di grandissimo aiuto”. Ci sono storie di grandi battaglie e di serenità, di accettazione, di paura, di coraggio, di modi diversi (perché siamo tutti diversi e questa non è una cosa che cambia con la malattia) di affrontare quella che resta una situazione che spaventa anche se, ed è davvero importantissimo ricordarlo, in moltissimi casi la ricerca ha fatto passi tali che le probabilità di sopravvivenza sono altissime. Scrivere serve, serve sapere di non essere soli: serve a chi racconta e serve a chi legge.

Diario di un ironico inquieto (Davide Manico)  Danza, una laurea in Lettere Moderne, un diploma al Music arts & Show, un master di cinematografia, un Master in teatro danza tedesco, un Corso di Perfezionamento in Biennale Venezia… saranno pure “inutilità”, sarà pure vero che “se avesse fatto il cuoco avrebbe vissuto molto meglio” (ma chissà, poi), però alla fine Davide è uno che ha imparato a scegliere nel modo più faticoso e giustamente alle sue scelte ci tiene, le cura, le medita, ma non resta in attesa. Ho scelto Istantanee dal mio Piano A, perché credo che tutti facciamo dei progetti “principali”, che poi per qualche ragione non vanno in porto. A volte i piani di riserva si rivelano migliori dell’originale però, almeno nella mia esperienza! Perfettamente fuori posto perché a volte, specialmente in passato, “dissonante” mi ci sono sentita eccome, e non nel senso migliore del termine, ma in realtà credo sia un’altra cosa che capita a molti. Che non vivo a risparmio perché mi piace chi non mette distanze tra sé e gli altri, tra sé e le cose, io di solito cerco di non farlo, con risultati alterni.

Opinionista per caso (Violeta Dyli): Violeta penso che non ci sia un solo blogger che non la conosca: mamma, appassionata di fotografia di strada (oltre che amante del mare e della poesia), ha aperto il blog per condividere questo suo hobby e lo definisce un diario fotografico. Oggetti di uso quotidiano, persone, dettagli, tantissimo colore e allegria ma anche qualche immagine in bianco e nero, non c’è nulla che sia troppo umile per poter essere oggetto di uno scatto, dai gusci d’uovo al cestello della spesa alle caramelle e mille altre cose. Anche qui forse non ha proprio tantissimo senso proporre tre post, comunque ho scelto questoquesto e questo tanto per un assaggio.

Vecchia Moleskine Una bella presentazione che testimonia, direi, l’amore per il cinema, il teatro e le arti di Dorotea. Divisa in cinque atti, dalla nascita alla laurea e al trasferimento in Olanda – con un piede in Italia. Traslochi, una vita nomade, un work in progress in cui ancora una volta un po’ mi riconosco, con tutte le differenze del caso (e quanto le invidio quel coraggio di aver almeno provato a seguire il suo sogno di “fare film”, cosa che io non ho avuto, invece). E’ una passione che costa, dedizione, amore viscerale, una mole di lavoro spropositata e quel “grumo nero incastrato nello sterno” anche quando ti rende felice farlo – e sì, ha ragione Dorotea, questo vale per ogni attività che riguardi i sentimenti della gente. Tutti i farfalli innamorati del mondo è un piccolo incanto, Parole è una riflessione sulla “scrittura che manca”, sulla vita e sul lasciarsi respirare; In linguaggio tecnico è commovente, come una storia d’amore “intensa e multiforme” in una ventina di righe.

Losengriol Quello di Susanna è nato come blog in costruzione e tale è rimasto, benché abbia cambiato nome nel tempo: nel senso che comunque lei l’ha pensato e lo pensa come “qualcosa di leggero, di non definitivo, di plasmabile… Al massimo qualche castello in aria, insomma. L’idea di costruzione perenne non mi ha mai abbandonato.” E questa è una cosa che mi piace moltissimo, io non l’ho espresso in maniera così chiara, ma poi in fondo un(a) viandante cosa fa se non continuare a costruire? Scrivendo si costruisce una strada, camminando e viaggiando si costruiscono parole da scrivere, e i castelli in aria… oh, sì, quelli tanti, sempre. Ho scelto  Margherite perché più o meno sta iniziando di nuovo la primavera e quindi siamo in tema; Lettera d’amore sul treno perché amo anch’io i treni: “Il treno è il viaggio, è l’andare e poi il tornare, però un po’ diversa, un po’ più qualcosa, un po’ meno qualcos’altro”; Le giornate coperta perché sì, ci sono quelle giornate che sembrano promettenti e poi ti infilano contrattempi e delusioni una dietro l’altra, ma a volte invece di una coperta basta “pensare con più leggerezza” o un po’ di musica allegra, e la giornata si aggiusta.

Les correspondances / Emmebrain Li ho messi insieme perché il secondo è la “prosecuzione” del primo, vale a dire che “Caotica Emme” si è spostata dal primo al secondo con “la sua confusione” (parole sue). E a me la sua confusione piace, anche se bisogna avere un po’ di pazienza per vederla emergere in forma scritta. E’ una scrittura molto onesta, mi viene da dire, limpida nonostante lasci sempre qualcosa di non detto, ma dopotutto  scrivendo probabilmente non si dice mai tutto, nemmeno quando si scrive solo a se stessi e per se stessi, figuriamoci negli altri casi. Eppure c’è quella limpidezza che lascia intuire un leggersi dentro in profondità, un andarsi a cercare, un mettersi in gioco. Ho scelto Special needs perché parla di colori, di luoghi, di cose che si sapevano e un attimo dopo, mentre stai per scriverle, già non le sai più, tutti temi (per me) importanti; e rutto in pochissime righe; Nothing else matters perché è malinconico e molto bello; e per non  trascurare il nuovo blog ho scelto Easy, su un’estate londinese che finisce, un trasloco, e su quanto liberarsi di sciarpe cappelli e guanti possa essere facile, molto più facile di altre cose.

B-Log (Davide Linari) Beh, tanto per cominciare l’immagine di copertina del blog mi piace davvero tanto. Poi mi piace la presentazione autoironica di uno che comunque ha seguito tante passioni e alcune continua a seguirle, tra cui scrivere (e potrei forse non capirlo?!). Tiene un blog per capire la smania assurda di tenere un blog, per “questa pulsione incontrollabile di provare in tutti i modi a gridare al mondo i miei silenzi”. E perché “se qualcuno inciamperà lo sguardo su queste righe, saprà che per il semplice fatto di aver continuato a leggere, avrà reso tutto un filo meno banale.” Una fiaba vera è deliziosa, un’avventura casalinga con tanto di draghi, prodi destrieri e cavalieri eroici, perché con la fantasia anche l’evento più prosaico si trasforma in poesia. Un qualche povero Giasone e  Sipario sono due testi teatrali. Magari non sono la persona più qualificata a dare opinioni in merito ma io li ho trovati entrambi bellissimi.

Buon viaggio tra i blog, a sabato prossimo!

SABATOBLOGGER 45 – I blog che seguo

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Cercatore di Favole è un universitario che, come dice il nome, crede alle favole e mi pare che riesca a trovarle anche nel quotidiano. Considerazioni random sulla vita parla di gioie e dolori di un trasferimento (pur temporaneo) all’estero, lingua nuova, persone nuove, nuova realtà, milioni di cose da fare, l’idea di cambiare casa, di camminare per non perdersi e per imparare un luogo che diventerà familiare, un senso di appartenenza anch’esso nuovo, trovato insieme al coraggio di partire. Un angolo di settembre l’ho scelta perché appunto Collezioniamo istanti… Nessuno può portarci via gli istanti, né le favole poggiate all’angolo di Settembre.  31 gocce di pioggia è la celebrazione di un “compleblog”, a mio parere molto bella.

Viaggiando con Bea Viaggi ed esperimenti tra i fornelli, le due grandi passioni di Bea. Io cucino per necessità e qualche volta creo ma preferisco di gran lunga viaggiare per cui le mie scelte riflettono questa preferenza. In particolare, visto che i viaggi sono divisi tra Italia, Europa e Resto del Mondo ne suggerisco uno per categoria per equità 🙂 . Nesso, sul lago di Como, sembra un borgo davvero straordinario. Le foto sono così belle da farmi venir voglia di andarci subito. La Camargue, è un altro dei prossimi posti dove vorrei andare, fuori dall’Italia, ma un viaggio on the road in America è forse in questo momento il sogno più grande (a parte tornare a San Francisco, of course).

Mutazioni del silenzio Riyueren viaggia attraverso le parole e da diverso tempo anche attraverso le fotografie: “Le parole segnano e insegnano i confini, le immagini aprono orizzonti” è il suo pensiero. Che condivido solo in parte, perché con le parole io ho sempre cercato di attraversarli e cancellarli, i confini, ma è bella questa idea di aprire orizzonti con le immagini; ed è bella anche l’idea delle parole come “argini entro cui io scorro come un fiume”, come dice in uno dei suoi post. Naturalmente sappiamo che le parole hanno tanti usi, non tutti capaci di “portare la luce nel cuore”, ma quando sono in mano a qualcuno che le ama, possono davvero nascere meraviglie. E Riyueren le ama molto. Talvolta, come qui, sono lievi come piume, passi di formica, cose infinitamente piccole e infinite. Altre volte sono colori, bianco e nero, la tua scelta di come guardare, di poter vedere il cielo nel cielo. O ancora spine del silenzio, perché nel silenzio si sentono meglio anche le spine, ma a volte è necessario per volare.

Bricolage (Amalia Temperini) si occupa soprattutto di arte. Amalia è infatti un’operatrice culturale e vede l’arte (anche) come modo per contribuire alla credibilità e all’armonia di progetti che possano costituire piccoli o grandi passi verso una maggiore coesione sociale, qualcosa che unisca innovazione e rapporti umani, cultura e tecnologie. Dal mondo com’è a volte si vorrebbe scappare, l’arte può essere un modo di aprirsi alla vita. Le mie scelte: Quando hai 17 anni, recensione di un film francese (di André Techiné) che parla di ciò che può spingere due adolescenti ad avvicinarsi, tra amore, ricerca di sé, differenze e somiglianze, immigrazione, adozione e altri strati. Un’altra recensione, questa volta letteraria, è quella de Lo Straniero, di Camus, in cui ho ritrovato alcune sensazioni che ricordavo avendolo letto molti anni fa, e quel desiderio di capire qualcosa di più di quello che significa estraneità/identità. tra i post d’arte ho preso questo Junk Love, su una mostra di Anna Gramaccia e Simone zaccagnini, perché anche se il vernissage è passato la mostra è ancora in corso (a Napoli) e a qualcuno potrebbe interessare, ce ne sono comunque altre, se andate a curiosare.

Buon viaggio tra i blog, a sabato prossimo!

SABATOBLOGGER 43. I che seguo

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Viaggi dal divano Anna fa un lavoro particolare che a me piace molto, non foss’altro che perché ha a che fare coi libri: si occupa di editing ma per i testi delle elementari. A un certo punto della sua vita ha cominciato a pensare che tra le varie possibilità, la migliore fosse fare una cosa che le piaceva molto, come scrivere e raccontare. Mi piace la sua pacatezza, l’equilibrio che traspare sia quando parla di sé e della sua famiglia (perché è equilibrio anche ammettere che si può sbarellare, ne sono fermamente convinta), e quello degli argomenti più di attualità, dall’infinità di fattori che incidono sulla felicità in una famiglia, quale che sia, ad esempio in Le colpe dei padri, al bullismo e quello che talvolta c’è dietro, in Vittime e carneficiLa domanda mi ha colpito perché è una che io in effetti non mi sono posta, non in quei termini: la me stessa di venticinque (più o meno) anni fa sarebbe orgogliosa di quella che sono oggi? Non lo so, immagino di sì, ma forse se glielo avessero detto non ci avrebbe creduto. Però penso spesso a tutto quello che mi ha portato qui, a volte prendo per mano la bambina, l’adolescente, la giovane donna che faceva così tanta fatica a vivere e penso che è la me stessa di oggi a essere orgogliosa di quella che sono, e anche di quella che sono stata.

Fioche luci lontane una presentazione brevissima e intensa, poche parole a dire tutto, attraversare la vita da viva. E in effetti questo si sente, quando racconta delle frustrazioni causate da genitori che non fanno i genitori e costringono i loro bambini a non fare più i bambini (o a non farlo come sarebbe sano e buono per loro) e quando racconta di sé, delle emozioni e sensazioni che prova, anche solo per brevi momenti in una piscina, come  On the water, perché tutto è importante, i momenti, i giorni, i pensieri. E noi possiamo fare come gli alberi, anche quando la meteorologia è contro di noi, ascoltare le promesse di primavera e crederci, e germogliare. E infine un giorno, un inverno fa, che può essere un giorno qualunque di qualunque inverno, o anche di qualunque altra stagione, incontrare persone ai tavoli di un ristorante, tenerezza e allegria e passione, la poesia, l’amore carnale per l’uomo e Walt Whitman.

Mi dispiace per la versione ridottissima, questa puntata, ma non riesco a fare di più, vi auguro comunque un buon vagabondaggio tra i blog, a sabato prossimo!