E poi…

Stamattina ero veramente molto giù. Dopo un periodo sereno, a volte certe difficoltà arrivano come mazzate, e il senso di smarrimento e di sconforto rischia di essere predominante.

Mi sono detta anche, tra le altre cose, parlo tanto di voce interiore positiva, della mia stella guida, ma alla fine è tutta una cosa nella mia testa, una romanticheria sciocca di cui forse dovrei liberarmi al più presto. Nel migliore dei casi è inutile, nel peggiore è dannosa.

Sentivo davvero tanto il peso della solitudine di certe scelte, di questo procedere per tentativi ed errori, la mancanza di una minima traccia con cui orientarmi.

E poi…

Il mio piccolo a letto, in uno dei suoi momenti bui, nulla sembrava scuoterlo. Io dovevo uscire, vado per salutarlo e vedo un uccellino dentro la stanza. Come ci sia finito non lo so, posso solo immaginare che avendo io tenuto aperta la finestra di altre camere, sia entrato e senza che me ne sia accorta sia poi uscito dalla porta finendo in camera dei miei figli. era tutto agitato, povero gigio, io dico “Ma guarda, un uccellino dentro casa, come c’è arrivato?”. Mio figlio si mette seduto e gli si illuminano gli occhi.

Si è alzato, è andato a vederlo più da vicino, era emozionatissimo, “che bello”, mi ha detto con una voce che potrei quasi definire “luminosa”. “Guarda, è un pettirosso”. Lui è più osservatore di me e gli piace guardare gli animali e il loro comportamento da vicino, lo fa con gli insetti ma non solo. Quindi gli posso credere, anche se io non l’ho visto bene.

Quello che non sapeva, è che pettirosso, in inglese, si dice robin (e chi mi conosce saprà perché questo è importante). Ci credete che a raccontarlo mi vengono ancora i brividi? Eppure sono razionale, e conosco tutte le spiegazioni verosimili…

Potrei anche aggiungere che oggi pomeriggio, durante il delizioso incontro a tre qui a Genova con Nuvole sparse tra le dita e Mutazioni del silenzio, quest’ultima ci ha portato un ricordo, un bigliettino con l’immagine del suo blog. Avete indovinato? Sì, è un pettirosso… ❤