Un piccolo frammento di Genova (e altre cose belle)

Un paio di giorni fa riflettevo che siamo facilmente più generosi quando siamo contenti, specialmente quando la gioia è frutto di fatica e impegno. Avevo almeno due motivi, forse anche due e mezzo per essere contenta. Oggi un po’ meno, diciamo che siamo a uno e mezzo, ma l’impegno resta, quanto meno faccio tesoro di riserve notevoli di pazienza e tenacia, anche una bella dose di testardaggine, se volete. La capacità del giardiniere di aspettare che dal semino nasca una fogliolina, poi due, poi un minuscolo germoglietto, nella fiducia che la pianta continuerà a crescere. Sono i momenti in cui, per esempio, non passo in fretta davanti a chi chiede l’elemosina, mi fermo, lascio qualcosa, a volte solo un saluto e un sorriso, se non ho altro. Qualche volta, non troppo spesso perché in questi casi la timidezza prende quasi sempre il sopravvento, ascolto almeno un frammento della loro storia.

Queste sono le foto dell’altra mattina, quella in cui, tra l’altro, ho ritirato i passaporti e avvicinato il viaggio ancora di un piccolo passo e poi fatto visita agli Embriaci, con la loro piazza e la loro torre, a Santa Maria in Passione e a San Donato, dove sono anche entrata (le foto degli interni sono di quella, un paio soltanto e da lontano, per non disturbare che stava pregando). Tanto per ricordarmi, ecco 🙂 .