Canto dell’assenza

E’ possibile il ricordo senza memoria, hanno chiesto:
senza aver visto, vedere, toccare, sentire, annusare.
Oh sì, rispondo, e il vento mi presta il suo consenso,
ché con l’immaginazione costruisco case e ruscelli,
e riempio di grano i campi e di pianeti e stelle il cielo.
Il desiderio fa scorrere sul mio corpo il tuo respiro,
il mandorlo qui accanto mi porta il tuo sapore,
il tuo odore lo sento quando profuma di miele il mio giardino
e non un solo giorno la mia pelle o le mie labbra
dimenticano quei baci che soltanto in sogno ho avuto.
Nulla da dichiarare alla dogana, nessun oggetto da poter ispezionare
ma questo sangue che affluisce al viso indica forse
che qualcosa è nascosto, una borsa, un doppio fondo o un doppio cuore,
uno per quel che tocco con le mie mani,
l’altro per ciò che sfioro con le tue, che è più prezioso
e certo non sfuggirebbe al rigoroso controllo dei solerti
funzionari della ragione che mi guardano con cipiglio severo.
Quindi canto questa assenza con una voce da riempire il mare,
e il mio canto è pane, di quelli a pasta dura, che fatichi
a masticarli, poi si sa che il pane è salato e non solo quello altrui,
ma non ne varrebbe la pena, senza la fatica e il sale.
E questo sole in burrasca, quest’acqua oscura in cui immergo la mia voglia
asseconda nel mio ventre le scintille di un piacere ignoto;
e così il soffio della tua bocca appanna il vetro delle mie certezze
e mi ossigena i polmoni, e la stanza, e tutto il mondo intorno.

I primi due versi provengono da Assenze? una poesia/nota di Erospea, che mi ha ispirata, inconsapevolmente, e che consapevolmente ringrazio, di cuore, per le domande bellissime che pone: quando qualcosa non ha attraversato i tuoi sensi, è possibile ugualmente che l’assenza sia così forte da diventare presenza? Ed è possibile un ricordo che vada al di là della possibilità di avere memoria di cose vissute con i sensi, e della possibilità di riviverle, ugualmente con i sensi? E’ possibile una “mutazione di cellule, per chi non crede oltre le cellule un’anima scissa dal corpo?” Quindi la poesia, scritta praticamente di getto, esprime alcuni miei personalissimi pensieri con cui d’istinto potrei rispondere.